GMG 2016: ricordi e impressioni di due giovani protagonisti

L’esperienza GMG raccontata da due ragazzi (diciasettenni) di San Vendemiano, Filippo e Niccolò, che, insieme ad alcuni altri compaesani, si trovavano a Cracovia per le Giornate Mondiali della Gioventù.

1. Perché hai deciso di partecipare alla GMG? Con quali aspettative sei partito?

F: Ho deciso di partecipare alla GMG per fare un'esperienza nuova, che mi portasse a conoscere una cultura diversa (la cultura polacca) ma soprattutto a rinforzare la mia fede grazie anche all'aiuto di tanti altri giovani che avrei incontrato durante il viaggio. Sinceramente non sono partito con moltissime aspettative… mi aspettavo sicuramente di trovare un clima di fratellanza ed accoglienza anche tra pellegrini di diverse nazionalità (cosa che ho visto pienamente realizzata).

N: Ho deciso di partecipare alla GMG poiché mi sembrava una buona occasione per fare nuovi incontri, per relazionarmi con persone di diversa nazionalità e con usi e costumi differenti e per conoscere la cultura del luogo in cui si sarebbe svolta. Sinceramente le mie aspettative non erano delle migliori: non credevo che avremmo superato i due milioni di partecipanti e, soprattutto, non mi sarei mai aspettato un soggiorno così piacevole nel paesino di Skalbmierz.

2. Nelle cinque giornate trascorse, quale momento ha suscitato in te un'emozione più intensa? 

F: Ci sono stati molti momenti emozionanti e particolari ma credo che il più significativo sia stata la Veglia che il Papa ha tenuto sabato sera (30 luglio) presso il Campus Misericordiae (all'interno del quale abbiamo anche pernottato); vedere una tale moltitudine di ragazzi che, spinti dalla Fede, hanno deciso di intraprendere un viaggio più o meno lungo per partecipare alla GMG mi ha fatto capire quanto sia veramente grande l'importanza che ha e che deve avere Dio nelle nostre vite.

N: Il momento più significativo è stato il quotidiano momento della catechesi, durante il quale ho avuto occasione di fare svariate riflessioni sulla mia fede in Dio e sul significato della parola “misericordia”; ma anche il momento della Via Crucis, fatta insieme a papa Francesco, durante il quale ho avuto occasione di pregare insieme a lui.

3. Delle tante parole pronunciate ai giovani, quali ti sono rimaste più impresse? Quale messaggio porti con te?

F: Le parole del papa che più mi hanno colpito sono state quelle rivolte ai cosiddetti “giovani-divano”. Papa Francesco ha condannato il fenomeno della pigrizia di alcuni giovani che preferiscono il divano e le comodità alla vita reale, lasciando la loro esistenza in preda all'ozio e ai molti vizi comuni nei giovani d'oggi (come la dipendenza dalla TV, etc.). Proprio per questo il messaggio che porto con me è che i giovani, soprattutto nei momenti difficili, non devono mai rassegnarsi e continuare a battersi con forza per dimostrare al mondo le loro capacità e che, come ha detto anche il Papa, la Misericordia è anche dei giovani, che quindi devono mettersi in gioco per aiutare il prossimo e fare del bene gratuitamente.

N: Le parole che mi sono rimaste più impresse sono state quelle pronunciate dal papa durante la Via Crucis, ossia che non c’è risposta terrena alla domanda “Perché se esiste Dio c’è il male nel mondo?”, ma Gesù, abbracciando il legno della croce, ha accettato il male di tutte le persone di tutti i tempi, e quando accade loro qualcosa di male, egli è con loro e si unisce a loro. Questo è il messaggio che mi porto dentro a seguito di questa GMG, insieme al fatto che bisogna essere misericordiosi con gli altri, visto che nel Regno dei Cieli chi lo è stato riceverà misericordia (com’è scritto nel Vangelo).

4. Come è stato il rapporto con gli altri giovani? 

F, N: Il rapporto con gli altri giovani è stato un rapporto di amicizia caratterizzato da numerosi momenti di condivisione e dialogo che ci hanno aiutato a comprendere com'è la vita dei giovani anche al di fuori della nostra piccola realtà, arricchendoci notevolmente; inoltre, scambiando qualche parola (rigorosamente in inglese!) con ragazzi provenienti da diverse nazioni abbiamo avuto anche l'opportunità di analizzare, da tutti i punti di vista, questa GMG e, più in generale, l'esperienza del pellegrinaggio.

5. È cambiato qualcosa in te una volta tornato?

F, N: Crediamo che questa GMG ci abbia aiutato a superare la barriera del pregiudizio sia verso le persone sconosciute sia verso le tradizioni e i costumi di un altro popolo, dandoci l'opportunità di apprezzare maggiormente le cose nuove che la vita ci riserva senza partire subito con il piede sbagliato. Fare affidamento sui pregiudizi, infatti, è un grave errore, dato che la maggior parte delle volte essi sono sciocchezze, frutto di una visione etnocentrica, ossia una visione che pone al centro di tutto la propria cultura e le altre in posizioni subordinate. Inoltre, questa GMG ci ha aiutato ad apprezzare maggiormente le cose che ci circondano, dando importanza a qualsiasi cosa accade attorno a noi, senza commettere l'errore di considerare ciò che abbiamo la fortuna di possedere come una cosa scontata e quindi che “ci spetta di diritto”.

6. Un'ultima domanda a bruciapelo: la fede in Dio, per te, cosa rappresenta?

F: Per me la fede in Dio rappresenta un completo affidamento nelle mani del Signore e soprattutto rappresenta la capacità di accettare ciò che il Signore progetta e prepara per ognuno di noi, aiutandoci ad apprezzare ogni aspetto della vita e a stupirci giorno per giorno di tutto quello che ci accade; perché nulla è scontato anche se ai nostri occhi può sembrare così.

N: Per me la fede in Dio rappresenta l’avere totale fiducia in ciò che Egli fa, accettando (purtroppo non sempre volentieri) ogni sua scelta, in quanto fa parte di un piano più grande da Lui progettato.

 






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