Esperienze

25 Giu 2021


Goma: la conclusione dell'opera (VI)

Dal diario di viaggio di Renato Da Ros...

Per noi, (Marcello ed io) i momenti migliori della giornata sono quelli che riusciamo a trascorrere con i ragazzi della scuola al mattino presto ed alla ricreazione, quando ti coinvolgono nei loro giochi e nei loro canti e ti trasmettono la loro gioia di vivere nonostante la loro misera condizione. In quei momenti di pura emozione prendi consapevolezza dell’autentica felicità che esprimono liberamente, senza alcun vincolo emotivo, ed altresì, prendi coscienza del fatto che l’emozione provata in quei frangenti e che cresce nel tuo cuore non sarà mai la stessa ma ogni attimo avrà il suo brivido, ogni istante la sua adrenalina. Lo percepisco anche in Marcello al solo guardarlo: dai suoi occhi umidi si percepiscono tante cose, anche se la bocca non parla e le labbra chiuse tremano. Circondati da questo piccolo esercito in divisa bianco-blu il concetto di apparire si disintegra in mille pezzi, tanto che posso sentirne persino il rumore, e dalle sue macerie spunta, ingigantendosi sempre più, la concezione dell’essere, che ti accumuna a queste centinaia di teste rasate, a queste migliaia di denti bianchissimi, a questi occhi scuri che ti scrutano e ti accarezzano. Essere semplici, Essere genuini, Essere sinceri, Essere felici. Mentre a casa (in Italia) non facciamo che bere del pessimo vino preoccupati soltanto che i calici siano di cristallo, qui gustiamo insieme la stessa acqua con le nostre mani, interessati soltanto che, ad ognuno, sia passata la sete. Nell’“altro mondo”, quello del consumismo e della competizione, viviamo costantemente ossessionati dall’impressione che facciamo sugli altri, esasperati dal nostro “indice di gradimento”, assillati dall’opinione che hanno di noi coloro che ci circondano. Ed è proprio confrontandoci con “questo mondo”, fatto di genuina semplicità, che tutto questo viene in evidenza: si può essere colti spesso dalla vertigine e dall’angoscia di stare vivendo una vita non autentica, piena di falsità e di menzogne, una vita vissuta soltanto all’insegna dell’apparenza, una vita che non ci appartiene, ma, in coscienza sai che un’esistenza vera, degna di essere vissuta, deve essere centrata sulla consapevolezza e sulla libertà, sulla conoscenza e sulla responsabilità, insomma sull’essere se stessi, sempre e comunque. Qui il richiamo all’autenticità è molto forte. Non si scappa. L’Africa ci spoglia, ci mette a nudo, resta l’umanità vera, quella che ci accomuna e ci rende fratelli.

Renato Da Ros,
presidente Amici del Mondo -
Mareno di Piave (Treviso)





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