Toniolo al Futuro. Lo spettacolo teatrale convince e piace

Grande successo di pubblico al Careni di Pieve di Soligo il 14 e 15 aprile. Premiato l’impegno dell’Istituto Diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi”.

Un grande successo di critica e di pubblico per una “performance” teatrale, promossa e sostenuta dall’Istituto Diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi”, che offre un prezioso contributo di conoscenza, riflessione e comunicazione di valori e cultura nell’anno del Centenario dell’illustre docente trevigiano.

“Giuseppe Toniolo. La storia è futuro”, il soggetto teatrale sulla vita, il pensiero e l’azione del Beato Giuseppe Toniolo - per il quale si parla già di possibili “tour” anche a livello nazionale - è stato rappresentato al Careni di Pieve di Soligo in prima assoluta sabato 14 aprile, e in replica la domenica pomeriggio 15 aprile. Oltre 650 spettatori in totale hanno risposto all’invito degli organizzatori nei due appuntamenti in cartellone nella sala di via Marconi, arrivati anche da fuori provincia di Treviso, dal capoluogo della Marca e da vari centri lontani per poter assistere alla rappresentazione messa in scena dai giovani protagonisti dell’Accademia Lorenzo Da Ponte insieme ad Aliestese, in collaborazione con l’Associazione Culturale Careni e la Parrocchia di Pieve di Soligo. Anche il Vescovo di Vittorio Veneto, Corrado Pizziolo, non ha voluto mancare alla “prima” assoluta di sabato sera, onorando l’iniziativa con il suo saluto introduttivo e le sue parole di plauso, e sottolineando in particolare il tema della santità laicale legata al Toniolo nei giorni della nuova esortazione apostolica di Papa Francesco che fa riferimento alla “santità popolare”.

Proprio due passaggi in video di Papa Francesco, che richiama l’attenzione sulla figura e l’opera esemplare del Beato sepolto nel Duomo di Pieve, sono lo spunto per dare il via all’azione teatrale di “Giuseppe Toniolo. La storia è futuro”. Le domande di un gruppo di giovani sul Toniolo, la voglia di aprire un percorso di approfondimento sulla sua figura, il “flash back” che raggiunge il periodo tra fine ‘800 e primi ‘900: sono questi i momenti iniziali della proposta “tonioliana” messa in scena dal bravo regista Silvio Pasqualetto, un felice mix che unisce l’arte del teatro e lo spettacolo di musica e balletti con apporti multimediali, facendo risaltare al meglio l’incontro delle specificità e dei talenti diversi di Accademia Da Ponte e di Aliestese, le due belle realtà vittoriesi per la prima volta riunite insieme in una rappresentazione corale sul palcoscenico. Nell’atto unico di sessantacinque minuti scorre veloce e affascinante la vita del Toniolo, in tre momenti principali che vanno da casa Schiratti al fidanzamento e al matrimonio con Maria, alle fasi del suo insegnamento nell’Università sui temi dell’economia e dell’etica cristiana e la sua attività alla guida del movimento cattolico, sino alla conclusione della sua vita segnata dagli appelli per l’Università cattolica e l’Istituto internazionale per la pace, prima della morte nella casa di Pisa, il 7 ottobre 1918.

Profondi, serrati e incisivi i dialoghi fra gli attori, essenziali ma originali ed efficaci gli allestimenti di scena, molto suggestivi e apprezzati i cambi di ambiente e i balletti sulle musiche che guidano all’inizio il percorso di ricerca storica, e alla fine la vittoria della luce sulla morte nel Toniolo sulle note di uno splendido “Magnificat” cantato da Mina.

E le campane a festa che risuonano a Pieve di Soligo per l’ufficialità del miracolo e la beatificazione di Giuseppe Toniolo introducono al momento finale, con tutti i protagonisti insieme sul palcoscenico a ricordare le parole dell’illustre economista sulla “società di santi”, unica certezza di salvezza per l’umanità.

Grandi e prolungati applausi per tutti, pubblico emozionato e felice, parole, dialoghi e messaggi di alto gradimento per le ottime “performance” al Careni, che contribuiscono insieme a disegnare un racconto di futuro costruito dalle intuizioni, dalle idee e dalle visioni del Beato Toniolo, ancor oggi incompiute e da realizzare pienamente. A riguardo, il “noi vogliamo” proclamato con passione e forza dai tre giovani studenti con i punti essenziali del programma sociale della democrazia cristiana del 1899 stupisce sempre per l’attualità delle proposte e la qualità delle azioni richieste in campo istituzionale e amministrativo, delle autonomie, a favore del primato della società civile, per la cooperazione, la giustizia sociale, un carico fiscale equilibrato, contro le speculazioni e il gioco d’azzardo, a favore del disarmo e della pace.

Per l’Accademia Teatrale Lorenzo Da Ponte, ottima la regia di Silvio Pasqualetto, perfetto narratore e convincente Toniolo da giovane, con la valente Francesca Zava, aiuto regista e costumista, molto apprezzata nelle vesti di Maria Schiratti. Una bella scoperta il Toniolo adulto interpretato con grande efficacia e somiglianza da Alec Vestri, attorniato dai giovani di sicuro talento Mirko Bottega, Alessandro Mariot, Mattia Zavarise e Bianca Padoin e dai simpatici piccoli attori Viola Vestri e Marco Bertolo.

Per l’associazione Aliestese, presieduta da Stefania Bet, complimenti unanimi per le ballerine Sara Battiston, Marta Bitti, Eleonora Sommariva, Michela Tocchet e Francesca Trevisan, che hanno pure ideato le coreografie delle loro azioni sceniche.

Nota di merito anche per i giovani di Associazione Careni e Parrocchia di Pieve che hanno animato il percorso di ricerca sul Toniolo sul palcoscenico: Giusy Chiaramonte, Chiara Sanzovo e Carlomaria Toffolon.

Infine, Matteo Tempini e Matteo Marchioni hanno contribuito al meglio con il service luci di Erisimo Musica, così come l’Associazione Culturale Careni, in particolare con Davide Amianti, Donatello Ferrari, Stefano Gheller e tutto il gruppo di accoglienza e servizi di sala del Teatro Careni, ha garantito un supporto organizzativo concreto ed efficace nello stile di professionalità e gentilezza.

Tante e qualificate le presenze di sindaci, autorità, rappresentanti istituzionali e associativi della diocesi e del mondo cattolico che hanno voluto onorare con la loro presenza la speciale due-giorni teatrale nel segno del Toniolo, anteprima del Festival Biblico 2018. Tra loro, il co-direttore del Festival, don Ampelio Crema, accompagnato dai coordinatori diocesani Piero Benvenuti e don Andrea Dal Cin, mentre sul palco il direttore scientifico dell’Istituto “Beato Toniolo”, Marco Zabotti, l’arciprete mons. Giuseppe Nadal e il sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan, hanno espresso la soddisfazione di tutti per la bella scommessa vinta insieme e hanno offerto doni di stima e gratitudine ai protagonisti.

In copertina: Le ali e la musica nel segno del Toniolo






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