Il cammino di Assisi, tra spiritualità e natura

Dovadola - La Verna - Assisi - Roma: un percorso che può diventare una bella storia, per chi vuole concedersi una pausa di qualche giorno.

L'Umbria è la terra di San Francesco, nutrita di una spiritualità che parla di amore per le piccole cose, di rispetto e di gratitudine per il creato, di accoglienza generosa verso l’altro.

Camminare in questa terra può essere un’avventura, ma anche molto di più: un cammino spirituale, che risponde al desiderio dell’uomo di ricercare nelle profondità di se stesso un senso e un orientamento; ecco che il Cammino proposto da Collegio Subsidio Peregrino, sulle tracce di San Francesco, può diventare una bella storia, da vivere e da raccontare.

Giordano, qual è in breve la sua storia? È stato lei, se non sbaglio ad aprire questo Cammino...

Nell’anno giubilare 2000, essendo entrato nell’autunno della mia esistenza, ritenni opportuno fare un pellegrinaggio penitenziale verso la città degli Apostoli Pietro e Paolo, Roma. Fu una bella esperienza: mi affidai alla Divina Provvidenza per trovare le accoglienze serali; ammetto che viaggiavo con in tasca una lettera firmata dal mio parroco e dal Vescovo di Ravenna, ma non mi è mai servita per trovare ospitalità. Sono stati 15 giorni intensi, trascorsi in compagnia di me stesso. Nel 2002 fu la volta di Assisi con partenza a piedi da Loreto; qui mi balenò per la prima volta l’idea di dedicare un cammino a San Francesco partendo dall’eremo di Montepaolo a Dovadola, che di tanto in tanto visitavo in quanto devoto ai santi francescani. Nel 2003 percorsi il famoso cammino di Santiago de Compostela, che mi servì a comprendere meglio la logistica del pellegrinaggio. Negli anni successivi mi dedicai a mettere a punto la mia idea: cominciò la ricerca del tracciato più idoneo per raggiungere Assisi da Dovadola, lontano dal traffico stradale, e la preferenza ricadde sui sentieri dell’Appennino; il lavoro fu molto intenso e lungo, ma ne uscì un bellissimo tracciato. Il 2007 fu “l’anno zero”: partirono una ventina di pellegrini “pionieri” per raccogliere informazioni dettagliate sulla fattibilità del percorso anche in relazione alla localizzazione dei rifugi serali. La parte più impegnativa di tutto il progetto è stata proprio la ricerca di strutture idonee all’accoglienza, onde creare una filiera morigerata a bassi costi e distribuita in modo tale da consentire le soste. Contemporaneamente si è creato il sito internet e costituita l’associazione “Collegio Subsidio Peregrino” per l’organizzazione del Cammino. In collaborazione con la curia di Assisi, abbiamo elaborato anche l’attestato di pellegrinaggio. Nel 2008 il Cammino partì ufficialmente con una frequenza di 250 pellegrini, che si è incrementata in modo progressivo fino a raggiungere, nel 2015, quota 970. Molti i forestieri, con maggior afflusso dal nord Europa, poi molti brasiliani ed ora anche tanti statunitensi. Il nostro sito internet nel 2015 ha ricevuto 120.000 visite ed è in costante aumento.

Il cammino è aperto tutto l’anno oppure solo in determinati periodi?

Il Cammino apre a metà aprile fino a metà ottobre circa; dovendo attraversare gli Appennini si tiene conto del clima del periodo.

Qual è il senso, la meta di questo andare?

Direi in prima battuta sperimentare la Divina Provvidenza. Per esperienza, posso testimoniare che quando ci si affida al Cielo, abbandonando l’egoica razionalità, anche la situazione che sembrava più ostica viene risolta da una cascata di fortunate incidenze. È successo diverse volte nei miei pellegrinaggi. E poi pellegrinare, non è solo camminare verso un luogo sacro. Il che significa trovare il coraggio di camminare dentro di sé, nel proprio intimo sentire, ed affrontare tutte le bestie feroci che si annidano in certi anfratti interiori. Ecco allora che avviene una catarsi, un rinnovamento dello spirito, e alla fine se ne esce assai più lindi e con tanta voglia di affrontare la vita. Oggi i Cammini stanno diventando una moda, perdendo la loro vera valenza, in particolare in Italia dove si sta diffondendo il turismo religioso, che non c’entra niente con il Pellegrinaggio! Quest’ultimo dev’essere un cammino morigerato, un percorso impegnativo sia fisicamente sia spiritualmente, e possibilmente da compiersi in solitudine. Oggi si parla con facilità della meta, del viaggio, del senso della strada… sì, tutte parole belle, ma alla fine quello che conta è riuscire ad entrare dentro noi stessi per conoscerci veramente, togliendoci le maschere che indossiamo quotidianamente a seconda delle circostanze; inseguire l’Essere, e non l’Apparire.

Quali sono le tappe principali del pellegrinaggio?

Sono sei. Si comincia con l’eremo di Montepaolo, dove dimorò Sant’Antonio per un anno e mezzo in grande solitudine ma sempre al servizio dei confratelli. La prima parte del Cammino si svolge dentro al Parco Nazionale Foreste Casentinesi di Camaldoli: un bel percorso dentro una natura incontaminata, dove si sente ancora una energia primitiva di Creazione che colpisce il pellegrino in cammino, ripulendolo inconsapevolmente di tutte le scorie esistenziali. Sentirsi leggeri è uno degli effetto di questa “doccia”: il pellegrino rimane stupito di come non si senta stanco dopo tanti passi! Le parole non riusciranno mai a rendere tangibile la vera esperienza di pellegrinaggio: ho visto cambiare la vita di tante persone, che erano arrivate su questi sentieri piegate in due dalla sofferenza! Dopo Camaldoli si arriva all’eremo de La Verna, dove Francesco ricevette le stimmate. Ecco, La Verna è il posto francescano più spirituale che esiste al mondo e, scalando il sacro monte, si vive l’emozione più grande di tutto il cammino. La seconda parte è assai diversa: il percorso è meno accattivante, però si snoda attraverso tante cittadine medievali, tra le quali spicca senz’altro Gubbio, per finire ad Assisi, la cittadina della Pace, un luogo diventato il simbolo del francescanesimo con Chiara e Francesco. Da qui chi vuole può proseguire e raggiungere Roma.

In che senso La Verna è “il posto francescano più spirituale che esiste al mondo”?

Diciamo che la Verna, pur essendo invasa dal turismo, riesce a mantenere ancora uno spirito francescano: l’energia della foresta riesce a tenere “pulito” il circostante, e così ogni angolo parla di Francesco. Poi esiste un museo interessante che raccoglie un po’di storia dell’eremo e i luoghi sacri sono arricchiti dalle ceramiche di Dalla Robbia. Quindi è un luogo suggestivo, ricco anche di spunti storici e culturali.

Quali sono le altre soste significative dal punto di vista storico-culturale e anche spirituale?

Come Eremi, Montepaolo, Camaldoli, La Verna, Montecasale e ad Assisi l’Eremo delle Carceri. Come cittadine, Sansepolcro, con l’arte di Piero della Francesca, Caprese Michelangelo, con il suo museo, e la già citata Gubbio.  

 

Per info e iscrizioni: info@camminodiassisi.it






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok