Goma: il viaggio continua… (III)

L’incontro con i piccoli angeli di cioccolato: grande e genuina felicità.

Sono le 6.30 del mattino. Mentre tento, molto goffamente di farmi la barba alla tenue luce di una pila appoggiata obliquamente sulla piccola specchiera del bagno, sento già le voci cristalline dei ragazzi che ridono e schiamazzano all’entrata della scuola. La mattinata è fresca ed il cielo, ancora fiocamente illuminato dalle prime luci dell’alba, sembra promettere il sereno. Recupero il grande asciugamano disteso sopra la leggera coperta del letto a guisa di rinforzo per un po’ più di calore notturno, e completo le abluzioni. Non vedo l’ora di incontrare i miei “angeli” e soprattutto di conoscere i piccolini delle due prime classi. Sono anche impaziente di controllare la validità e la consistenza delle due ultime aule costruite, anche se l’approvazione di fratello Honorato manifestatami durante la cena, mi aveva del tutto rassicurato. Justine, il cuoco, ha rispolverato il mio onore: la moka che avevamo portato due anni fa ed il profumo del caffè già inonda tutta la cucina.

Alle 7.30 in punto, uno stridulo e prolungato fischio chiama i ragazzi all’adunata. Come uno sciame ininterrotto di api, una marea di esserini bianco/blu esce velocemente dalle aule. I più grandi mi riconoscono subito e mi circondano sorridenti, salutandomi e porgendomi la mano. In un attimo sono tutti intorno chiassosi e felici: “CIAO, CIAO, BONJOUR MONSIEUR RENATO”, gridano all’unisono. I più piccoli li seguono per inerzia e si intrufolano nel gruppo per prendermi le mani. Io, commosso ed emozionatissimo, li accarezzo tutti e distribuisco loro innumerevoli buffetti sulle guance. Ho sconvolto l’adunata e gli insegnanti, pur sorridendomi, hanno il loro bel da fare per riportare l’ordine e rimettere in fila questa marea di teste rasate e di denti bianchissimi. Nel frattempo arriva Jean Marie, nuovo responsabile della scuola. Come ad ogni arrivo, mi vuole presentare, ma questa volta non serve, perché la maggior parte degli “angioletti” sta già gridando il mio nome, e questo mi provoca dei fantastici brividi di emozione su tutto il corpo.

Oggi si celebra la Santa Messa d’inizio anno scolastico, e, a seguire, ci sarà una combattuta partita di calcio. Tra canti e danze durante la cerimonia e fulminee invasioni di campo durante il “match” per festeggiare ogni rete segnata, la mattina vola. Restano i “selfie” scattati con il cellulare a testimoniare la loro grande e genuina felicità. Tra la Santa Messa e l’incontro di calcio ho appena il tempo di salutare Lina, una ragazza sostenuta all’Università di Goma da un nipote del nostro parroco. Mi racconta che l’indomani, giovedì, ha la discussione dell’ultimo esame per il suo terzo anno di studi. Le assicuro la mia presenza, naturalmente accompagnato da Jean Marie. Abbraccio anche l’amico Olivier, l’ingegnere che sta portando avanti tutta l’opera di “Amici del Mondo”; attendo al più presto da lui un preventivo che comprenda la costruzione di quattro nuove toilette dedicate alle ragazze e l’installazione di due cisterne per la raccolta dell’acqua piovana che servirà per la pulizia dei bagni.

Pomeriggio di rappresentanza (abbastanza noioso, ma comprendo che a Jean Marie faccia piacere presentarmi agli amici). Assisto, molto defilato, ad un battesimo officiato dal fratello salesiano e, nel tardo pomeriggio, festeggiamo presso un locale della Caritas la laurea di una cugina. Troviamo comunque il tempo di fermarci nel caotico mercato di Birerè per l’acquisto di una cintura (colpevolmente dimenticata a casa) e di una resistenza elettrica che mi permetterà, qualora ci fosse l’energia elettrica, di riscaldare un secchio d’acqua per le abluzioni di prima necessità. La sera, dopo una frugale ma buonissima cena (zuppa fantastica con le verze cotte di mezzogiorno), i salesiani accendono per un’oretta il generatore, permettendomi così, oltre di inviare qualche messaggio in famiglia, di lavarmi con alcuni gavettoni di acqua tiepida. FINALMENTE!!!

Continua…

 

Renato Da Ros,
presidente Amici del Mondo -
Mareno di Piave (Treviso)





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