Due amici, una Panda 4x4 e il deserto del Sahara

L’avventura sportiva di Andrea e Marco con un fine umanitario.

Una Panda 4x4 del 1988, acquistata per pochi soldi da un signore di Tarzo intenzionato a disfarsene, diventa veicolo di una spedizione umanitaria nel deserto del Sahara.

Andrea Gaggia – 30 anni, originario di Ponte della Priula, ristoratore e dj con un passato da ciclista nel Velo Club di San Vendemiano – e Marco Dal Mas – 24 anni, originario di Corbanese di Tarzo, gestore di un ingrosso di ortofrutta assieme alla sua famiglia – entrambi con una grande passione per i motori e una certa fascinazione per l’avventura, hanno deciso di rielaborare la vecchia utilitaria per partecipare alla 10a edizione del Panda Raid Race for charity che si disputerà dal 2 al 10 marzo tra Spagna e Marocco.

Ieri il team Snotol Dea Panda (questo il nome scelto dai due ragazzi, giocando con il termine inglese “snorkel”, tubo/boccaglio che agevola il passaggio in piccoli torrenti o in pozze d'acqua profonde) ha raggiunto via aereo la Panda a Barcellona, dove è stata trasportata nei giorni scorsi; ora il team percorrerà i primi 650 chilometri di rodaggio del motore fino a Madrid. Da qui gareggerà insieme ad altri 400 equipaggi da tutto il mondo in direzione Marrakech per un progetto internazionale a scopo umanitario. I partecipanti, infatti, doteranno le loro vetture di montacarichi per trasportare derrate alimentari, biciclette, libri, giocattoli da consegnare ai bambini delle scuole del Marocco che incontreranno durante il percorso. Ad ogni tappa (otto in otto giorni) i concorrenti dormiranno in tenda nel deserto e dovranno provvedere da sé al sostentamento. Sarà un’avventura a tutti gli effetti.

«Tutto è nato da una chiacchierata con Roberto Bianchin, che abita a Conegliano ed è referente di Panda Raid Italia – racconta Andrea Gaggia –. Una scommessa che sta per diventare realtà. In più, appoggiato dalla mia compagna, Samantha, mi sono detto: perché non festeggiare il mio trentesimo compleanno in modo insolito?!». Poi aggiunge: «Costruire una macchina e andare nel deserto è una grande soddisfazione; se ne avessimo noleggiata una non sarebbe stato lo stesso!».

Considerata (anche) la finalità umanitaria del progetto, sono tanti gli sponsor che si sono offerti di aiutare i ragazzi a sostenere le spese di recupero e preparazione del mezzo; in particolare, Dema Pubblicità ha provveduto alla decorazione finale e il Gruppo Codognotto al trasporto fino a Barcellona. Ora che pilota e co-pilota l'hanno raggiunta, la “super” panda è pronta a macinare 4.000 - sabbiosi - chilometri…

In attesa del loro rientro, possiamo seguire l’avventura dei due ragazzi sulla pagina Facebook Snotol Dea Panda.






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