Europei di tiro alla fune in Inghilterra (I)

Parte I: 20-22 settembre 2017

1° giorno - 20 settembre 2017

È il giorno della partenza, il giorno in cui tutto ha inizio. Da oggi tutte le rivalità personali non hanno più voce, l’unica idea ammessa è quella di essere tutti in una sola squadra con la stessa maglia, quella azzurra.
Questo è il giorno dei saluti, dell’ambientazione (per me e gli altri nuovi nell’ambito internazionale) e delle novità. È il giorno del mio primo volo, della fame da lupi, della sorpresa di un mondo che non ho mai visto.
Non ho molto tempo per pensare a ciò che sta al di fuori, ora i miei pensieri sono diretti al campo di gara… devo gareggiare nella massima seria internazionale!
Il tempo purtroppo non ci è amico, piove continuamente e, a tratti, fa freddo, ma per oggi dobbiamo accontentarci di una corsetta e di un po’ di stretching: la fatica ci aspetta sul campo, domani mattina.

2° giorno - 21 settembre 2017

Sveglia presto, colazione e poi dritti verso il campo di gara: oggi si svolge l’europeo per club e noi della nazionale verremo divisi in due squadre (Vazzola e Scorzè), per fortuna vestirò la maglia giallo verde, la mia maglia, la maglia di casa e quella delle grandi vittorie di quest’anno. L’esordio lo sento molto nel profondo.
Le tirate sono intense: c’è moltissima pressione e la pioggia mista al freddo e all’umidità non ci lascia per un solo istante. Le squadre sono forti e lo sforzo è notevole, vinciamo contro il Kime Varsavia e i tedeschi del Waltenschwill-Kallern, ma gli altri, purtroppo, sono più forti e le vittorie sfumano davanti ai nostri occhi. Solo quinti nel girone, non male ma neppure così tanto bene viste le possibilità
Gli amici dello Scorzè, invece, hanno un girone molto molto più tosto e nonostante il grande impegno non portano a casa nessun punto. Peccato.
Su quel campo, però, mi rendo conto di una cosa, che mai avevo preso in considerazione: avevo detto che il tiro alla fune è lo sport dai mille volti, ma è anche lo sport dei popoli. Insieme a noi gareggiano e gareggeranno svizzeri, baschi, tedeschi, lettoni, lituani, irlandesi, scozzesi, nordirlandesi, gallesi, inglesi, bretoni, sudafricani, olandesi, belgi, svedesi, polacchi, israeliani, cinesi e americani. Tutti riuniti lì in clima d’amicizia per una sola cosa: tirare la fune.
Ho visto più sincerità qui che nei trattati internazionali…
P.S. Siamo stati anche al mare, la marea è bassa e la spiaggia è lunga circa un chilometro. Sento il suo odore di salsedine; è una grande gioia vederlo anche quest’anno.
 

3° giorno - 22 settembre 2017

Oggi si riposa, ma non troppo ovviamente. Per mantenerci in movimento alcuni di noi decidono di andare verso il centro di Southport; una passeggiata di qualche chilometro in mezzo alla movimentata campagna inglese, sotto un sole tiepido e un venticello fresco.
La città è molto tranquilla, pulita e ordinata. Non c’è molta gente in giro, del resto è una località balneare, ma quei 90.000 abitanti sembrano essere molti meno. Non c’è nemmeno molto da vedere se non la Southport Pier: un pontile di poco più di un chilometro che si erge dentro il mare, ritiratosi per via della marea.
Attorno a noi è tutta una lunga distesa di sabbia, il mare è a più di un chilometro e mezzo dalla costa, ma, tempo di un caffè, la marea si alza, il cielo si rannuvola e siamo di nuovo sotto la pioggia e con il mare che in pochi minuti raggiunge di nuovo la costa. Lo spettacolo è impressionante.
Tempo di una buona birra e del viaggio in treno e siamo di nuovo ad Ainsdale, dove abbiamo gli alloggi.
Dopo la cena e le premiazioni c’è la cerimonia d’inizio dell’Europeo: sono il più giovane e mi tocca portare la bandiera, non ne vado fiero ma non posso opporre alcuna resistenza.
Dopo qualche parola del presidente della federazione e una buona dose di coriandoli, l’Europeo ha ufficialmente inizio.
 
Continua...





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