Cultura

08 Gen 2022


L’animale guida, mentore e consigliere

Abbiamo già illustrato come nel folklore, l’animale sia rappresentato come un dono magico e prezioso poiché può, compiendo arti particolari, migliorare la vita del protagonista.

Sia nelle fiabe sia nei romanzi per l’infanzia, l’animale diviene guida, consigliere e mentore per il giovane protagonista. La sua presenza come maestro e aiutante presuppone il dialogo, l’empatia e una serie di comportamenti caratterizzati da sguardi ed espressioni e non solo parole. Sulla base di questo pensiero, gli animali per l’infanzia diventano importanti, come lo sono stati nei tempi primitivi per i loro antenati. Il legame che li unisce ci fa comprendere che l’uomo fa parte del cosmo in generale, ricordandoci la visione primitiva del mondo e del diritto materno[1] diffusa tra gli uomini prima che si formassero le comunità. 

L’esempio di animale guida e mentore per eccellenza è il Grillo parlante di Pinocchio. Nel racconto, questa creatura è descritta come il severo consigliere del protagonista. Un essere saggio e paziente, detentore di un sapere antico, capace di riflettere la coscienza degli esseri umani come uno specchio. Pinocchio è totalmente incosciente ed inconsapevole del mondo; perciò il grillo tenta di convincerlo sin dall’inizio ad ascoltare i suggerimenti degli adulti.

Nel suo intervento di formazione di coscienza, il Grillo si servirà della persuasione e della saggezza, aiutando Pinocchio a riflettere sui suoi sbagli, avviando un’azione educativa e formativa. Sin dalle prime pagine del romanzo dice queste parole:

Io sono il Grillo parlante, ed abito in questa stanza da più di cent’anni!” quindi evidenzia di avere una profonda conoscenza, ed aggiunge che non andrà via prima di rivelargli “una grande verità”. Questa entità, rimanendo come osservatore umile e silenzioso, ha potuto conoscere la vita di Geppetto. Invece Pinocchio non accetta la sua presenza, perché ha paura di guardarsi dentro e scoprire così di essere una creatura ingenua e incosciente. Invece l’obiettivo del Grillo è proprio questo, ovvero far riflettere il protagonista sui suoi sbagli, ed aiutarlo a sviluppare la maturità interiore, necessaria per affrontare la vita come persona adulta.

I consigli del Grillo saranno rivalutati nel tempo, dal burattino. Infatti, egli crescerà, affinerà la capacità di ascolto e introspezione e diventerà un buon figlio per suo padre e un bambino vero.

Il Grillo sembra uscire fuori dal corpo del protagonista come una forza che rappresenta i desideri contraddittori dell’inconscio umano. Perciò l’animale non è solo una presenza esterna al personaggio umano, ma una manifestazione della nostra natura istintiva, che si materializza come un amico insolito, pronto a dare un aiuto inaspettato.

La vicinanza tra infanzia e animalità, molto presente nei racconti del folklore, nasce da interessi reciproci. Dalla vicinanza con l’animale emerge l’intervento educativo indispensabile per la crescita e la maturità del bambino. L’animale rappresenta l’autonomia di espressione e lo spazio dove vengono prodotti e compresi i moti dell’animo umano.

L’animale diviene guida per tre motivi principali:

  • induce il protagonista a dialogare con se stesso, attivando la riflessioneeffetto specchio (ricorderemo il discorso del figlio del mugnaio sul suo stato rivolgendosi al gatto di Perrault: “ (…) ma quanto a me (…) bisognerà che mi rassegni a morir di fame”);
  • diviene l’alleato dell’eroe: spesso la fiaba o il romanzo presenta una situazione iniziale di estrema difficoltà. In questa circostanza l’animale detentore di saggezza indica la strada da seguire, diviene il consigliere da ascoltare, colui che fornisce l’aiuto concreto e indispensabile in quel preciso momento, forma la coscienza e la maturità del futuro uomo;
  • tra uomo e animale si crea una cooperazione: mentre l’uomo spesso dimentica la benevolenza della bestia, al contrario l’animale è riconoscente verso chi lo aiuta e perciò capace di ricompensarlo con un’offerta.

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[1]Grilli G., In volo, dietro la porta, Il Ponte Vecchio di Cesena 1997






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