Amici del Mondo per il Congo. Viaggio a Goma (11.1)

Renato Da Ros condivide con noi il diario del suo ultimo viaggio/lavoro nella Repubblica Democratica del Congo. 11^ tappa: giovedì 16 febbraio 2017 – INCONTRO CON SARA E CENA...

Al rientro trovo un messaggio di Jean Marie: si va a pranzo all’istituto salesiano di Ngangi, dove, finalmente, potrò conoscere Sara De Nardi, la ragazza di Vittorio Veneto che sta facendo un’esperienza di volontariato qui in Congo. È una bella figliola, mora, capelli lunghi e sguardo dolce. Assieme a lei, oltre a Paolo, il ragazzo vicentino di cui abbiamo già detto, c’è Maria, giovane meridionale di bella presenza, che sta facendo la medesima esperienza. Non voglio dimenticare Monica, una specie di direttrice del centro, ormai da vent’anni in Congo, vivace e spigliata nonostante una grave menomazione facciale dovuta ad un incidente stradale di molti anni fa.

Con Sara, mangiamo fianco a fianco, e subito scopro, come avevo ampiamente previsto dal suo cognome, che è nata nella stessa frazione dove io sono venuto al mondo, più o meno a 200 metri di distanza dalla casa che mi ha dato i natali. Il mondo è proprio piccolissimo alle volte! Lei qui vive dall’altra parte del confine, in Ruanda, è sposata con un giovane congolese ed ha un figlio di pochi anni. Mi racconta di Santa Giustina, frazione di Vittorio Veneto, dove la nonna ha ancora un negozio di stoffe, di Forcal e della Val Lapisina; sembra sia partita ieri dall’Italia! Ci scambiamo i numeri di telefono. Mi farebbe piacere rincontrarla a Vittorio Veneto e poter parlare con lei di Goma e di questo meraviglioso Congo.

Pomeriggio di completo relax, trascorso ad osservare l’allenamento della squadra di calcio della scuola. Sabato disputeranno la loro seconda partita, perciò, guidati dal giovane trainer Dieumerci, si allenano giocando una partitella su quel disastrato spazio di fronte alla scuola. Sono scattanti e coordinati, nonostante le buche. Credo che sarà tra gli spettatori, sabato, a tifare per loro e a godermi lo spettacolo.

Questa sera voglio offrire una cena a tutta la comunità per ringraziarla della loro calorosa accoglienza. Decidiamo, con Jean Marie, di prenotare l’evento nel piccolo locale a bordo lago dal giardino incantato e dal nome stranissimo: Caijoù. Alle 19.00 siamo tutti a tavola: cinque confratelli ed il sottoscritto. Purtroppo manca Kisito, costretto a rinunciare per impegni presi riguardo a una grossa fornitura di materiale saldato che non poteva essere ulteriormente posticipata; la sua giovialità sarebbe risultata molto gradita. Il piatto consiste in un grosso tilapià (pesce dei laghi), cucinato alla brace, con contorno di patate e banane fritte, condite con gustosissime salse (la più piccante mi ha completamente anestetizzato il cavo orale!) e da un fresca ed abbondante birra locale. La serata scorre via piacevole tra discorsi di calcio e dissertazione filosofiche sull'interpretazione del perdono. Mi sento felice di partecipare alle discussioni. Jean Marie mi parla in francese ed io gli rispondo a modo. È una soddisfazione notare che gli altri ti comprendono facilmente. Se poi riesci anche a farli ridere con qualche battuta e qualche barzelletta, significa che hai acquisito una buona padronanza della lingua! “TUTTO BUONISSIMO”, sentenzia la compagnia. Non resta che rientrare a casa sperando che, domani, il tempo sia migliore. Violenti scrosci di pioggia, infatti, hanno caratterizzato parte del pomeriggio ed abbassato di molto la temperatura. Non ci crederete, ma qui siamo appena sotto l’equatore ed io, stasera, ho mangiato con addosso una grossa felpa! Buonanotte amici!

Renato Da Ros






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