Bhutan: lo stato dove il PIL è stato scalzato dalla FIL

La ricchezza di uno stato può essere misurata con la felicità?

Nel 1974 Jigme Singye Wangchuck divenne il sovrano più giovane al mondo. Aveva solo 18 anni e, nel giorno della sua incoronazione, si rivolse ai propri sudditi, dicendo: «Sarò felice se i bhutanesi saranno felici. Non credo ci sia altro che un re possa desiderare». In quel momento in Bhutan, un piccolo stato asiatico di circa 47.ooo kmq di superficie, confinante a nord con il Tibet e a sud con l’India, e con una popolazione di circa 700.000 abitanti, è stato introdotto l’indice di Felicità Interna Lorda (FIL).

Il FIL è diventato il criterio guida per ogni decisione che deve esser presa, per ogni legge che deve essere emanata, per ogni programma di sviluppo che deve essere intrapreso dal governo. Il FIL ha persino ottenuto il rango costituzionale; infatti l’articolo 9, comma II, della Costituzione del Bhutan recita: “lo Stato si sforza di promuovere quelle condizioni che consentano di perseguire la Felicità Nazionale Lorda”. Inoltre è stata creata una commissione ad hoc: la Gross National Happiness Commission. Ne fanno parte, tra gli altri, il Primo Ministro e il Segretario di Gabinetto che hanno il compito di analizzare a valutare proposte legislative e politiche di settore e calcolarne l’impatto in termini di Fil.

Ma come viene calcolato il FIL? Vengono presi in considerazione 33 indicatori e 124 variabili che si riferiscono a 9 domini. Questi domini o aree di interesse sono: benessere psicologico, salute, uso del tempo, istruzione, multiculturalità, buon governo, vitalità sociale, tutela della biodiversità e qualità della vita. Invece tra gli indicatori, che non hanno tutti il medesimo peso statistico, ci sono, ad esempio: il tempo dedicato al sonno, il reddito pro-capite, la casa e le emozioni positive. Si ottiene la “felicità statistica” quando una persona totalizza più del 50% del punteggio nella maggior parte dei domini, cioè almeno 5 su 9.

Il FIL viene monitorato attraverso censimenti periodici nei venti distretti (i dzongkhag) di cui è costituito il Bhutan. L’ultima indagine risale al 2015, ha coinvolto un campione di 7.153 persone residenti nelle città e nelle aree rurali del Paese e ha stimato che la felicità dei buthanesi e pari a 0,756, in una scala che va da 0 a 1 e dove 1 è il valore massimo (nel 2010 era di 0,743).

E se provassimo tutti ad essere un po’ bhutanesi?






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