Il Cammino di Santiago

Una nostra lettrice ci manda il ricordo di un’esperienza estiva: pellegrinaggio giacobeo 29 luglio – 8 agosto 2019

Per una trentina di pellegrini provenienti dalla Parrocchia di Codognè e da altre limitrofe si è trattato non solo di un tour grazie al quale si poteva lasciare la propria terra e intraprendere un’avventura nuova, ma soprattutto il pellegrinaggio in un luogo in cui, attraverso condivisioni spirituali e personali, potersi immergere in modo provvidenziale in una delle vie della fede dalla valenza straordinaria. Il pellegrinaggio giacobeo, che spinge i viaggiatori verso Occidente alle radici dell’Europa, è avvenuto attraversando la terra francese e in particolare sostando ad Avignon, famosa città provenzale sul Rodano, sede papale dal 1309 al 1377, con il suo palazzo monumentale e le straordinarie mura che la circondano. Ma, proseguendo il percorso, una tappa importante è stata Lourdes, grande centro religioso in seguito all’apparizione della Madonna a Bernadette l’11 febbraio 1858, ora centro devozionale mariano, meta di pellegrini, toccati anche dalla malattia. Qui, nel recinto religioso, dove si erge la Basilica nel suo imponente complesso di forma gotico-bizantina con il suo immenso sagrato e la grotta miracolosa, costeggiata dal fiume Gave, si respira una spiritualità intensa, dove acqua, dono di purificazione, luce, come richiesta di grazia a Maria, e preghiere intrecciate ai canti infondono speranza per incontrare, tramite la grande Mediatrice, Dio.
Così, purificati da questo luogo, superati i boschi dei Pirenei, si è valicato il confine, giungendo dapprima nella macchia della Navarra per poi inoltrarsi nella Castiglia e poi in Galizia, dove occhi meravigliati hanno potuto osservare e fotografare borghi suggestivi e splendide città d’arte come Pamplona, Astorga, Burgos e Leon, oltre a Santiago, scenografiche cattedrali gotiche, monasteri e villaggi rurali dai tetti di paglia. Seguendo il corso del sole, si è ammirata la meraviglia del creato tra le montagne coperte d boschi, le colline rigate di viti e anche il giallo altopiano della Meseta dall’orizzonte che sembra infinito. In quei luoghi, dove ha trionfato il Cid Campeador nella riconquista dei territori strappati ai saraceni, si snoda il “camino” (francese) che i pellegrini hanno intrapreso per brevi tratti nel corso delle mattinate caratterizzate da sceglie all’alba, zainetto in spalla, buone scarpe e… acqua. Muniti di un libretto personale, dove si sono accumulati timbri e osservazioni personali sui luoghi di passaggio, i pellegrini si sono misurati in percorsi, attraversando ponti (come a Puente la Reina, ponte romanico eretto nell’XI secolo) e sentieri, piccoli borghi e villaggi rurali, dove sui nidi troneggiavano le cicogne. Ognuno ha seguito la sua andatura, passo dopo passo, tra silenzi e qualche chiacchiera, addentrandosi dapprima in un bosco quasi magico dagli alberi secolari dove, tra meraviglia e silenzio quasi irreale, per chi procede in solitudine, si sente solo un leggero calpestio e il fruscio delle foglie. Ma è così che l’emozione si amplifica, riempiendosi di riflessioni su quel cammino, metafora della vita, dove ciascuno deve assumere le proprie fatiche, il procedere lentamente, magari con difficoltà, per poi compiere lo scatto delle salite, riscoprendo la gioia di avercela fatta. In questo modo si incontra se stessi, si comprendono, attraverso le sfide lanciate, i propri limiti, ma anche le risorse personali. E poi ci sono i compagni di viaggio con i loro atteggiamenti, il loro aiuto e la rispettiva comprensione nel momento in cui compaiono dolori o impedimenti. Tutti vanno verso un’unica destinazione: Santiago de Compostela. L’unica direzione coalizza e stimola amicizie tra perfetti sconosciuti e tutto serve anche a lenire le proprie ferite interiori per poter con grande afflato riconoscere come l’amore di Dio ci doni la pace. Solo guardando a Lui, il pellegrino può scoprire la bellezza dei sentieri costeggiati da lecci e querce o da pioppi e girasoli o da canali e rivi scoscesi. Ma la magnificenza divina non è prerogativa solo del creato: la si può osservare attentamente nell’opera dell’uomo, nell’arte espressa nelle chiese dei villaggi, circondate da un gruppo di case, una fontana e un piccolo cimitero; ne è esempio la chiesa di Eunate, antica enclave templare, oggi luogo di culto e di pellegrinaggio. Certo, la bellezza e la presenza di Dio si ammirano nelle cattedrali, costruzioni artistiche impregnate di fede, da quella di San Domingo de la Calzada – dedicata a San Domenico, uno dei grandi benefattoti del “camino”, al cui interno è presente un pollaio in memoria del miracolo attribuito al santo – a quella di Burgos e di Leon – patrimoni Unesco con la scala dorata l’una e le preziose vetrate istoriate l’altra, con i loro cori situati nella parte centrale. Certo, la più vicina al cuore del pellegrino è quella di Santiago, edificata sul luogo in cui venne ritrovato il sepolcro dell’apostolo Giacomo. Di fronte all’Obradoiro (maestosa facciata principale) la gioia di chi raggiunge la meta è riconoscibile dai numerosi sorrisi, dai canti e dalla gratitudine, sentimento che riscalda il cuore già all’ingresso della città, dove si procede sicuri, senza fretta, attraverso il Barrio de los Concheiros, la rua san Pedro, la “puerta” del”camino” e la via sacra. Con la propria vita in mano e con le richieste più segrete del proprio cuore, la fila dei pellegrini si dirige all’interno della cattedrale verso la statua di Santiago per abbracciarla nella commozione di pronunciare “Amico Giacomo…” e poi tutto si scioglie nel silenzio del proprio “grazie”.

5000 km percorsi, 3 nazioni e 4 ragioni spagnole attraversate; un sacerdote accompagnatore nella fede del Cammino; un simbolo al petto, la conchiglia, metafora di rinnovamento di vita per avvicinarsi al Signore; le celebrazioni liturgiche per incontrare intimamente Gesù con la sua accoglienza, la sua fiducia e la sua protezione; 26 pellegrini, compagni di viaggio, con i loro passi, uno dopo l’altro verso la medesima direzione: ecco il Cammino di Santiago.

Mara Masetto






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok