Gianluca Pellegrinelli e il suo giro del mondo in Vespa

Una scelta di vita – "Finalmente faccio quello che desidero, fuori dagli schemi"

Gianluca Pellegrinelli (58 anni), consulente informatico, di Conegliano (TV) ha osato ciò che pochi hanno il coraggio di fare: mollare tutto e partire, inseguendo un sogno. È partito il 7 maggio salutando parenti e amici al bar bistrot Ariele di Conegliano. Si rivedranno tra un paio di anni, forse, dopo aver macinato chilometri, e aperto occhi e cuore alla meraviglia che si cela in ogni angolo del mondo. Sono avventure che lasciano il segno, inevitabilmente.  

Lo abbiamo contattato, sperando che tra uno spostamento e un altro potesse dedicarci del tempo e rispondere a qualche domanda. Lo abbiamo trovato subito disponibile ed entusiasta di condividere con i nostri lettori il suo sogno…

Gianluca, com’è nata l’idea di girare il mondo in Vespa?

Una scelta di vita. A 58 anni credo sia arrivato il momento di fare quello che si desidera, per non avere rimpianti. Siamo troppo intrappolati da schemi rigidi che ci portano a desiderare di finire la giornata di lavoro, poi aspettare il week end, poi le ferie, poi la pensione e quando ci arriviamo non abbiamo più le forze per fare quello che avremmo voluto fare.

Cosa rappresenta la Vespa per te?

È uno stile di vita, un mezzo per vivere slow e per favorire l’avvicinamento e il contatto con la gente. È simpatica e piace a tutti. Oltretutto è comoda, funzionale, economica ed affidabile.

Come ti sei preparato per affrontare il viaggio?

Ho iniziato a lavorare al viaggio ad agosto su vari fronti:
1) trovare una buona sistemazione al mio cane affinché potesse stare bene
2) liberarmi dagli impegni di lavoro, facendo quadrare le risorse economiche
3) preparazione della Vespa
4) vaccinazioni
5) visto e documento vari

6) dotazioni per il viaggio

Sei partito il 7 maggio da Conegliano, ora dove ti trovi?

Sì, sono partito il 7 maggio ed ho attraversato Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Albania, Macedonia del Nord, Grecia, Turchia. Ora sono in Iran, ad Esfahan e nei prossimi giorni mi sposterò verso una zona interna del deserto.

Quali sono state le prime emozioni registrate?

All’inizio è stata durissima, ti vengono a mancare tutte le tue comfort zone materiali e gli affetti. Poi man mano che mi allontanavo dall’Italia, sempre meglio.

Qual è l’obiettivo di questa sua impresa?

Fare quello che desidero, viaggiare, conoscere gente e luoghi. Idealmente fare il giro del mondo.

Come si svolgerà? Segue un programma ben definito o le intuizioni del momento? 

Vado a macro tappe. La prima è arrivare in India, stimo verso il 20 giugno, poi da lì deciderò se spostarmi in Nepal o in Australia. Se riesco a fare il viaggio completo, serviranno due anni.

Hai scelto la libertà: dal lavoro, dai legami, dagli sponsor... Cos'è, per te, la libertà?

Si, mi sono liberato di tutti gli impegni e volutamente non ho scelto sponsor. Ogni mattina decido cosa fare e dove andare.

Libertà che non esclude una certa attenzione alla sicurezza: innanzitutto, ogni sera, si tratta di mettere al sicuro la Vespa. Per la scelta degli alloggi dove dormire, si affida al sito CouchSurfing pensato per favorire l’incontro tra culture diverse: qui persone di tutto il mondo offrono gratuitamente ai turisti una sistemazione per la notte, mossi unicamente dal desiderio di aprirsi all’altro, al diverso, valutando la diversità non come un limite ma come opportunità. Il guadagno? L’incontro.

Poi, certo, in un viaggio non manca il fuori programma che sorprende: è lì che affiora, tante volte, il bello dell’umanità che non ti aspetti, e sposta il pregiudizio. Come quella volta in Turchia… «Ho passato Ankara da poco – racconta Gianluca – e imbocco una strada che preannuncia 120 km di tratto montuoso, senza grandi paesi o occasioni per fare benzina e pernottare. Inizia a piovere ed inizia a fare buio, che faccio? vado avanti o torno indietro? Decido di andare avanti, ma niente, sempre peggio e sempre più pioggia. Finalmente vedo il cartello di un minuscolo paesino, entro, ma è deserto e di posti per dormire neanche l’ombra. Vedo un ragazzo che esce da un piccolo alimentari, cammina velocemente perché piove, ma appena chiedo informazioni per dormire si ferma, non parla inglese ma capisce. Telefona e mi dice di seguirlo, andiamo a casa di un ragazzo, che mi ospita nella sua modesta casa, mi mette a disposizione il Wi-Fi del suo cellulare, mi allestisce alla meglio velocemente un letto e porta la Vespa in casa, proprio dentro la casa, per evitare il rischio del furto. Vado a letto, stanco, niente doccia, ma rincuorato per l’ospitalità ricevuta. La mattina dopo il ragazzo non vuole niente, insiste, “davvero, l’ho fatto volentieri”».

Prima di partire, Gianluca ha creato il sito vespup.com dove è possibile vedere in tempo reale la sua posizione (geolocalizzata) e avere aggiornamenti sulla sua avventura on the road.

Con la promessa di rimanere in contatto – e di farci pervenire qualche buona notizia dal mondo – lo salutiamo, augurandogli buon viaggio.






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