Amici del Mondo per il Congo. Viaggio a Goma (9)

Renato Da Ros condivide con noi il diario del suo ultimo viaggio/lavoro nella Repubblica Democratica del Congo. Nona tappa: martedì 14 febbraio 2017 – INCONTRO CON I PICCOLI “ANGELI” E TANTE DOMANDE

Mi alzo di buonora (oramai è un’abitudine!). Bevo un po’ di tè dolce e mangio una fetta di formaggio locale. Voglio essere a scuola quando ci sarà il “rassemblement” per la preghiera e il canto dell’inno nazionale. Elsie, ieri, nel salutare i bambini, aveva comunicato loro che sarei rimasto per un’altra settimana. Tutti, quindi, si aspettavano di trovarmi lì, e io non posso deluderli.

Sono leggermente in anticipo. Li sento nelle classi rispondere in coro alle domande dell’insegnante. Poi un fischietto trilla e tutti si precipitano all’esterno come tante formichine che fuggono in ogni direzione quando, col piede, le vai a molestare. L’insegnante più anziano, con il microfono, cerca di inquadrare questo scalcagnato battaglione. Alcuni si fermano e mi salutano; altri arrivano di corsa con la mano aperta per battermi “il cinque”; altri ancora, sorridono e agitano la mano da lontano. Quante volte, con gli occhi umidi dall’emozione, ho tenuto a me quanti più “angeli” possibile. Nel loro sorriso e negli occhioni spalancati c’è tutta la felicità di chi, in quel momento, si sente amato veramente. Cerco di avere un sorriso per tutti, una carezza per tutti; stringo centinaia di mani e mi si spezza il cuore pensando a come sarà il loro futuro. A volte mi chiedo se ho fatto abbastanza per questi piccoli innocenti, e il rimorso mi assale: forse mi potevo dedicare con più entusiasmo, forse non ho abbracciato proprio quello che mi cercava… ma tu, Signore, sai che ho provato a fare del mio meglio e continuerò a farlo fino alla fine.

Nel pomeriggio chiedo a Jean Marie di portarmi a BOSCOLAC. Voglio passare un giorno e una notte lassù, con padre SERGE E I SUOI “PRENOVIZI”, nella pace e nel silenzio, nella meditazione e nella preghiera. Credo che ci siano momenti, nella vita, in cui si debba fare un resoconto del proprio vissuto, una disamina imparziale di quale è stato il nostro comportamento, negli anni, nei confronti del prossimo, per capire se è prevalso l’egoismo o la generosità, il proprio Io, che ti porta a condurre una vita rinchiusa in se stessa, oppure la considerazione e l’interesse verso gli altri, che ti portano a donare una parte di te, senza pretendere nulla in cambio. Questo è ciò che voglio ricercare in me stesso, nel silenzio e nella spiritualità di BOSCOLAC. In ogni caso, sono certo che ne uscirò un uomo migliore.

Renato Da Ros






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