Ivan Cottini: “La danza è la mia cura”

Il primo malato di sclerosi multipla al mondo che balla

Ex modello e ballerino di Amici, Ivan Cottini sei anni fa scopre di essere malato di Sclerosi Multipla. È uno di quegli scossoni che nella vita arrivano all’improvviso e mettono a ferro e fuoco l'esistenza: «Una sera mi sono addormentato invincibile e padrone del mondo – racconta Ivan in una recente intervista in televisione – e mi sono risvegliato fragile e piccolo così» e aggiunge: «Facevo una vita un po’ sregolata, pensavo fosse una conseguenza di questa, così mi sono rimesso a dormire, ma al mio risveglio stavo peggio e a quel punto mi sono allarmato molto. Dopo la diagnosi ho reagito malissimo. Avevo 27 anni, il mio corpo stava cambiando e non avevo neanche il tempo di metabolizzare le cose. Sono uscito di testa, non volevo più vivere, la mia famiglia mi ha fatto seguire da uno psicologo e da uno psichiatra perché pensavano potessi fare qualcosa di brutto».

Ivan quella sua nuova condizione non riusciva proprio ad accettarla, lui così bello, talentuoso, “invincibile” appunto. Eppure la vita l’ha messo con le spalle al muro, costringendolo a rivedere le sue priorità, e gli ha chiesto di tirar fuori grinta e coraggio. Per distrarsi e provare ad aiutare altri malati come lui, in ospedale Ivan organizza delle corse "clandestine" in sedia a rotelle tra i corridoi - un po' ribelle lo è sempre stato, ma soprattutto innamorato della vita: «Era il 21 dicembre del 2013, me lo ricordo come fosse ieri. Per quanto fossero tragici quei momenti, sentivo che stava cambiando qualcosa, sono tornato a sorridere e ogni giorno centinaia di persone mi seguivano, mi scrivevano, mi facevano sentire la loro vicinanza. Ho capito che, nonostante la sofferenza, dobbiamo trovare la forza di reagire e anche se la nostra vita non sarà più quella di prima non dobbiamo arrenderci».

Adesso Ivan Cottini ha 35 anni ed è un simbolo di rinascita e di voglia di vivere. Ha capito che può ancora essere protagonista della sua vita e continuare a fare quello che gli piace fare, ballare, con una motivazione in più. Ivan ora balla per sfidare i suoi limiti, per sentirsi libero e «prendere a calci» la malattia: «Nei due o tre minuti che ballo non mi sento di essere malato. La danza è la mia cura». 

La cura passa anche attraverso l’amore per la figlia Viola. Per diventare papà Ivan ha scelto di interrompere l’assunzione di farmaci. «Nella fase iniziale quando ha perso tutto, persi anche la fidanzata con cui stavo da tempo – confessa il ballerino –. Però poi è arrivata Valentina. Ci siamo conosciuti in ospedale e fidanzati in ospedale. Desideravo fortemente diventare papà, senza dire niente ai medici ho sospeso tutti i farmaci. Questa scelta presa d’impulso ha aggravato la mia malattia, ma alla fine è arrivata Viola e da quando è nata io sono guarito. Ora non ho più paura di addormentarmi e di svegliarmi il giorno dopo. La vera sfida quotidiana non è la sclerosi, è stare dietro a mia figlia! Posso fare solo attività da seduto ma senza vergogna posso dire di avere dei momenti di condivisione bellissimi con mia figlia».

Ivan si impegna molto per aiutare le famiglie dei malati e sensibilizzare adulti e ragazzi. Le sue tante iniziative per il sociale veicolano un messaggio positivo: “si può essere belli, protagonisti e registi della propria vita anche se malati e condannati”. Quest’anno ha realizzato un calendario dedicato alla figlia i cui proventi saranno destinati alla costruzione di una scuola in Etiopia: dodici scatti in cui c’è tutto l’amore di un padre, un padre che per amore continua a sfidare ogni limite, sorridendo sempre alla vita.

Il ballerino è stato ospite d’onore nella puntata finale di Ballando con le stelle il 31 maggio scorso. In quell’occasione si è esibito sulle note della canzone di Elisa "Ti vorrei sollevare" incantando il pubblico presente in studio (giurati compresi) e i telespettatori da casa. È stato un momento di poesia e di magia, come l’ha definito la conduttrice Milly Carlucci, una grande lezione di forza e di speranza.

Di seguito il video:








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