Esperienze

05 Mar 2018


MI PUOI OSPITARE?

Un'esperienza di solidarietà e di amore...

Mi puoi ospitare? È la frase pronunciata da una bambina bionda con gli occhi azzurri, raffigurata in un volantino che abbiamo raccolto due anni fa alla Festa delle Associazioni di Conegliano.

Giorno dopo giorno abbiamo riflettuto su cosa è stato il disastro di Chernobyl per le popolazioni che tutt’ora occupano questi territori. Un aspetto in particolare ci ha colpiti, ed è quello che un mese di permanenza in zone salubri fa dimezzare il rischio di contrarre gravi malattie.

Siamo una coppia di 31 anni e siamo felici di avere questo spazio per poter raccontare la nostra esperienza, vissuta lo scorso agosto, ospitando due bambini bielorussi di 8 e 9 anni. È stata un’esperienza che ci ha dato tanto, sensibilizzandoci su molti aspetti e offrendo diversi spunti su cui riflettere. Il primo è sicuramente in aeroporto, nella trepidante attesa del loro arrivo, quando si pensava allo stato d’animo che poteva accompagnare i bambini, condotti a 2000km da casa senza conoscere una parola di italiano e senza sapere dove, e con chi, avrebbero trascorso il mese di permanenza in Italia.

Non nascondiamo che, inizialmente, non è stato tutto facile ed è passato qualche giorno prima di instaurare un vero rapporto, ostacolato anche dalla lingua. La nostalgia di casa ha occupato qualche momento dei loro primi giorni ma ogni piccola situazione contribuiva a creare una confidenza via via crescente. Sono state le piccole cose a sciogliere il ghiaccio e a creare il feeling. Ricordiamo quando abbiamo ripetuto insieme alcune parole in russo, quando li abbiamo coinvolti nella preparazione di una torta, o la sera, quando gli si dava la buonanotte ripercorrendo la giornata appena trascorsa.

Nella quotidianità ci ha sorpreso la loro gratitudine verso di noi; dai primi abbracci all’aiuto che offrono in casa nelle varie situazioni, fino ai ringraziamenti prima di alzarsi da tavola. Non ultima la capacità di accontentarsi, privo di insistenze o capricci. Non sono bambini provenienti da famiglie abbienti e sono felici con quello che gli possiamo offrire, consapevoli della fortunata situazione in cui si trovano.

Il momento più triste è sicuramente quello dei saluti prima del loro rientro. Si rivivono tutti i momenti passati insieme e pur essendo felici per loro, che stanno tornando ai loro affetti, ci si rende conto che mancheranno in casa, ma solo fino all’anno successivo.

È stato un mese che ha lasciato il segno, sia come esperienza che come consapevolezza di aver dato la possibilità a dei bambini di allontanare il rischio di malattie che segnerebbe la loro esistenza e quella delle loro famiglie.

Nicholas e Thaira






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok