INTERCULTURA

Silvia Benincà, presidente del centro locale di Conegliano per l’Associazione Intercultura, ci spiega questa interessante realtà, motivata dall’aspirazione alla pace tra i popoli per un mondo migliore.
  • Che cos’è Intercultura?  

È un’associazione senza scopo di lucro riconosciuta tramite decreto del Presidente della Repubblica. Coinvolge più di quattromila volontari su tutto il territorio italiano e ha come obiettivo quello di stimolare il dialogo interculturale tra i popoli, per alimentare la conoscenza e il rispetto delle diversità e costruire la pace nel mondo.

  • Un obiettivo che può sembrare ideale, utopico…

Noi crediamo che non sia così: attraverso i programmi di Intercultura siamo convinti che si possano davvero porre dei tasselli concreti per realizzare questo obiettivo. L’associazione organizza scambi culturali rivolti a studenti tra i 15 e i 17 anni, che possono scegliere di studiare all’estero per periodi che vanno da quattro settimane fino all’intero anno scolastico. Queste esperienze sono tanti piccoli tasselli concreti, appunto, per la costruzione di un mondo migliore, dove vi siano maggiori contatti e scambi reciprocamente arricchenti tra culture diverse.

  • Quali sono le nazioni coinvolte nel progetto Intercultura?

Intercultura fa parte di una rete internazionale con sede a New York che si chiama AFS International e che coinvolge più di sessanta nazioni distribuite in tutti i continenti. Gli studenti possono indicare fino a dieci paesi di preferenza per vivere la loro esperienza.

  • Come vivono nel paese straniero?

I ragazzi vengono ospitati in famiglie, che volontariamente si offrono di accoglierli, e vengono inseriti in scuole pubbliche locali. Si immergono così in un’altra cultura e imparano a poco a poco a conoscere la famiglia ospitante e la comunità che li ospita. Attraverso i legami che si instaurano durante il periodo, ciascun partecipante apprende qualcosa dell’altro: sia lo studente che la famiglia che gli insegnanti che i volontari. La conoscenza diventa lo strumento per comprendere l’altro e per rispettarlo nella sua diversità.

  • Non sono forse queste le basi per la pace?

Ecco, quindi, che un obiettivo ideale si realizza attraverso azioni concrete, poste in essere quotidianamente, agendo sul singolo individuo. Per questo noi volontari siamo motivati a promuovere i programmi dell’associazione: non per un “guadagno” personale, ma nella certezza di fare qualcosa per migliorare il mondo in cui viviamo, aiutando giovani coraggiosi e determinati a fare un’esperienza che cambia loro per la vita. Ci sarebbero tante cose da raccontare, aneddoti provenienti da tutto il mondo… ma possono raccontarli meglio coloro che hanno vissuto l’esperienza: sia per aver trascorso un anno all’estero sia per aver ospitato in Italia uno studente straniero. Per tutte le informazioni sull’associazione vi rimandiamo al sito www.intercultura.it.

Prossimamente i racconti di chi ha vissuto un’esperienza interculturale.






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