Amici del Mondo per il Congo. Viaggio a Goma (2)

Renato Da Ros condivide con noi il diario del suo ultimo viaggio/lavoro nella Repubblica Democratica del Congo. Seconda tappa: martedì 7 febbraio 2017 – IL BENVENUTO DEI 430 “ANGELI DI CIOCCOLATO”

Mi sveglio prestissimo, cullato dai canti di lode dei salesiani. Sono le 6.00, faccio fatica a raccapezzarmi. Non c’è elettricità (una condizione che tenderà spesso a ripetersi). A tentoni riesco a trovare la pila precedentemente messa in valigia. La luce potente ed improvvisa della torcia al led mi fa subito scovare, nei pressi di una gamba del tavolo posto sotto la finestra, un nerissimo e grossissimo scarafaggio immobile e pronto a scattare come fosse alla partenza olimpica dei 100 metri di atletica. Infatti, come mi alzo, seppur con tutta la cautela del caso, quello sente lo sparo dello starter e, a tutta velocità, si infila sotto l’armadio della stanza. Sono incontri che ti puoi aspettare in qualsiasi momento in AFRICA e, per fortuna, sono solo scarafaggi! Mi riprometto, appena lo rivedo, di dargli la rivincita, sicuro, adesso che so della sua esistenza, di vincere la sfida in bellezza.

L’acqua è fredda, certamente non il massimo per il mio stato bronchiale. Mi lavo a strati, asciugandomi di volta in volta. La barba, nella semioscurità e con la pila tra i denti, è una scommessa impossibile.

Sono pronto alle 7.00 per una veloce colazione (ananas e caffè) e poi tutti alla SCUOLA dove ci attendono, rigorosamente inquadrati, 430 angeli di cioccolato, uno più dolce dell’altro, con occhioni da brividi che, a squarciagola, ci cantano una canzone di benvenuto. Immaginatevi la scena: da una parte questo piccolo “esercito” dalle divise bianche e blu, dall’altra una fila di ben 6 aule che fanno bella mostra di sé nel rettangolo verde della proprietà salesiana. Vengo sopraffatto da una grandissima emozione che cerco di celare nascondendo il viso dietro il tablet che mi serve per riprendere la scena. Sono un uomo di 66 anni e sono sempre stato di carattere emotivo, ma non l’ho mai considerato un difetto, bensì un valore aggiunto che mi ha fatto provare nella vita sensazioni fortissime, specialmente nei confronti del prossimo. Le lacrime che sgorgano irrefrenabili in queste occasioni sono per me indispensabili come rugiada per la terra: mi aiutano a vivere una vita fatta di sentimenti veri e di grande felicità nel donare e donarsi agli altri. Venti minuti di brividi di piacere. Non è facile raccontare ciò che provi, ma il ricordo mi accompagnerà per tutta la vita.

Appena tutti gli allievi rientrano nelle classi, ci accordiamo con JEREMIE, il responsabile scolastico nominato da JEAN MARIE, per raccogliere, nel suo ufficio, classe per classe, tutti i bambini con famiglia impossibilitata a pagare la retta della scuola per grave indigenza personale. JEREMIE è un giovane novizio, piccolo e magro, dal viso dolce e dai modi tranquilli e gentili. È molto preparato e disponibile, si attiva immediatamente.

Il lavoro va avanti per tutta la mattina e parte del pomeriggio. A fotografare e inserire dati nel computer, Elsie è instancabile. Far fare loro qualche disegnino in attesa del proprio turno e, nel contempo, tenerli tranquilli al proprio posto, non è impresa facile! Riscontriamo che alcuni allievi segnalati lo scorso anno non frequentano più, a causa del trasferimento famigliare in altri rioni se non addirittura città; alle famiglie preposte all’aiuto di questi improvvisi “desaparecidos” troviamo un altro piccolo angelo da adottare.

Nel tardo pomeriggio JEAN MARIE ci porta sul lago per una birra e un po’ di relax. Il posto è il CENTRO ACCOGLIENZA CARITAS, già visitato lo scorso anno, ma sconosciuto Gianfranco. Ordiniamo una mini pizza da dividere in quattro, tanto per finire il beveraggio, ma ci troviamo ad attendere questi quattro mini tranci per una buona ora e mezza. Risultato: rientro alla Casa salesiana in grave ritardo con cucina chiusa e confratelli già ritirati nelle proprie stanze. Morale della favola: a letto “leggeri” con Gianfranco che passa una notte terribile con dolori al ventre e vomito. Vatti a fidare delle pizze congolesi!!!

Renato Da Ros

Continua…

 






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