Il gondoliere dal cuore d’oro

Chiara Collot in gita con la famiglia a Venezia e quel giro in gondola inaspettato…

Ormai siamo così rassegnati a sentirci soli in mezzo alla folla e a dover pagare per qualsiasi cosa che un semplice gesto di altruismo mentre si passeggia per la strada ci giunge inaspettato e ci lascia di stucco.

“Ma come? Non vuoi niente in cambio?”

Ne ha fatto esperienza Chiara Collot, quindicenne di San Vendemiano (TV), in gita con la famiglia a Venezia. Chiara soffre di una disabilità alla gamba destra, a seguito di un ictus che l’ha colpita alla nascita e che non le permette di camminare bene, ma è forte e determinata, sempre pronta ad affrontare ogni ostacolo. La giornata nella splendida città lagunare trascorre serena: ogni passo è sospinto da tanta forza di volontà. Ad un certo punto, però, percorrendo una calle per il ritorno alla stazione ferroviaria, la ragazza crolla per i forti dolori all’anca; è costretta a sedersi, non ce la fa proprio più a camminare, e scoppia in lacrime. Ad assistere alla scena, lungo rio Marin, c’è un gondoliere, il quale, avvicinato dalla mamma di Chiara per sapere quanto distante fosse la loro destinazione, prontamente offre un passaggio: «Può venire con me, l’accompagno io in stazione». Il papà della ragazza si mostra titubante, ben conoscendo i prezzi di un giro in gondola. Ma il gondoliere subito lo rassicura: «Sono anch’io un papà». Esternazione di umanità, che prevale sulla legge del profitto e lascia senza parole.

Emozionata per il gesto e un po’ scossa da tutta la situazione, la madre di Chiara non riesce a ringraziare il gondoliere come vorrebbe. Rientrata a casa, tramite un’amica, pubblica un post su Facebook e affida alla Rete il compito di rintracciarlo. In poche ore il post viene rilanciato da circa trecento persone e in molti (soprattutto veneziani) rispondono all’appello identificando il condottiere dal cuore d’oro in Lino Garbisi - anche grazie a un dettaglio che la madre della ragazza si ricordava di aver scorto sulla gondola: Sara, il nome della moglie di Lino.

Un gesto, quello del gondoliere veneziano, che risalta ancor di più in una città spesso accusata di interessarsi solo al business turistico. Un gesto capace di rompere le barriere della diffidenza, dell’individualismo, del tornaconto… quando meno te lo aspetti… passeggiando tra la folla, tra perfetti sconosciuti. È bello constatare che ci sono ancora persone capaci di provare empatia e di esprimere solidarietà, dedicando tempo e attenzioni a chi ne ha più bisogno, in perdita, senza chiedere nulla in cambio.  Chiara e la sua famiglia ne sono testimoni, ed ora desiderano condividere la loro esperienza con più persone possibili, perché anche le buone azioni abbiano risonanza!






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