DONNE CHE AGISCONO

Storie di quattro giovani donne che hanno lasciato il segno

Il 25 novembre scorso si è celebrata la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Svariate persone, famose e non, si sono mobilitate con foto e post sui social o con altre iniziative a tema, per portare l’attenzione su questo problema. Di conseguenza, per qualche giorno, si è sentito parlare molto di donne e non solo con riferimento alla violenza contro di loro, ma altresì al ruolo che le stesse rivestono nel mondo odierno. Ancora una volta, i dati che sono emersi non sono confortanti. Persistono distanze abissali tra donne e uomini in quasi tutti gli ambiti. Siccome credo fermamente che il cambiamento debba partire, in primis, dalle donne stesse, vorrei condividere con voi le storie di quattro giovanissime donne che hanno messo in moto il cambiamento.

 

Ashley Fiolek, motociclista.

Ashley Fiolek nasce in Michigan (USA) nel 1990. Un giorno Ashley, ancora neonata, è in cucina con la madre e alcune pentole e padelle cadono a terra, producendo un gran frastuono. Ashley, seduta a pochi centimetri di distanza non ha alcuna reazione: non batte ciglio, né si volta. I suoi genitori scoprono, così, che è sorda e si lasciano prendere dalla sconforto. In breve tempo lo sconforto viene spodestato dall’energia contagiosa di Ashley. La diagnosi non le impedisce di provare a realizzare il suo sogno: diventare una motociclista professionista. Così a tre anni sale per la prima volta su una moto e a sette anni, dopo aver convinto i propri genitori, inizia a gareggiare. I piloti normodotati regolano la cambiata sulla base dei rumori del motore. Non potendo udire il rombo del motore, Ashley sviluppa una diversa abilità: sente le vibrazioni della moto e, in base a quelle, regola la cambiata. Subito arrivano i primi successi e, con il passare degli anni, colleziona vittorie e record. Quali? È la più giovane donna di sempre a vincere il campionato WMA (Woman motocross Association); è la prima donna a comparire sulla copertina della rivista Trans World Motocross; è la prima donna a firmare un contratto con la squadra ufficiale Factory Racing Team American Honda. Nel 2013 Ashley si ritira dal mondo delle competizioni, ma il suo nome continua a riecheggiare un po’ ovunque perché è riuscita in un percorso che presenta due insidie: è una donna che ha voluto primeggiare in un mondo tipicamente e tradizionalmente maschile ed è sordomuta.

Oggi ho fatto tutto quello che avrei potuto fare per vincere sabato?”

 

Amna Al Haddad, sollevatrice pesi.

Amna nasce negli Emirati Arabi Uniti nel 1989. L’incontro con la disciplina del sollevamento pesi è il frutto di eventi puramente casuali. Infatti, da piccola, Amna non sogna di diventare una sollevatrice pesi. Non ci pensa proprio, vuole fare la giornalista. Un giorno, sentendosi fuori forma e depressa, obbliga se stessa ad uscire e fare una camminata. Questa camminata le spalanca un nuovo mondo: la corsa prima, la palestra poi e il sollevamento pesi infine. Un passatempo per mantenersi in forma si trasforma in un’attività a tempo pieno. Amna concentra tutte le proprie energie in questo sport. Si allena ogni giorno, nonostante il caldo, nonostante uomini e donne la critichino perché pratica uno sport tipicamente maschile, nonostante la fatica e la stanchezza. Amna ha due sogni: partecipare alle Olimpiadi di Rio del 2016 e diventare un’icona per tutte le atlete degli Emirati Arabi Uniti. Il primo sogno si realizza solo a metà: pur avendo ottenuto la qualificazione, non può partecipare alle Olimpiadi a causa di un grave infortunio. Il secondo sogno va oltre le aspettative: Amna oggi non è ammirata solo da moltissime donne del suo paese d’origine, ma anche da moltissime donne di ogni parte del mondo.

Nessuno può dirmi cosa posso e cosa non posso fare

 

Ann Makosinski, inventrice.

Ann nasce in Canada nel 1997. Mentre si trova nelle Filippine, paese d’origine di parte della sua famiglia, un’amica le racconta che a scuola non riesce ad ottenere buoni risultati perché in casa mancano gas ed elettricità: la sera, senza luce, è troppo buio per poter studiare. Ann torna a casa e inizia a pensare ad una soluzione per risolvere il problema dell’amica. Così, a soli 16 anni, inventa la torcia hallow, l’unica torcia al mondo che non utilizza batterie, energia elettrica, eolica o solare. La torcia hallow, infatti, si alimenta grazie al calore umano. Si tratta di un’invenzione straordinaria che, nella classifica della sua fascia d’età, vince il primo premio al Google Science Fair del 2013. Ann non si ferma qui e, qualche anno dopo, dà vita ad una nuova invenzione: la eDrink. Si tratta di una tazza che sfrutta il calore della bevanda, trasformandolo in energia per ricaricare il cellulare. Grazie alle sue idee, Ann viene invitata a 5 TEDx e nel 2017 il suo nome compare nella classifica 30 Under 30 di Forbes [Forbes seleziona ogni anno 30 ragazzi, sotto i 30 anni e provenienti di 50 paesi del mondo, per le grandi cose che stanno facendo nei propri ambiti di competenza, n.d.r.]. Quale sarà la sua prossima creazione?

 “Per me è importante tenere a mente che il tempo utilizzato per imparare qualcosa di sostanziale, anche quando non è il mio argomento preferito, è tempo ben speso

 

Balkissa Chaibou, attivista.

Balkissa nasce in Nigeria nel 1995. A 12 anni, seguendo un’antica consuetudine della tribù dei Tuareg a cui appartiene, viene promessa in sposa ad uno zio. Per i genitori di Balkissa è un sollievo; significa avere una bocca in meno da sfamare. Per Balkissa è un incubo; significa essere costretta a vivere accanto ad un uomo che non ama e rinunciare al suo sogno di diventare medico. Quando Balkissa compie sedici anni, viene celebrato il matrimonio. In quel momento si rende conto che non può e non vuole arrendersi ad un futuro che non ha scelto. Così chiede aiuto al preside della scuola che frequenta. Questi la introduce presso una ONG di assistenza giudiziaria che la segue nella causa che decide di intraprendere contro il padre e lo zio. In Tribunale lo zio nega ogni fatto, poi, a casa, minaccia Balkissa di morte. La ragazza è costretta a rifugiarsi presso un centro di accoglienza per donne. Quando le acque si sono calmate, Balkissa torna finalmente a casa e riprende a studiare per diventare medico. Oltre a studiare, oggi Balkissa visita le scuole e incontra i capi tribù nei villaggi per raccontare la sua storia, infondere coraggio in altre ragazze e cercare di eliminare i matrimoni combinati.

 “Dimostrerò loro cosa posso fare della mia vita!






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