La mia Africa

Un altro mondo, fuori del mondo!!!

Mi si chiede di raccontare la mia esperienza del breve soggiorno trascorso in Africa nei primi giorni di ottobre. Lo faccio volentieri anche se un conto è vivere direttamente l’esperienza in mezzo a loro, un conto è raccontarla.

Con Renato (il presidente di Amici del Mondo Onlus, ormai veterano di queste esperienze) ho colto l’occasione offertami da Jean Marie per rendermi conto di quanto gli Amici del Mondo con i gruppi missionari della Parrocchia stanno realizzando in Congo, a Goma: una scuola elementare (école première) per offrire a più bambini possibili la certezza di un minimo di educazione scolastica altrimenti negata.

La situazione geografica in cui si colloca questa realtà mette in risalto la differenza (scandalosa) tra le persone che vivono nei quartieri/sobborghi della città di Goma e le persone che vivono al di là del “muro” dove vive la gente di città.

Situazione sociale: manca l’acqua, manca la corrente elettrica, manca cibo, si vive in baracche senza problemi per una vita privata: tutto è alla vista di tutti…
Situazione scolastica: esistono soltanto scuole sostenute da privati…
Situazione morale: confusione data dalla promiscuità e dai rapporti vissuti tra le famiglie, tra uomo e donna…
Situazione religiosa: la presenza dei Salesiani dà un po’ di serenità umana ai rapporti tra le persone che sono per la quasi totalità cristiane.

Dentro a tutto questo si inserisce la “nostra” scuola primaria che per ora apre le porte a circa 530 bambini accuditi da una decina di insegnanti. Forse cinque mila o cinquanta mila stanno sognando questa possibilità… La città di Goma ha una popolazione di circa 2 milioni di abitanti!

Diciamo subito che i “nostri” alunni vivono a un livello umano e sociale un po’ più alto di quanti nei quartieri urbani non possono o non hanno l’opportunità di frequentare la scuola. Li vediamo nelle foto con una divisa, ordinati e guidati dai maestri o dalle maestre con un punto di riferimento quale la scuola.

Si inizia al mattino alle 6.30 perché si lavora solo alla luce del sole (non c’è la corrente elettrica!). Il rituale prevede che i bambini si ritrovino tutti insieme per momenti di canto, per qualche danza e per l’alza bandiera; sembra che vi sia una certa sensibilità nazionale! E poi si fa scuola. Ogni insegnante è dotato di un libro e di qualche foglio di appunti scritto a mano. I ragazzi hanno in dotazione un quaderno e una matita. Le classi sono composte da 50/70 ragazzi.
L’assillo più grande è quello di procurarsi l’acqua che pubblicamente viene erogata a ore solo in poche zone… e allora un via vai di taniche portate dai ragazzi per la sete di tutti, a turni di due per equilibrare il peso (vedi foto). Senza acqua non si vive! Per questo l’essere riusciti, durante questa nostra visita, a portare l’acqua potabile a scuola è stato senz’altro un passo avanti importante!
Alle 13 tutti sono a casa. Qualcuno ritorna nel pomeriggio perché c’è un po’ di vita nell’Oratorio dei Salesiani.
Così ogni giorno della settimana.

La domenica si vive uno straordinario incontro per la celebrazione della S. Messa. Forse più di un migliaio di persone, vestite a festa con i costumi tradizionali, si ritrovano in una grande sala-chiesa e qui l’Eucaristia, vissuta con particolare partecipazione ma anche con grande raccoglimento, trova un simpatico contorno di canti e di balletti che, per due ore e mezza, coinvolge tutti; due ore e mezza… e nessuno guarda l’orologio, nessuno mostra impazienza, tutti vivono il proprio ruolo, da ministranti ai cantori, etc.

Quello che ti resta nel cuore in questo mondo è il via vai di tante persone, il sorriso accattivante di tutti i bambini – mai visto nessuno piangere –, la compostezza nei momenti di vita comune, il rispetto soprattutto nei confronti dei piccoli, la condivisione di quel poco che c’è e la calma assoluta con cui si interpretano tutti i momenti della vita. Qualcuno mi ha fatto notare che noi europei abbiamo l’orologio, loro (africani) hanno il tempo! Per questo sanno apprezzare più di noi la vita, il tempo, le relazioni: in mezzo a loro si sta veramente bene e… non c’è luce, non c’è acqua, a volte non c’è proprio niente da mangiare!

Ho passato i miei giorni in Congo nella Comunità salesiana di Jean Marie: persone stupende che sanno pregare e lavorare in maniera veramente grande, dove importante è mettersi a servizio gli uni degli altri con spirito di fraternità e di condivisione; magari Renato ed io siamo stati accolti come ospiti d’onore, ma lo spirito di Famiglia coinvolgeva il nostro stare insieme. In poco tempo il nostro rapporto è diventato così profondo da lasciarci con tanta nostalgia. Ci siamo promessi (e lo faremo) di tenere i contatti con la posta elettronica (quando da loro arriverà la corrente!).

Don Mario Fabbro






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