Amici del Mondo per il Congo. Viaggio a Goma (14.0)

Renato Da Ros condivide con noi il diario del suo ultimo viaggio/lavoro nella Repubblica Democratica del Congo. 14a tappa: domenica 19 febbraio 2017 – SORRISI DONATI
Giornata densa di incredibili emozioni: Jean Marie è delegato a celebrare la S. Messa dei bambini, quella delle 9.00. Tiro un sospiro di sollievo per l’orario e per la notizia che la funzione non sarà lunga come quella della domenica prima. Arriviamo all’ITG con i canonici 10 minuti di anticipo. In attesa dell’inizio, mi accomodo al solito posto, a sinistra dell’altare dove ancora non c’è anima viva. I bambini non sono moltissimi, poiché, normalmente, vengono alla prima messa con i genitori, ma quelli che ci sono mi guardano con aria sorpresa. Quelli del rione salesiano già mi conoscono e mi lanciano sorrisini di complicità. Gli altri ancora non si pronunciano su questo “MUZUNGU” (termine dispregiativo che in lingua swahili viene dato a coloro che hanno la pelle bianca) che ha invaso il loro territorio. La corale è già pronta e le danzatrici, vestite di bianco con motivi verdi sul capo, entrano in azione, seguire dai chierici e dal nostro Jean Marie.
Non passano nemmeno dieci minuti dall’inizio della celebrazione eucaristica che due piccolini, fattisi coraggio, vengono verso di me guardandomi con i loro grandi occhioni. Una leggera carezza sul capo ed una strizzatina d’occhi; li faccio sedere uno a destra e l’altro a sinistra, prendo le loro manine, liberando i loro sguardi riconoscenti. Non mi rendo conto, al momento, di aver scatenato qualcosa di anomalo. Fatto sta che il sorriso e le carezze provocano una sorta di reazione a catena e, nell’arco di una trentina di secondi, mi trovo circondato da occhi imploranti, da sorrisi che aspettano risposta, da manine in attesa di una stretta sicura; tutto questo avviene tra il felice imbarazzo dei pochi adulti presenti e con una grandissima emozione che mi inumidisce gli occhi. Ogni manina pretendeva di stringere un dito. Siamo rimasti così, stretti stretti, fino al termine della funzione ed anche più in là, nel cortile dell’ITG, dove Jean Marie fissa questi attimi di gioia in una foto che porterò sempre nel cuore.
 
Ora però bisogna fare in fretta. Jean Marie è atteso a Kanyaruchinya, un villaggio situato a nord di Goma, proprio ai piedi delle prime montagne. Deve portare il proprio saluto ad un convegno di donne della Parrocchia. Il tragitto non è breve, ma, all’arrivo, mi aspetta un incredibile sorpresa: nello spiazzo erboso a lato del villaggio, siedono centinaia e centinaia di donne di tutte le età, che, con i loro abiti colorati, fanno sembrare l’area del sit-in un grande campo fiorito. È stata allestita una tribuna per le autorità ecclesiastiche (dove si accomoda Jean Marie) e per gli oratori. Una donna dalla voce squillante sta arringando le colleghe con tono e gestualità da sindacalista. La lingua è lo swahili. Il ritmo è incalzante per più di un’ora. Vengo invitato a sedere più volte, ma rifiuto con garbo: è un giorno dedicato alle donne, e noi uomini per rispetto verso di loro dobbiamo ascoltarle in piedi.
Alla fine, il saluto finale tocca a Jean Marie, che, come al suo solito, nomina me e gli Amici del Mondo e l’opera che stiamo costruendo per il futuro dei loro figli. Il sincero applauso e gli sguardi di riconoscenza puntati all’unisono sul sottoscritto creano in me la consapevolezza che la nostra Associazione sta veramente portando avanti qualcosa di importante. Non finirò mai di ringraziare tutti colo che ci danno fiducia e ci spingono a continuare nel nostro intento. Tutto quello che riuscirete a donarci sarà messo a disposizione, fino all’ultimo centesimo, per la cultura di questi giovani e per la costruzione dei luoghi di cultura, e, finché potremo, saremo qui ad insegnare loro a preservarli e a farli fruttare nel tempo, per la cultura dei propri figli e dei figli dei figli.
Renato Da Ros
Continua...





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