Esperienze

06 Mar 2017


CARNEVALE ETNICO

Quando una semplice festa come il carnevale diventa occasione di incontro e di crescita umana…

Sono animatrice ACR da quasi 4 anni. Insieme ad altri ragazzi insegno ai bambini che frequentano la mia parrocchia la bellezza del trovarsi, del condividere, dello stringere nuove amicizie e dello stare in compagnia. Come ogni anno, nel mio paese ci siamo trovati per la classica festa di carnevale. Quest’anno, però, abbiamo assistito a qualcosa di totalmente diverso. Abbiamo ricevuto la piacevole visita di alcuni compaesani provenienti da altri Paesi. Avendo organizzato per tempo giochi da proporre ai bambini, credevamo fosse impegnativo sottoporre ai nostri nuovi ospiti dei giochi che magari non avrebbero capito o che avrebbero svolto controvoglia. Invece, abbiamo scoperto la gioia del partecipare mescolando origini e culture fino a formare un nuovo, grande gruppo. È stato bello, soprattutto, vedere i bambini legare in fretta. Abbiamo sempre cercato, come animatori, di insegnare ai bambini che venire da un paese diverso, praticare una religione diversa non significa per forza essere “strani”; a volte basta solo avvicinarsi e parlarsi.

Anche il momento della merenda è stata una festa. I bambini si sono prestati volentieri a ringraziare della partecipazione i nuovi amici ballando insieme a noi animatori l’inno di quest’anno che invita a partecipare e a interagire con gioia non solo con le persone che conosciamo (parenti, amici, compagni di scuola…) ma anche con coloro che vengono da Paesi diversi, che parlano una lingua diversa, che credono in una religione diversa. Il momento più bello è stato vedere una bambina africana ballare insieme a una nostra “acierrina” sorridendo allegramente. Mi ha fatto riflettere molto la facilità con cui i bambini fanno amicizia. È vero che, crescendo, i nostri giudizi compromettono la nostra capacità di aprirci e dimostrare uno spirito amichevole verso le altre culture. È come essere chiusi in un guscio penetrabile solo per pochi. La religione ci insegna ad aprire cuore e mente a tutti, indipendentemente dalle origini, dal credo o dalla madrelingua. Prendiamo esempio dai più piccoli. Si affezionano, giocano, si divertono e stringono amicizie senza pensarci due volte. I pregiudizi non fanno parte della natura umana; diventiamo pregiudizievoli a causa della società odierna, che vorrebbe farci odiare perfino noi stessi. È vero, non è sempre facile fare nuove amicizie in età adulta, ma il bello della vita è proprio questo: tentare di aprire il cuore a qualcosa di nuovo ed esaltante come incontrare gente proveniente da mondi diversi, condividere le proprie esperienze, imparare qualcosa di nuovo ogni giorno e arricchire sempre più il nostro bagaglio umano. Non si parla più di cultura; impariamo tutto ciò che ci occorre sapere dai telegiornali, dalle radio, dai libri a scuola e in casa. Si parla di imparare ad essere umani, aperti e sinceri come lo sono i bambini. Personalmente mi ritengo fortunata ad essere un’educatrice. Ho imparato moltissimo in questi quattro anni. Ho contribuito alla crescita di ragazzi che spero, e prego, diventino un giorno uomini e donne capaci di pensare con il cuore, capaci di guardare gli altri con gli stessi occhi di quando erano bambini. La cosa che auguro con tutto il cuore alle nuove generazioni è di non ascoltare l’insistente rumore prodotto dai pregiudizi, ma di ascoltare il proprio cuore e di vivere seguendo quell’istinto che da piccoli ci faceva vedere il mondo colorato, giocoso e scintillante.

Samantha Zanchettin






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok