Diventare imprenditore a 23 anni? Eccome se si può!

La storia di Ludovico Tessari, general manager di Unicorn Electrics: gioventù, intraprendenza e positività.

Mi è sempre piaciuto sentir parlare di imprenditorialità, di gioventù e di come le due cose possano diventare funzionali ai nuovi modi di fare impresa: benché sia un tema importante, viene poco sostenuto nonostante gli esempi siano molti e ogni giorno si potrebbe trovare una storia da raccontare. Con mio grande piacere, oggi scrivo di Ludovico Tessari, che ho rincontrato dopo diverso tempo.

Partito da Ramera, frazione di Mareno di Piave (TV), per Londra pochi mesi dopo la maturità, nel 2012, ha cominciato il corso di moda all’università accorgendosi subito di aver commesso un errore: lo spirito imprenditoriale, che mi ha raccontato essere una delle sue qualità fin dall’inizio, era totalmente inidoneo dal momento che, al corso, erano presenti perlopiù stilisti e non imprenditori.

Ha corretto il tiro iscrivendosi al corso di management alla Cass Business School, la più accreditata in questi temi dove la gioventù accorre con intraprendenza e voglia di imparare. «Viaggiare mi ha aiutato molto perché mi ha aperto la mente – mi ha raccontato Ludovico ti fa conoscere persone, parlare con loro e scambiarsi idee o aiutarsi; molti ostacoli che abbiamo fin dalla nascita vengono tolti»; e con il viaggio arrivano pure le idee ed i progetti: prima jeans prodotti con una fibra nuova, poi orologi in vendita online, infine biciclette elettriche condivisibili fra i residenti dei palazzi londinesi, fortuna dell’azienda di cui ora è general manager.

«C’era bisogno di fornire un servizio per tutti i residenti dei palazzi – spiega Ludovico – che sono in continuo aumento a Londra, e tenendo in considerazione i problemi di congestione e di inquinamento dell’aria, abbiamo pensato ad una bicicletta elettrica diversa da quelle già utilizzate, che sono scomode e allontanano le persone. Il bike sharing è un trend in continuo aumento e aiuta i costruttori con la riduzione della congestione, inquinamento e i ritardi. Con una bicicletta a disposizione del proprio palazzo, si è incentivati a utilizzare i metodi alternativi». Non solo un discorso economico ma anche una convenienza che ha un impatto ambientale lavorando sulla mobilità green: la stessa cosa che hanno fatto molte città europee oggi punta di diamante della bike-friendhsip!

Non contento, ho voluto chiedergli anche cosa pensasse dell’autoimprenditorialità, di cui credo sia un ottimo esempio per tutti quei giovani che sui banchi di scuola fanno impresa solo in teoria senza mai sperimentare qualcosa di pratico: «Secondo me a noi manca il coraggio di sbagliare – mi ha risposto lui – ho provato tanti progetti e non tutti sono andati bene, bisogna far fatica per raggiungere qualcosa e non pensare troppo al denaro, non solo in termini di guadagno ma anche quando si dice “non ho abbastanza”. Siamo giovani, se non proviamo ora sarà difficile in futuro, più per gli impegni finanziari che quelli familiari. Le persone interessate ad investire ci sono in tutto il mondo, qualsiasi progetto uno abbia in mente». Incuriosito gli ho anche chiesto del clima Brexit, che credevo intimorisse lo spirito d’iniziativa dei giovani imprenditori nel Regno Unito, ma questa è stata la sua risposta: «Non sono preoccupato: mi rassicura il fatto che il governo, l’agenzia delle entrate e la camera di commercio ti aiutano sempre; se sei imprenditore loro ti aiutano perché vogliono che tu faccia business. Spesso i telegiornali non sanno cosa dire e tirano fuori il discorso Brexit: in Inghilterra è sentito ma sono consapevoli che una Brexit dura non avverrà mai, i prospetti del governo dimostrano che sono stati fatti degli accordi e dei trattati».

L’ho visto partire da rappresentante d’istituto della mia scuola e l’ho rincontrato imprenditore: un simbolo che non credo di poter dimenticare, è la testimonianza che gli anni ruggenti non sono finiti ma forse si sono solo spostati. E lui, seguendo ad ali spiegate quel vento, ha saputo trovare la sua dimensione: è proprio il caso di dirlo, qual buon vento!






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