Esperienze

12 Nov 2021


Goma: l'inaugurazione della scuola (X)

Dal diario di viaggio di Renato Da Ros...

Sono le 9,00 del mattino e la giornata è limpida e tiepida. Colazione con caffè (migliorato nel sapore), formaggio e banane. Diamant, il tutto fare, ha il suo giorno libero e si presenta, tirato a lucido, con l’idea di portarci nel quartiere Bujovou per farci conoscere la sua famiglia. Lo accompagniamo di buon grado anche perché sono curioso di osservare la reazione di Rajko al cospetto di tanta miseria e povertà. Le strade, strette e dissestate, si snodano tra abitazioni di legno e di lamiera addossate le une alle altre, quasi tutte formate da un’unica stanza, uno o due letti, poche masserizie per i pasti ammassate in un angolo, una o due taniche di plastica gialla per l’acqua potabile, il tutto appoggiato al pavimento in terra battuta, umido e malsano. Tra queste “abitazioni” fatiscenti a tratti incontriamo piccoli spiazzi totalmente occupati da miseri panni stesi ad asciugare su corde sfilacciate legate ad instabili pali. Questo caotico insieme di colori viene, ogni tanto, spezzato dall’attraversamento rumoroso di nugoli di ragazzini schiamazzanti che, in questo caso, alla nostra vista, interrompono i giochi ed incominciano a seguirci a distanza, timorosi e sorpresi di vedere due “muzungu” nel loro territorio. Diamant è molto conosciuto non fosse altro che perché lavora alla casa salesiana e le persone che incontriamo ci salutano cordialmente con un “jambo” (salve) e, sorridendo, ci fanno un piccolo inchino in segno di rispettosa deferenza. Davanti alla sua casa incontriamo la moglie e i due figlioletti che ci invitano ad entrare. L'ambiente è perfettamente in linea con il rione ma, nella penombra, si nota un certo ordine e pulizia. Sull’uscio intanto, si è formata una piccola folla di curiosi che salutiamo. Sono i vicini che vogliono farsi un “selfie” con noi. Molti giovani non sono mai usciti dal quartiere e non avevano mai visto un bianco. I più piccoli, dopo un momento di diffidenza, si abbandonano felici alle nostre carezze e si stringono a noi per toccarci e porgerci la mano. La povertà e la miseria, le baracche indecenti come case, la mancanza di luce ed acqua corrente hanno messo in ginocchio questo popolo ma non l’hanno ancora vinto. L’Associazione Amici Del Mondo, con l’aiuto di altre realtà solidali farà tutto il possibile per aiutare questa gente a gettare le basi per una nuova consapevolezza, quella di prendere in mano il proprio Paese scevro da dittature politiche e da ingerenze di multinazionali straniere per poter costruire un’economia che possa garantire a tutti un futuro migliore.

(continua...)

Renato Da Ros,
presidente Amici del Mondo -
Mareno di Piave (Treviso)





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