Esperienze

17 Giu 2020


Cyberbullismo, l'allarme continua...

...ma, grazie a opere come quella del Movimento Etico Digitale, è possibile costruire una rete positiva, in cui la viralità sia sinonimo di ben-essere e di crescita sicura sul web.

All’indomani della giornata nazionale contro il cyberbullismo, sono allarmanti i dati che confermano quanto il fenomeno sia più scottante che mai.

Quattro ragazzi su dieci, appartenenti ad una fascia di età tra i 12 e i 16 anni, si imbattono in episodi di cyberbullismo, navigando in rete o utilizzando i social media. È quanto emerge dalla ricerca condotta dall’Osservatorio scientifico della no-profit “Social Warning - Movimento Etico Digitale”, che nel 2019 ha formato 17mila studenti (10mila incontrati nelle scuole e 7mila tramite corsi e-learning) e 4mila genitori rispetto ai rischi e alle opportunità del web.

Da questi incontri, spiega il 24enne Social media Coach e fondatore della no profit Davide Dal Maso, «emerge che, insieme all’esposizione a contenuti e immagini pornografiche e ad episodi gravissimi di adescamento, il cyberbullismo è purtroppo ancora oggi il fenomeno più diffuso in cui i nostri ragazzi si imbattono on-line». Per Dal Maso, primo docente in Italia ad aver portato l’educazione civica digitale in classe ed inserito nel 2019 da Forbes tra i primi cinque under 30 italiani più influenti nel settore Education, «i dati dell’Osservatorio raccontano della difficoltà degli adulti rispetto all’impartire regole precise ed esplicite per vivere serenamente il web in famiglia, forse per il distacco e la sfiducia con cui molti di loro hanno sempre visto il digitale. Ma è sempre più necessario costruire un ponte tra genitori analogici e figli digitali per arrivare ad un sano equilibrio tra vita on-line e off-line».

Quanto emerge lampante sono innanzitutto le poche limitazioni da parte degli adulti sull’uso del web: il 72,6% dei ragazzi intervistati ritiene giusto ricevere regole per approcciare la rete, ma solo nel 55% delle famiglie dei ragazzi coinvolti nell’indagine vengono impartite regole di comportamento rispetto all’uso stessa. L’80% dei ragazzi riferisce infatti che l’unica limitazione è legata al tempo di utilizzo, al fatto di non visitare siti porno e di mantenere chiuso il proprio profilo social.

Ulteriore aspetto è quello dell’educazione digitale: 1 ragazzo su 10 non ne ha mai parlato con nessuno. Ma con chi si confrontano i ragazzi sul tema dell’educazione al web? Spesso più con gli insegnanti che con i genitori: il 47% dei ragazzi coinvolti nello studio dichiara di non essersi mai confrontato con la famiglia sui temi dell’educazione al digitale. Il fattore tempo, poi, è davvero un ulteriore tassello di allarme: il 32% dei ragazzi di età 12-16 anni coinvolti nello studio trascorre sul web dalle due alle quattro ore al giorno e ben il 22% di loro non ha alcuna limitazione da parte della famiglia. La loro passione sono le piattaforme social (in testa YouTube e WhatsApp, seguono Instagram e TikTok), a cui l’85,4% di loro si collega più volte al giorno.

A fronte dei rischi corsi, c’è tuttavia anche qualche buona notizia che emerge, sono infatti generazioni estremamente consapevoli: un ragazzo su 7 (quasi il 69% degli intervistati) riferisce di non fidarsi delle informazioni che reperisce in rete, il 65% dichiara di sapere che quello che posta sulla rete, una volta on-line, non appartiene più a loro, mentre il 35% dei ragazzi coinvolti nella ricerca dimostra di non conoscere fino in fondo le regole base per tutelare la propria web reputation. Un lavoro ancora lungo da fare, ma, grazie a opere come quella del Movimento Etico Digitale, è dimostrata la possibilità di costruire una rete positiva, in cui la viralità sia sinonimo di ben-essere, quando non di crescita sicura, sul web.






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok