Goma: il viaggio continua… (X)

Riflessioni sulla via del ritorno…

E poi il ritorno! Attraversiamo la “Grand Barriere” tra Congo e Ruanda in un battibaleno. In un lampo (meno di 3 ore) arriviamo a Kigali, merito di un autista bravissimo, ma che ci ha tenuto sempre con il fiato sospeso. Aeroporto, check-in, doppio controllo (anche con i cani antidroga), e poi finalmente… via! In volo verso casa, sono allietato da una “compagna del sedile accanto” burundese, dal sorriso incredibile e dalle treccine complicate, parla un dolce francese e se ne intende di cucine componibili, il mio campo per oltre 25 anni; l’argomento ci ha tenuti piacevolmente impegnati per tutta la durata del volo.

In conclusione, ho cercato di esporre fedelmente e cronologicamente gli avvenimenti così come si sono succeduti, con la scorrevolezza naturale del cronista, inframezzati da qualche sprazzo emotivo dovuto all’uomo ed ai suoi sentimenti. Che cosa ho appreso dal naturale paragone che continuamente mi si presenta tra i due mondi e le due vite che ormai albergano dentro di me?

C’è uno “strano sentimento” di cui vorrei parlare, un “sentimento” che ormai da molto tempo si è insinuato nella nostra civiltà cosiddetta “futurista” e che io considero alla stregua dei sette peccati capitali. Ve li ricordate? Superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, accidia, ira. Ecco, io credo che a questi si debba aggiungere l’ipocrisia: simulazione di buoni sentimenti o di buone intenzioni, mancanza di sincerità, l’apparire quindi diversi da quello che si è allo scopo di farsi ben volere o trarre in inganno; finzione, doppiezza, simulazione, questo il significato di ipocrisia. Anche Dante Alighieri condannava duramente gli ipocriti, collocandoli nella sesta bolgia dell’Inferno. L’ipocrisia, abbinata all’egoismo e alla competitività, rischia di soppiantare il valore della solidarietà. Una delle parole più belle e significative che esistano nel nostro dizionario. Un atteggiamento che dovremmo assumere più spesso. Nella realtà di oggi purtroppo si tende a puntare lo sguardo solo verso se stessi. Io penso che la solidarietà sia avere cura del prossimo, di chi non sta bene come noi, di chi non mangia da giorni, di chi non ha lavoro, di chi scappa dalla miseria e dalla guerra. Solidarietà è mettere da parte, ogni tanto, il nostro benessere e pensare che ogni sei secondi nel mondo muore un bambino, perché aveva sete e non aveva da bere; bastava una goccia di quell’acqua che noi quotidianamente sprechiamo per salvargli la vita. La solidarietà è un valore antico, ma anche in una società moderna e avanzata come la nostra ci dovrebbe essere posto per gli antichi valori, perché, con essi, si può migliorare il mondo. GRAZIE A TUTTI!

Renato Da Ros,
presidente Amici del Mondo -
Mareno di Piave (Treviso)
 
Se io potrò impedire a un core di spezzarsi,
non avrò vissuto invano.
Se allevierà il dolore di una vita o guarirò una pena
O aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
Non avrò vissuto invano.

Emily Dickinson

--- 

Chi nel cammino della vita ha accesso
anche soltanto una fiaccola
nell’ora buia di qualcuno,
non è vissuto invano.

Madre Teresa di Calcutta






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok