Esperienze

20 Feb 2019


Federico Samaden: "Fotogrammi stupefacenti. Storia di una rivincita"

Il libro sarà presentato il 26 febbraio a Treviso.

Federico Samaden, autore dell'ultimo libro “Fotogrammi stupefacenti. Storia di una rivincita” edito da edito da Dominus Production sarà a Treviso il 26 febbraio alle ore 20.30 per sensibilizzare sulla lotta agli stupefacenti. L’incontro che si terrà presso l’ITST G. Mazzotti (Via Tronconi, 1, Treviso) è aperto alla cittadinanza e particolarmente dedicato ai giovani e ai genitori.  

È importante approfondire un tema tanto insidioso e attuale, eppure poco affrontato dai media. Federico Samaden è una persona di grande esperienza nell’educazione degli adolescenti e nella prevenzione alle droghe. Anche l’uso di stupefacenti ad uso “ricreativo” può produrre danni irreversibili. E Federico lo sa bene, per esperienza diretta: «Ricordo il momento del passaggio dalle scuole medie alle superiori… – ha raccontato in una recente intervista rilasciata a “Libertà e Persona” – Diventavo un po’ più grande, e questo aveva il sapore della libertà… Era un’epoca di grandi fermenti e di grandi illusioni. Tutto sembrava possibile, si dovevano rompere i limiti dati dalla famiglia, si doveva apparire sicuri e maturi, anche se le insicurezze e le incertezze la facevano da padrone dentro di noi… Ricordo le prime frequentazioni balorde, scambiate per amicizie: banditi e spacciatori. Ci sono caduto dentro come un pirla – ammette Federico – Ricordo i primi lsd, i festival di “re nudo”, e mio padre che scuoteva la testa a tavola guardando me e mio fratello. Ricordo la cocaina dei sanbabilini e gli scontri tra opposte fazioni politiche. Ma del liceo non ho un ricordo negativo, anche se tutto è cominciato lì. Dopo è stato il peggio…» Giorno dopo giorno l’uso di sostante prendeva il sopravvento sulla sua vita, tanto da smettere di fare tutto quello che prima faceva: sciare, giocare a calcio, studiare: «è stato un rapido declino». Ma nel degrado sociale e relazionale che Federico viveva, si è fatta strada una persona, Vincenzo Muccioli (il fondatore della comunità di San Patrignano): «L’omone buono, così mi piace chiamarlo, mi aveva colpito senza che io capissi come e perché…». A San Patrignano l’amore unito alla fermezza cominciano a far parte della sua vita quotidiana e le emozioni di una vita nuova gli sconvolgono i piani: quello che doveva essere una via di fuga da Milano («dove avevo fatto troppi casini»), giusto il tempo di riprendersi, diventa approdo e svolta: «Ricordo bene quando cominciai a sentirmi orgoglioso di essere uno che stava lottando per uscire dal degrado. Mi sentivo come un bambino che scopre il mondo, ogni cosa mi appariva come se fosse una nuova straordinaria esperienza. Che energia! Il cervello cominciava a rimettersi in moto dopo anni di buio. E volevo sapere, ero curioso di capire ogni cosa, che nesso ci fosse tra ogni piccola particella di questo mondo e l’infinito che sentivo forte dentro di me. Una ricerca di senso, ecco cosa è stato per me Vincenzo. Una opportunità di capire Dio passando attraverso gli uomini. Leggevo il Vangelo e ci ritrovavo tanto di quello che sentivo dentro. L’incontro con l’omone buono aveva risvegliato la mia parte migliore, perché lui la vedeva quando io non ci credevo più». Una volta uscito dal tunnel della droga, Federico si fa guida di centinaia di giovani deboli e soli come era stato lui: «Volevo rendere ciò che avevo ricevuto, sentivo forte il bisogno di trasmettere ad altri ciò che avevo scoperto. Cioè che la vita è uno straordinario dono e che ogni incontro è una ricchezza. E che la umana imperfezione ci deve portare all’umiltà e alla ricerca continua della solidarietà umana, essendone noi stessi i testimoni. Volevo urlare al mondo che avevo capito il senso del mio vivere, e che questo era non più per me stesso, ma per gli altri. Sentivo di stare bene se stavano bene i ragazzi che vivevano con me e non volevo altro. Un flusso di amore continuo che mi arrivava dall’alto, e che io, semplice strumento, lasciavo scorrere in tutti quelli che avevo intorno. Questo si faceva e si fa ogni giorno se non si giudica, se si ascolta per capire». Federico è ora Responsabile Nazionale delle Associazioni “Amiche” della Comunità di San Patrignano e lavora molto con gli studenti ed è anche Dirigente scolastico.

La sua esperienza e la sua missione sono racchiuse nel libro “Fotogrammi stupefacenti. Storia di una rivincita” che sarà presentato il 26 febbraio a Treviso. Un’occasione per ascoltare e capire, quindi per costruire strade di fratellanza e giustizia.

Il libro sarà disponibile a fine serata oppure la si può trovare in libreria o acquistare direttamente sul sito di DOMINUS PRODUCTION.






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