Amici del Mondo per il Congo. Viaggio a Goma (3.1)

Renato Da Ros condivide con noi il diario del suo ultimo viaggio/lavoro nella Repubblica Democratica del Congo. Terza tappa: mercoledì 8 febbraio 2017 – LA TRANQUILLITÀ DI BOSCOLAC

Arriviamo a BOSCOLAC verso le 9.30 e incontriamo subito padre SERGE, il responsabile della struttura: sacerdote di grossa stazza, dall’incedere lento e faticoso ma sorretto da un contagioso entusiasmo, con due occhi scuri e brillanti e una barba nera incolta, inevitabile conseguenza di una decina di giorni senza acqua ed elettricità. Ci accompagna subito a conoscere i 12 ragazzi ospiti del centro. Sono raggruppati sotto il porticato d’ingresso dell’edificio e inscenano per noi un piccolo spettacolo di benvenuto con canti al suono dei tamburi.

Il posto è incantevole. La struttura è molto grande, tutta bianca con un ampio terrazzo che corre parallelo alla sua lunghezza, posto a metà collina e rivolto verso il lago, del quale si intravedono larghi sprazzi che ricoprono lo scosceso pendio. Vari sentieri conducono in basso, verso la riva sassosa. A metà percorso, è stata costruita una grotta con dentro la statua della Vergine Maria. Vi è pure un ultimo sentiero che porta in alto, sulla cima della collina, dalla quale si possono ammirare, in tutto il loro splendore, la città di Goma, a sud, adagiata sul lago, e il temibile vulcano Nyragongo, a nord, attorniato da piccole collinette (vulcani spenti) rassomiglianti a tane di marmotte disseminate sulla vastissima e verdissima pianura. Una vista incomparabile ed un silenzio totale, adatto alla preghiera ed alla meditazione. Penso che l’Altissimo, il settimo giorno della creazione, nel guardare tutto questo, si sia congratulato con se stesso. Durante la settimana in cui resterò da solo, chiederò di venire a soggiornare per due giorni a BOSCOLAC. Il mio spirito ne trarrà giovamento. Sento impellente la necessità di parlare con me stesso, di guardare dentro la mia anima e di fare una completa disamina della mia vita… per capire se sono servito a qualcuno o a qualcosa e che cosa potrò ancora dare di me agli altri; magari il Grande Capo lassù, in tutto questo silenzio e in tutta questa pace, potrebbe anche farmi un cenno… chissà! Ho comunque nell’animo, la precisa e mai sopita volontà di continuare ad aiutare questi giovani, sapendo di ricevere in cambio un arricchimento spirituale non paragonabile ad alcuna altra gioia che puoi provare nella vita.

È ora di ripartire. Un saluto ai ragazzi, una abbraccio a padre Serge con la promessa di rivederci la settimana prossima, e via! Si procede verso Goma - polverosa, caotica e irrequieta capitale della provincia del Nord Kivu - senza farci mancare una birra fresca in riva al lago!

Il pomeriggio fila via veloce. Incontriamo gli amici di Uvira, Medium e Mitterand, giovani universitari a cui avevamo promesso sostegno per lo studio. Sono accompagnati da Marcelo, fratello di Medium, anch’egli studente in cerca di sostegno. Sono moltissime le situazioni di grave disagio ma purtroppo siamo impossibilitati a seguirle tutte. L’Associazione Amici del Mondo, giustamente, si propone di concentrarsi su un unico obiettivo che possa però essere utile al bene comune. È IL PROGETTO GLOBALE CHE CONTA! Tamponare una miriade di piccole situazioni non può essere la soluzione dei problemi. Se si “sfama” momentaneamente l’individuo portandogli un pesce, il giorno dopo e il giorno appresso questi avrà di nuovo fame! La soluzione migliore è quella di insegnargli a pescare. Così la carità cristiana si trasforma in SOLIDARIETÀ.

Nello stesso pomeriggio, incontro, con grande gioia, il mio “figlioccio”, Benjamin, che si trovava a Goma per uno stage di ricerca mineraria. È un bel giovane, snello e slanciato, che ho conosciuto anni fa ad UVIRA quando ancora studiava all’ISTITUTO MWANGA (scuola che, in passato, abbiamo contribuito a sistemare, sostenendo anche le adozioni scolastiche, proprio come ora stiamo facendo a Goma con la scuola Amani). Benjamin assomiglia veramente a Neymar, il campione del Barcellona, solo che lui è campione nello studio:  frequenta il IV anno di Ingegneria Mineraria e non ha mai perso un esame. Sono molto orgoglioso di lui. Spero ardentemente che, in futuro, egli possa essere tra coloro che cercheranno di cambiare il proprio Paese, una nazione che, anni fa, è riuscita a liberarsi dalla schiavitù dei Belgi per passare però ad una schiavitù altrettanto pericolosa: quella delle MULTINAZIONALI STRANIERE che, per salvaguardare il loro enorme guadagno, sostengono i pochi, per affossare i molti.

Renato Da Ros

Continua…






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