Komboleo, gioco in scatola in cui tutti vincono (o tutti perdono)

Dai bambini africani ai bambini italiani

“Salvare per cambiare” è il significato della parola Komboleo, in lingua Swahili. È un gioco di società che alcuni bambini di Nairobi hanno deciso di donare ad alcune famiglie, italiane e straniere, che risiedono in Italia e che hanno fronteggiato momenti di difficoltà a causa della diffusione del Coronavirus e a causa del lockdown.

Il gioco è stato ideato da 34 bambini di una baraccopoli alle porte di Nairobi, in Kenya, con il supporto e sotto la coordinazione dello staff del progetto Out of the street e in collaborazione con la Scuola Romana di Fumetto, i cui allievi hanno realizzato le illustrazioni del gioco partendo dai disegni fatti dai bambini africani.

Komboleo, a differenza dei comuni giochi da tavola, non prevede la sfida tra un giocatore e l’altro o tra una squadra e l’altra: tutti collaborano per vincere. I personaggi del gioco sono 8 e sono stati creati in base alle paure, alle abilità, ai punti di forza e alle debolezze dei loro ideatori. La storia che dà inizio al gioco è questa: “A Nairobi, nello slum di Dagoretti, vive un gruppo di amici. Un giorno il gruppo si accorge che uno di loro è andato in cerca di avventure nella foresta e il gruppo di amici vuole partire per andarlo a cercare”. L’obiettivo di tutti i giocatori è unico: ritrovare e salvare l’amico in pericolo, riportandolo a casa. Se ci riescono, la vittoria è di tutti; se non ci riescono, anche la sconfitta è di tutti. È quindi un gioco che stimola competenze come l’immaginazione, la strategia, la collaborazione, il calcolo matematico. Inoltre il messaggio che vuole trasmettere è potente ed estremamente attuale: collaborare è fondamentale per riuscire a vincere le sfide più dure.

Ad oggi, sono stati realizzati 900 esemplari di Komboleo e sono già stati distribuiti ad altrettante famiglie in nove diverse città italiane: Milano, Roma, Palermo, Napoli Torino, Genova, Pisa, Pontedera e Padova.

Komboleo ha capovolto, forse per la prima volta, lo schema che, da sempre, siamo abituati ad osservare: l’Italia che aiuta l’Africa. Questa volta è, invece, l’Africa che aiuta l’Italia. E i protagonisti di questo capovolgimento sono i bambini.






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok