Da La Verna ad Assisi: 25 ragazzi e il loro cammino "controcorrente"

“…perché l’arte di camminare è togliere” (cit. “L’arte di fare lo zaino”, Andrea Mattei)

Potremmo iniziare così il viaggio che da La Verna ci ha portato ad Assisi, un viaggio all’insegna della scoperta e della semplicità. Un’avventura che è iniziata il 29 luglio insieme ai quattro gruppi-sede della Nostra Famiglia provenienti da tutta Italia: Bosisio, Conegliano, Ostuni e Ponte Lambro. Una compagnia di 25 ragazzi, dai 18 ai 35 anni (con qualche outsider), con tante storie e tante motivazioni differenti alle spalle, ma con il sentimento comune di fare qualcosa di diverso: insomma, di andare “controcorrente” e fare un’esperienza insolita.

Il cammino è iniziato proprio nel luogo in cui San Francesco ha ricevuto le stigmate, per dare subito un segnale forte e chiaro, oltre che un’infarinatura sulla vita dello stesso. Infatti, dopo esserci sistemati nelle camere dell’eremo ci siamo tutti riuniti per una prima messa, celebrata da padre Giorgio, un padre “sui generis” in questi tempi, capace di dialogare con i giovani e di trasmettere l’amore e la fede attraverso parole semplici, ma incisive, arrivando non solo alla mente ma anche al cuore. Dopodiché ci ha raggiunto suor Angela che con la sua dolcezza e purezza ci ha illustrato i luoghi principali del santuario. Una volta ritornati nelle nostre camere era già ora di cena, la prima cena “comunitaria” tra persone che, per la maggior parte, non si erano mai viste prima.
Il giorno seguente è stato l’inizio del cammino “fisico” che ci ha portati fino a Pieve Santo Stefano per poi proseguire verso San Sepolcro, ma prima di partire un veloce incontro con la lettura di un brano del Vangelo ci ha dato il tema su cui riflettere durante la tappa - quale oggetto tra quelli incontrati ci rappresenta di più? - affinché a fine giornata se ne potesse parlare proprio per iniziare a conoscerci un po’ meglio e per ascoltare il pensiero che ogni sera padre Giorgio ci regalava.
La mattina dopo, partendo da San Sepolcro ci siamo diretti a Citerna, “uno dei borghi più belli d’Italia”, e, passeggiando tra gli infiniti campi di girasole e le colline umbre, abbiamo posto l’attenzione sul concetto di “cambiamento” e abbiamo avuto l’occasione di pensare ai cambiamenti della nostra vita, come il “Figliol prodigo” (Lc 15, 14-19) ne ha avuti nella sua.
Con il primo giorno di agosto ci siamo incamminati verso Città di Castello per poi dirigerci a Gubbio: 20.5 km sotto il sole e con il caldo che non ci abbandonava mai, così come non ci abbandonava mai la riflessione del giorno, ovvero in questa tappa, l’opportunità di pensare e scoprire le carezze di conversione che ognuno aveva ricevuto nella propria vita, affiancati sempre dalla medesima parabola. Assisi si avvicinava sempre più, ma la tappa che ci divideva era quella più impegnativa.
Dopo 20 km di cammino, abbiamo raggiunto Bellugello, una piccola frazione di Gubbio immersa nei campi, scoprendo così il luogo in cui avremmo dormito: una casa con un grande salone, un bagno e una piccola cucina. Se in tutti gli altri luoghi di ristoro erano sempre presenti un letto vero e proprio e spazi ampi, questa parte di percorso ci ha messo di fronte a un’altra sfida, oltre che alla fatica e al caldo: dormire per terra, con un materassino e nella semplicità più assoluta. Insomma, ci voleva uno spirito di adattamento simile a quello di San Francesco! Prima di cena appuntamento con il solito incontro, che, questa volta, è stato più emozionante e intenso. Infatti, le PAC, ovvero le Piccole Apostole della Carità, senza le quali non sarebbe stato possibile realizzare un cammino così bello, ci hanno chiesto di lavare i piedi l’uno all’altro, proprio in segno di servizio, dimostrando così come da sconosciuti eravamo diventati un gruppo di condivisione e di amici.
Dopo una rigenerante dormita ci siamo messi ancora in cammino verso l’ultima ma vera meta: Assisi. Tanti piccoli passi ci hanno portato ad iniziare a vedere all’orizzonte la Rocca di Assisi che si avvicinava sempre più, finché con felicità e stanchezza non siamo entrati proprio nella città! Ci siamo diretti subito verso lo Statio Perigrorum, accanto alla Basilica inferiore, frementi di consegnare la Credenziale del Pellegrino per ottenere l’ultimo dei timbri faticosamente raccolti in ogni tappa durante il percorso, per ricevere poi il prezioso Testimonium. Un giro veloce per visitare Assisi per poi ritrovarci alla messa del pellegrino conclusiva del cammino, seguita da un aperitivo tutti insieme e ultima cena.
Il 4 agosto è stato il giorno di ritorno a casa, iniziato però con una visita a San Damiano e alla Porziuncola, e proseguito con l’ultimo e commovente incontro, durante il quale ognuno ha espresso le proprie conclusioni sul cammino.

Un’esperienza forte, diversa, intensa, che consigliamo a tutti di fare: ti permette di avvicinarti non solo alla fede e al mondo che ti circonda, ma anche a quei valori che, molto spesso, si perdono in una società frenetica e superficiale come la nostra. Un cammino che ti fa capire il vero significato di questa frase: “Un uomo è ricco in proporzione al numero di cose di cui può fare a meno” (Henry David Thoreau).






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