Esperienze

10 Set 2021


Goma: l'inaugurazione della scuola (I)

Renato Da Ros ci consegna il diario di bordo del suo ultimo viaggio (Gennaio 2020) a Goma per l’inaugurazione della Scuola Primaria “Maria Ausiliatrice”. Un risultato che è frutto di duro lavoro, della solidarietà di tante persone e anche di un prezioso contributo da parte della C.E.I. Seguiamo da qui il suo racconto.

Seduto su una comoda poltrona all’interno della carlinga di un silenzioso airbus della “Brusselles Airlines” da poco decollato dalla capitale belga, con due cuffiette infilate nelle orecchie, nella speranza di poter ascoltare della rilassante musica melodica, mi ritrovo di nuovo proiettato verso l’Africa con la bellissima sensazione di un felice ritorno nel luogo che reputo ormai come seconda Patria: la Repubblica Democratica Del Congo. Sono accompagnato, in questo ennesimo viaggio, da Rajko, mio cognato, elettrizzato come me e desideroso di conoscere e toccare con mano questa nuova realtà. Chiudo gli occhi lentamente e, nella quiete di questo enorme uccello d’acciaio, faccio il punto della situazione senza tralasciare il minimo particolare. A settembre 2019 la scuola Amani Maria Ausiliatrice di Goma era stata completata. Più di 700 giovani allievi stavano già usufruendo totalmente delle dodici aule edificate, dei relativi servizi e dell’acqua potabile mentre gli insegnanti ed il personale amministrativo avevano i loro uffici ed il loro spazio in un nuovo edificio, staccato dalla scuola e posto all’entrata del complesso stesso. Gli Amici del Mondo erano totalmente soddisfatti di come era stato svolto il lavoro e la Conferenza Episcopale Italiana aveva accolto positivamente tutto il fascicolo burocratico che personalmente avevo consegnato al segretario dell’Associazione Famiglie Rurali di Vittorio Veneto, nostra “partner” in questa impresa e principale referente nei rapporti tra noi ed il Vaticano. La raccolta dati era stata più faticosa del previsto. Sara, l’amica di Vittorio Veneto che lavorava a Goma, per una serie di problemi famigliari, non era più riuscita a seguire l’iter burocratico dell’opera. Cosicché, io e Jean Marie, fatta di necessità virtù, ci siamo ancora una volta rimboccati le maniche e, con il solerte e competente aiuto di Olivier, ingegnere e direttore dei lavori, eravamo riusciti a mettere insieme quanto richiestoci. Preventivi, relazioni dei lavori, fatture, tranche di pagamento con le fotocopie degli assegni e le relative ricevute bancarie, un malloppo di documenti corrispondenti in tutto e per tutto alla richiesta della C.E.I. per il completo avallo della somma elargitaci a suo tempo. Ora, a lavoro finito, non c’era che da inaugurare la struttura nella data che fratello Jean Marie aveva prefissato e cioè il 31 Gennaio, festa di S. Giovanni Bosco.

Partiti all’alba da Venezia, alle 19.30 eravamo già a Kigali, capitale del Ruanda, “la terra dalle mille colline”. Siamo stati tra i primi a sbrigare le formalità aeroportuali, tutto merito dell’amica Camilla, titolare dell’agenzia viaggi a cui mi sono sempre appoggiato in questi dieci anni di Africa e che aveva risolto online il problema dei permessi di transito. La nostra rapidità di uscita dalla struttura aeroportuale prende in contropiede anche Jean Marie, cosicché trascorriamo una ventina di minuti in mezzo ad un variopinto gruppo di africani che attendevano i loro cari muniti di numerosi cartelli colorati dai nomi più disparati e difficili da pronunciare. Un caloroso abbraccio all’arrivo del fratello salesiano, felicissimo di rivederci e subito, infilatici nel traffico notturno della città, tappa in collina per una rapida cenetta in un grazioso locale all’aperto, già di mia conoscenza perché classica tappa degli ultimi viaggi. Poi veloce rientro alla Comunità Salesiana di Kigali per un pernottamento veramente comodo e confortevole: ampia camera, letto morbido e tanta acqua calda per la doccia. Al mattino trovo Rajko, mio cognato riposato e perfettamente rilassato, tanto che non ho il coraggio di avvisarlo che, in Congo, la situazione sarà molto diversa. Per il momento lascio che si goda tutte le novità, come il viaggio verso la frontiera su una strada bellissima circondati da una vegetazione lussureggiante e da ordinatissime coltivazioni adagiate, senza soluzione di continuità, fino sulla sommità delle numerose colline che incontriamo nel lento avvicinamento a Goma, meta del nostro viaggio.

Renato Da Ros,
presidente Amici del Mondo -
Mareno di Piave (Treviso)

 






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