Incontro con la Mediazione Umanistica

Un’intera foresta che cresce senza far rumore…

Forse pochi conoscono la Mediazione Umanistica, eppure «questa grande sconosciuta» è davvero utile oggi in molti luoghi.

Il cammino di mediazione apre i cuori e gli animi alla bellezza della vita perché scioglie i nodi, accoglie il disordine, integra le differenze. Per questa via, il mediatore è a tutti gli effetti un «artigiano della pace», non eccezionalmente, ma quotidianamente, in ogni situazione. Il suo compito è ascoltare senza giudicare, far affiorare i punti critici, favorire l’incontro e la riconciliazione; in questo modo egli pratica la mediazione dei conflitti nei vari ambiti della vita quotidiana, favorendo il processo di umanizzazione e di civilizzazione della società per una cultura della pace.

Nei giorni 3 e 4 marzo Jacqueline Morineau, fondatrice della Mediazione Umanistica, ha promosso il primo incontro italiano di coordinamento delle varie realtà presenti o in avvio sul territorio nazionale che si confronteranno sui loro cammini e sulle loro esperienze, nonché sulle prospettive future di tale pratica.

«La mediazione umanistica (…) offre essenzialmente un cammino di vita attraverso l’incontro con se stesso e con gli altri; è ricerca di verità, ricerca di saggezza di fronte al nostro destino» così Jacqueline Morineau spiega la Mediazione Umanistica e la sua importanza nella nostra società «È un cammino di pace necessario da sempre. Lo abbiamo sviluppato tra noi? Oggi restituire all’ “umano” il suo spazio è diventata una priorità. Diffondere semi di umanità significa restituire priorità ai valori: sono questi che ci guidano per andare sempre più lontano verso il bello, il buono, il giusto, tutto ciò che eleva l’uomo, ciò per cui si è creata la nostra civilizzazione». Continua: «Lo spirito della mediazione umanistica è al cuore di una ricerca perenne per provare a restituire all’uomo i suoi fondamenti. Leonardo da Vinci, nel suo disegno dell’uomo vitruviano, ha testimoniato la sua dimensione microcosmica e come, attraverso la sua umanità, egli fosse collegato ai principi fondamentali del macrocosmo. Il disegno si articola su due assi: l’orizzontalità e la verticalità, complementari e necessari l’uno all’altro. Oggi l’asse verticale, terra-cielo, quello che dà il proprio posto all’anima, è troppo spesso assente nella nostra società, particolarmente in Occidente. Non resta che l’asse orizzontale, quello dell’uomo divenuto dipendente dallo sviluppo materialista e tecnologico senza limite. Di fronte ad una vita senza significato, l’uomo ha paura, non ha più piedi, è abbattuto, a terra». «Se l’obiettivo essenziale della mediazione umanistica rimane questo passaggio dall’orizzontalità alla verticalità, che prepara ad un modo di essere pienamente nella nostra umanità – chiosa la Morineau – essa ha il suo posto, particolarmente in questo terzo millennio, in tutti gli aspetti della vita quotidiana: nell’educazione, nella giustizia, nelle carceri, nella società, nella politica, nella famiglia… è un progetto di società ma anche di civilizzazione!»

L’incontro, questo fine settimana, si svolgerà al Collegio San Giuseppe di Vittorio Veneto, perciò coinvolgerà in primo luogo l’associazione locale La Voce, un gruppo di persone che dal 2008 si sono appassionate al modello umanistico proposto da Jacqueline Morineau: «Il nostro incontro con lei parte dall’esperienza di ascolto della persona a partire dal cuore, ancor prima dalla pancia, – ci racconta Sara Dall’Armellina – per dare voce all'uomo che incontriamo nelle sue tre dimensioni: corpo, anima e Spirito. Lo spazio che noi mediatori abbiamo sperimentato sulla nostra pelle è che la luce può fare breccia nel buio del cuore, che le ferite, se guardate, riconosciute e riparate, si possono trasformare in feritoie di luce e di grazia, come aveva ben intuito Carlo Carretto».

Negli ultimi due anni, in Veneto e Friuli, si è sviluppato un grande movimento legato alla diffusione della mediazione umanistica. A partire dall'esperienza del Centro di Giustizia Riparativa della Caritas Bergamasca, sono stati formati i mediatori de La Voce di Vittorio Veneto; a Padova e a Vicenza sono iniziati nell'autunno scorso due percorsi di formazione (a Padova presso il Centro Antonianum e a Vicenza con l’Associazione 50 Passi presso la Casa Per La Pace); a Treviso si è costituito sempre nell'autunno scorso un Tavolo sulla Giustizia Riparativa che quest'anno promuoverà un percorso di formazione, e così anche a Trieste.

Con le due giornate di sabato e domenica, l’idea è di creare un coordinamento fra i vari centri che sono - e saranno - a servizio della comunità nel territorio in cui operano.

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Contatti:
La Voce - Ass. per la mediazione dei conflitti
tel. 333/8230904
 
[Nella foto di copertina: passeggiata a Binaville, località nei pressi di Parigi dove Jacqueline Morineau conduce stages di Mediazione Umanistica; nelle altre foto: alcune metafore di Mediazione Umanistica]





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