Esperienze

19 Nov 2021


Goma: l'inaugurazione della scuola (XI)

Dal diario di viaggio di Renato Da Ros...

Rientriamo per il pranzo in una sala semideserta visti gli impegni ecumenici dei salesiani e, mangiando, svisceriamo i programmi per il pomeriggio. Mio cognato, dopo la lunga passeggiata mattutina, preferisce restare in camera a riposare mentre io onorerò l’impegno preso con la famiglia Misseli e, vista l’assenza di Jean Marie, aggancio un “motard” e mi faccio depositare alla Plage De Peuple, luogo dell’appuntamento, non senza aver approfittato di un ultimo lungo giro per Goma. Il ragazzo guida la moto con prudenza, il che mi permettere di gustare appieno tutto quello che ho intorno. Il traffico è enorme, la giornata è calda, ma sul sellino posteriore della motocicletta il fresco è delizioso. Tutta Goma sembra si sia data appuntamento sulla strada. Centinaia di moto, piccoli furgoni per il trasporto umano che incrociano i loro clacson di richiamo formando una sinfonia stonata e gracchiante con un sottofondo di motori esalanti odori non certo salubri, ma che importa! Mi godo tutta questa umanità, assaporandone la coreografia, conscio del fatto che, forse, questo è il mio ultimo viaggio in questo luogo così “africano” e così coinvolgente pur se lontano anni luce dalla realtà del mio vivere quotidiano. Chiudo gli occhi e respiro intensamente quest’aria rarefatta ed inquinata. Abbiamo promesso di costruire altre due aule per completare ulteriormente la nostra scuola, ma non credo che riuscirò a vederle di persona. Il resto è come un sogno. Gli abbracci con la famiglia Misseli tra la sabbia di un lago dorato, l’ultima cena con i salesiani, il discorso di commiato di pére Francois, non del tutto convincente, l’emozionante e suggestiva canzone cantata dai confratelli per l’ultimo addio, il grande abbraccio virtuale il lunedì mattina con tutti gli allievi della scuola che, a gran voce, ci raccomandano di ritornare, la corsa snervante su e giù per le colline ruandesi, il commovente saluto a Jean Marie e la lunga attesa all’aeroporto di Kigali, circondati da personale e polizia con indosso le prime mascherine per proteggersi dalla pandemia ancora agli esordi; infine, il rientro in famiglia “sani e salvi”, con una marea di cose da raccontare.

(continua...)

Renato Da Ros,
presidente Amici del Mondo -
Mareno di Piave (Treviso)





ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok