Esserci per qualcuno

Ana Paula (22 anni) e Igor (21 anni) ci raccontano la loro esperienza all'Arsenale della Pace di Torino, invitando altri giovani a conoscere questa bella realtà e vivere così un'esperienza significativa...
Quest’estate abbiamo preso parte, insieme ad altri ragazzi della parrocchia di San Vendemiano e dintorni, al progetto di volontariato presso l'Arsenale della Pace di Torino.
Siamo rimasti particolarmente colpiti da questa iniziativa per molti aspetti. L'Arsenale infatti, ex  arsenale militare, nasce dall'iniziativa di pochi ragazzi con il sogno di combattere la fame nel mondo. In questo posto abbiamo potuto ripercorrere insieme il progetto del fondatore Ernesto Oliviero e abbiamo potuto vivere una realtà diversa, per alcuni aspetti difficile, ma significativa.
I cinque giorni di campo sono stati molto intensi e pieni di attività con la partecipazione di ragazzi provenienti da ogni regione d'Italia.
Le nostre giornate si dividevano tra lavori manuali, spirituali e momenti di riflessione comuni con i gruppi formatisi al momento dell'arrivo. Tra i vari laboratori manuali ai quali abbiamo preso parte ce n'erano diversi volti a smistare materiali come vestiti, giochi, materiale scolastico, alimentari, etc, giunti tramite donazioni durante tutto l'anno all'Arsenale, per poi essere inviati a diverse zone d'Italia o del mondo dove ci sono persone bisognose. Altri laboratori consistevano nel ''restaurare'' alcuni mobili o oggetti che venivano rimessi a nuovo. Alcuni di questi erano finalizzati a conoscere e ad aiutare gli ospiti dell'Arsenale e i bambini accolti nella struttura. Con loro poi svolgevamo giochi e attività di intrattenimento. 
L'Arsenale è un posto dove abbiamo imparato ad abbattere ogni tipo di barriera e ci siamo messi a disposizione di coloro che ne hanno bisogno. Un simbolo di speranza per chi non ha nulla, per chi vuole cambiare vita e, perché no, per tutti noi, per aiutarci a non essere indifferenti alle problematiche del mondo.
Esserci per qualcuno, dal compagno di classe emarginato a chi ha bisogno di un aiuto, nulla di più facile eppure non è così scontato: è proprio questo che ti insegna l'Arsenale.
Sono state molte le cose che ci hanno colpito, in particolare l'umanità e la generosità che si respira dentro quelle mura. Abbiamo capito che la differenza la si può fare con poco, senza per forza avere progetti così grandi. Ci aspettavamo di fare molti più lavori manuali, invece ci siamo trovati a fare più un lavoro su noi stessi, sulla nostra visione delle cose. La domanda principale che ha caratterizzato la nostra esperienza è stata: “E io dove sono?”. Sono state giornate in cui abbiamo imparato a metterci alla prova, a fare i conti con le realtà diverse da quelle che conosciamo. L'Arsenale rappresenta un posto sicuro per chi non ha una casa, non ha una famiglia o un lavoro. E noi non siamo stati altro che delle piccole gocce che hanno aiutato tante persone che si affidano a strutture come queste per sentirsi, appunto, persone.
Siamo partiti senza aspettative e forse con non troppa consapevolezza; un'esperienza da provare, dalla quale siamo tornati grati e riconoscenti.
Un'altra cosa che ci ha particolarmente colpiti è il volersi bene. Il voler bene alle persone che vengono accolte e a quelle che, come noi, sono venute a dare un mano. Ci si vuole bene perché si ha qualcosa da condividere, perché ognuno si dona. Ed è stato molto più quello che ci siamo portati a casa noi che quello che abbiamo fatto noi per loro. L’arsenale della Pace è un luogo dove porsi delle domande e mettersi in discussione. In ogni caso dà la possibilità di potersi interfacciare con realtà diverse dalle nostre e conoscere un sacco di persone da tutta Italia.
È un'esperienza da vivere perché non sempre si riescono a raccontare le emozioni che si provano.
 
Il 30 dicembre da La Nostra Famiglia (sede di Conegliano) partirà un pullman di giovani diretto proprio al Sermig di Torino per vivere un capodanno controcorrente, un’esperienza di servizio e di condivisione. Quale migliore occasione per conoscere da vicino questa bella realtà e, perché no, mettersi in discussione e cominciare il nuovo anno con lo spirito giusto?!

Ana Paula e Igor Goncalves






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok