Esperienze

08 Ott 2021


Goma: l'inaugurazione della scuola (V)

Dal diario di viaggio (Gennaio 2020) di Renato Da Ros...

Jean Marie ha terminato il suo compito e, salutati i ragazzi e padre Pascal, rientriamo a Goma con l’idea, vista l’ora tarda, di pranzare in un locale caratteristico dal nome singolare: Salut Le Copain (un saluto agli amici). È la terza volta che visito questo incredibile ambiente situato nel centro di Goma, costruito in prevalenza con canne di bambù e fogli di lamiera ormai arrugginiti dal tempo. Il posto possiede una curiosa caratteristica: al suo interno, sul pavimento rigorosamente in terra battuta, corrono tra i tavoli sgangherati, evitando accuratamente la marea di sedie di plastica che avrebbero urgente bisogno di essere pulite a fondo, numerosissimi conigli bianchi, neri e maculati. Il loro movimento si arresta soltanto al centro del locale dove è stata sistemata una grande vasca, sempre di plastica, contenente una serie di foglie di lattuga. La specialità della casa è il coniglio alla brace innaffiato con una innumerevole quantità di bottiglie di birra di moltissime marche. La stranezza consiste nell’acchiappare personalmente l’animale, possibilmente per le orecchie, e portarlo al cuoco per la cottura. 

Rientrati alla casa salesiana dopo aver pranzato secondo le usanze del posto, approfitto del pomeridiano riposino di Jean Marie, per portare Rajko sulla strada che costeggia l’aeroporto e fargli una sorpresa. Ed è veramente sorpresa quella che leggo nei suoi occhi spalancati ed increduli quando, come con Marcello nell’ultimo viaggio, fermo due “motards” e, dopo aver contrattato sul prezzo, lo invito a salire su una delle moto e partire per un giro turistico della città. Ripeto che, se vuoi viverne l’atmosfera ed assaporare la vera essenza ed il profumo dell’Africa, devi prendere una moto ed immergerti totalmente in questo mondo indescrivibile. Quando sei in auto, i rumori ti giungono ovattati e falsi come se stessi vedendo, da spettatore, una sequenza cinematografica. Dalla moto, invece, percepisci gli odori intensi di questa massa in continuo movimento e ti senti un attore totalmente partecipe di una pellicola frenetica ed esaltante. Ci facciamo portare dentro i mercati più affollati, dove la miriade di colori si fonde con l’odore delle merci esposte condito dal continuo schiamazzo della moltitudine e dal sudore dei loro corpi. È un’esperienza unica che il mio compagno non dimenticherà. I “motards” ci lasciano sul lungolago, all’Hotel Caritas, una costruzione di accoglienza ecclesiastica, impreziosita da un grande giardino ben curato, digradante verso il lago, con una lunga scalinata ai cui lati si aprono piazzole erbose provviste di tavoli, sedie e ombrelloni occupati, in parte, da gente di colore. Nessun bianco in vista. Solo noi due, che ci accomodiamo in una graziosa veranda, sporgente sull’acqua ed assaporiamo una fresca birra con contorno di arachidi tostate. Ci gustiamo la bellezza del luogo e soprattutto la sua tranquillità, circondati da una lussureggiante vegetazione da cui spuntano fiori esotici mai visti. Il Congo sarebbe un vero paradiso terrestre se non fosse per la miseria e la povertà che vi regnano e che lo fanno sembrare come un inferno dal quale sarà difficile uscirne.

(continua...)

Renato Da Ros,
presidente Amici del Mondo -
Mareno di Piave (Treviso)





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