Amici del Mondo per il Congo. Viaggio a Goma (13)

Renato Da Ros condivide con noi il diario del suo ultimo viaggio/lavoro nella Repubblica Democratica del Congo. 13a tappa: sabato 18 febbraio 2017 – PROCLAMAZIONE DEI VOTI

Questa mattina l’adunata scolastica è un po’ diversa dal solito. Dopo aver serrato le fila, questo piccolo esercito, al ritmico suono dei tamburi, comincia a marciare, classe dopo classe, attorno allo spiazzo della scuola. Marciano e cantano a squarciagola le canzoni che, di volta in volta, gli insegnanti suggeriscono loro. Sono veramente tanti plotoni che, in fila per tre, passano davanti a me e mi salutano in modo militaresco senza perdere il passo. Filmo tutta la scena; il mio amico Francesco avrà il suo da fare per assemblare un filmato di circa 20 minuti con tutto il materiale che ho raccolto!

Al termine dell’esibizione, mi metto in cammino per raggiungere la scuola ITG (Istituto Tecnico di Goma) dove Jean Marie, nella sua veste di preside, farà la proclamazione dei voti del primo semestre. Mi spiego meglio: dopo la prima metà del periodo scolastico vengono individuati i migliori allievi classe per classe. Costoro vengono premiati con un attestato dal preside, alla presenza dei genitori, davanti a tutti gli allievi dell’Istituto. Manifestazione commovente, non tanto per la proclamazione dello studente in sé o per il tifo infernale dei compagni che lo festeggiano, quanto per la gioia e la soddisfazione - evidenti - dei genitori, che, con occhi lucidi, abbracciano il proprio figlio. Nella maggior parte dei casi è gente molto povera e, vedere i loro grandi sacrifici per mandare i figli a scuola ricambiati in questo modo, è per loro motivo di orgoglio.

Nel pomeriggio, ancora una passeggiata verso l’ITG per assistere ad un nuovo incontro di calcio della nostra scuola. Un vero divertimento, non tanto per il gioco, quanto per alcuni episodi incredibili, come l’invasione di campo di una decina di capre, che, imperterrite, incuranti della palla che schizzava proprio vicino a loro, continuavano a brucare l’erba tra le risate dei numerosi spettatori. Questi ultimi, peraltro, ad ogni esiguo rovescio di pioggia (qui il tempo è molto instabile!) attraversavano come furie il campo da gioco per mettersi al riparo sotto la tettoia tra lo sguardo inferocito dei calciatori, costretti ogni volta a fermare il gioco. Vergognosamente anch’io mi sono ritrovato per ben due volte in mezzo alla marmaglia a cercare riparo e, mentre correvo, notavo gli occhi dei giovani atleti fissi su di me, il più anziano, e non erano certo sguardi di assoluzione!

Serata piacevole trascorsa con Monica, coordinatrice del centro Ngangi, l’economo padre Innocent, il prefetto di Uvira in visita temporanea al centro – con cui ho parlato a lungo dell’Istituto Mwanga e degli Amici del Mondo di cui tutti ancora ricordano e apprezzano l’opera –, e, naturalmente, il mio fratello Jean Marie. 
Monica è una ragazza dalla forte personalità, testarda nel perseguire i suoi scopi, ma, al tempo stesso, accondiscendente e spiritosa. Assertrice convinta delle migliori capacità organizzative del personale laico nel gestire il capitale salesiano (piantagioni di caffè e di banane), non perde occasione per confermarlo, supportando il tutto con dati e cifre assolutamente incontestabili. MI fa piacere aver trascorso due ore con lei e con questi simpatici amici. Voglio offrire la cena, ma, al momento dell’“addition” (pagamento), i miei dollari, usciti freschi freschi dalla banca due giorni prima della partenza, vengono rifiutati. Motivazione: la data impressa sulla banconota è anteriore all’anno 2013 e qui le banconote americane con data anteriore non vengono accettate. Incredibile ma vero! Qui in Congo girano banconote sporche, putride, quasi indecifrabili ma valide, e i dollari freschi e fruscianti accettati in tutto il mondo no! Altra assurda incongruenza di un’Africa che, a momenti, sembra rifiutare testardamente e colpevolmente l’apertura verso un progresso necessario per sdoganarla da uno schiavismo industriale che la sta lentamente ma inesorabilmente soffocando. Jean Marie mi viene in soccorso prestandomi i “lerci” franchi congolesi occorrenti, così, tutti felici, rientriamo per la notte.






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