Esperienze

29 Dic 2020


Libertà… in-dipendenza… buonsenso!

“La libertà e la vita appartengono a quelli che le conquistano ogni giorno” (Johann Wolfgang Von Goethe)

Una delle massime aspirazioni del genere umano, da sempre, è la libertà, per tutta la vita cerchiamo quella sensazione incredibile di leggerezza, desideriamo non avere vincoli, vorremmo poter fare ciò che ci piace quando vogliamo senza dipendere da niente e da nessuno. 

Alla luce di ciò, noi ragazzi del Clan Sorgente appartenenti al gruppo scout Susegana 1, sin dall’inizio di quest’anno ci siamo chiesti come mai esistono le dipendenze, e soprattutto come le persone entrano in contatto e cadono nella trappola di sostanze come alcool e cannabis.

Dipendenza, secondo l’enciclopedia Treccani è la terribile condizione di chi dipende da. Di chi, non può fare psichicamente o fisicamente a meno di.

Ci siamo resi conto che il consumo tra i giovani e non è davvero preoccupante. Attraverso uno sguardo attento abbiamo potuto constatare che il nostro territorio è a rischio: sono molti i coetanei che purtroppo si avvicinano alle sostanze che alterano la percezione della realtà. Il primo approccio può essere avvenuto per curiosità o perché magari un amico ci ha passato quella famosa “canna” o quel bicchiere di troppo che ha poi portato a gesti magari estremi e sconsiderati, come mettersi alla guida da ubriachi o sotto l’effetto di cannabis.

Cominciando con i dati dell’alcol, le statistiche nazionali indicano che gli uomini ne fanno maggiormente uso rispetto alle donne e che la fascia di età in cui esso è più assunto è dai 18-24 anni. Nonostante quello che si possa pensare, il livello di istruzione e la condizione economica non fanno variare le statistiche. Tra i bevitori di 18-69 anni che hanno guidato l’auto/moto negli ultimi 12 mesi, il 9% dichiara di aver guidato sotto l’effetto dell’alcol.

Passando poi ai dati della Cannabis, nonostante il consumo di droghe leggere sia illegale per lo Stato italiano, 4 milioni di italiani ne hanno fatto uso, più o meno abitualmente, nell’ultimo anno: i consumatori di cannabis in Italia sono circa il 10% della popolazione con età compresa tra i 15 e i 64 anni, e se questa venisse legalizzata lo stato potrebbe incassare circa 8,5 miliardi di euro. In italia la soglia massima di detenzione per uso personale è di 5 grammi, oltre è spaccio.

In entrambi i casi i giovani risultano essere una buona fetta dei consumatori, con tutte le conseguenze derivanti che conosciamo.

Riportiamo ora i risultati del sondaggio preparato da noi scout, effettuato prevalentemente su giovani.

La maggior parte degli aderenti al sondaggio fa uso di alcol saltuariamente e in compagnia, e i primi approcci con l’alcol sono avvenuti per curiosità personale piuttosto che per seguire la moda. Quasi la metà dei partecipanti è al corrente che le donne reggono meno l'alcol rispetto ai giovani sotto i 25 anni. Quasi tutti sostengono che bevendo alcolici provano rilassamento e felicità.

Passando alla Cannabis, quasi un terzo dei partecipanti ha fatto uso di questa o dei suoi derivati e una piccola parte ne fa uso saltuariamente, spesso con gli amici. Pochi conoscono invece il cannabidiolo (CBD), un metabolita della Cannabis sativa, che ha effetti rilassanti, anticonvulsivanti, antiossidanti e antinfiammatori, è la seconda sostanza più abbondante nella Cannabis, dopo il THC, e proprio grazie al suo potenziale terapeutico viene utilizzato per il trattamento di diverse problematiche (“Cannabis terapeutica”). La metà degli intervistati ha affermato correttamente che il livello di THC con cui la Cannabis è considerata legale è inferiore allo 0,5%. Due terzi degli intervistati conosce la differenza tra THC e CBD, cioè che il primo è uno psicoattivo mentre il secondo no, ed è ad uso terapeutico, e i tre quarti sostengono che la Cannabis non sia mortale.

Elaborando questo materiale ci siamo fatti un’idea della situazione: alcol e cannabis sono facili da reperire e al contempo c’è poca informazione sui loro effetti e sulle loro generalità.

La nostra opinione, come clan, è che sia meglio informarsi ed evitare di cadere in una dipendenza che potrebbe farci sprecare la vita, essere responsabili con ciò che si assume e bilanciare la libertà con il buonsenso. Ci possono essere molti altri tipi di svago più sani e produttivi come lo scoutismo, l’AC, lo sport...

Un intoppo che sorge spesso è il tabù e la vergogna nei confronti di questi argomenti: bisogna denunciare il problema delle dipendenze, aiutare chi ne è vittima e sensibilizzare, perché prevenire è meglio che curare. Le relazioni vere, sane e vissute non hanno bisogno dell’assunzione di sostanze.

Indagine e riflessione condotta dal gruppo scout Susegana 1 - Clan Sorgente.






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