NICOLÒ GOVONI E IL SUO SOGNO DI MIGLIORARE IL MONDO

Dalla copertina del nostro ultimo numero cartaceo, riportiamo online la straordinaria esperienza di un ragazzo che sta dedicando la sua vita ai bambini sfortunati e si batte per la giustizia sociale.

Venticinque anni, un viso pulito, un sorriso smagliante e disarmante, due occhi vispi e sereni, un paio di jeans e una maglietta. Questo è Nicolò Govoni. È difficile scegliere da dove cominciare a raccontare di lui. Soprattutto è difficile scegliere cosa raccontare di lui perché, dietro al suo aspetto da bravo ragazzo della porta accanto, si nascondono una fiamma ardente e una determinazione fuori dal comune.

Nicolò nasce a Cremona nel 1993, “figlio di uno sbaglio e di un grande amore”, come lui stesso si descrive, e viene cresciuto dai nonni che gli insegnano la compassione e a mangiare la frutta. Durante l’adolescenza vive un periodo buio della propria vita: fallimenti scolastici, forti contrasti con la famiglia, problemi con le autorità. Nicolò si sente smarrito, vuoto e vecchio. Dopo anni in cui i giorni scorrono uguali gli uni agli altri, anonimi, senza lasciare un segno da poter - un domani - custodire come un ricordo prezioso, Nicolò decide di partire per l’India per dedicarsi al volontariato.

L’orfanotrofio nel quale si mette al servizio dei bambini che vi abitano rappresenta il punto di svolta: Nicolò inizia a risollevarsi. Quei piccoli esseri viventi sono come un’abbondante pioggia per un albero che ha vissuto per troppo tempo in siccità. Dopo l’estate trascorsa in India, Nicolò torna in Italia e raccoglie fondi per la costruzione di un dormitorio in quello che ormai considera il suo orfanotrofio. Subito capisce che il suo posto non è più qui, in Italia, ma lì tra i suoi bambini. Così sale di nuovo sull’aereo che lo riporta in India. È finalmente felice e vivo. In India si iscrive anche all’università e studia giornalismo; contemporaneamente insegna ai bambini sfortunati e nel 2014 costituisce la sua prima Onlus per salvare il suo orfanotrofio che rischia la chiusura a causa di alcune nuove norme governative. Inoltre inizia a collaborare con alcune testare giornalistiche (BBC, South China Morning Post e Metropolis Japan) e nel 2015 pubblica il suo primo libro, “Uno”, che racconta la storia dei piccoli abitanti dell’orfanotrofio. Grazie agli incassi delle vendite, Nicolò riesce ad offrire un futuro ai bambini e ai ragazzi dell’orfanotrofio, un futuro che si chiama iscrizione alla scuola e all’università. I fondi, però, iniziano presto a scarseggiare. Allora Nicolò scrive un nuovo libro, “Bianco come Dio” e lo autopubblica. In poco tempo diventa un caso editoriale e, grazie a ciò, il suo orfanotrofio naviga in acque tranquille. Così, dopo essersi laureato in giornalismo e aver trascorso quattro anni in India, Nicolò parte e nel settembre del 2017 giunge a Samos, in Grecia, passando per la Palestina.

Nell’isola di Samos inizia a lavorare in un campo profughi, occupandosi dei bambini rifugiati provenienti da Siria, Afghanistan, Iraq, Palestina, Kurdistan, Iran, Algeria e Congo. Qui viene a contatto con situazioni drammatiche ed estreme: le famiglie dormono nella sporcizia, tra i topi; manca cibo, alcuni bambini subiscono abusi domestici e tentano il suicidio; c’è un bagno ogni settanta persone, non c’è elettricità e molto altro. Nicolò inizia a battersi, e scontrarsi, con le autorità del luogo per assicurare e difendere i diritti dei bambini ospitati nel campo profughi. Pochi mesi dopo il suo arrivo a Samos, il ragazzo riceve l’offerta di una borsa di studio per un Master in giornalismo presso la State University di New York. È il sogno della sua vita, ma non può lasciare Samos e i suoi bambini, non ora. Così rinuncia alla borsa di studio e rimane sull’isola per continuare a lavorare al suo progetto: creare un programma educativo per i bambini rifugiati a Samos, attraverso la costruzione di una vera e propria scuola.

Nonostante abbia lasciato l’India da mesi, Nicolò non si dimentica dei bambini del suo orfanotrofio. Così, nella primavera del 2018 fonda Still I Rise, il cui nome è ispirato dalla poesia di Maya Angelou “Mi Alzo Ancora”. Si tratta di una Onlus che raccoglie fondi che vengono utilizzati sia in India, per costruire dormitori e muri di protezione nell’orfanotrofio, per mandare a scuola e all’università i bambini, per dar vita a programmi alimentari, sia a Samos, per creare programmi educativi e sanitari per bambini rifugiati, per rinnovare la loro classe e per iniziare una squadra di basket nel campo profughi.

In Grecia le difficoltà non mancano, ma Nicolò ha due grandi talenti dalla sua parte: una determinazione che non conosce ostacoli e la capacità di arrivare diritto al cuore delle persone. Infatti, grazie ai social, e in particolare grazie alla sua pagina Facebook, dove condivide, attraverso foto e racconti, frammenti della sua vita a servizio dei bambini di Samos, sempre più persone iniziano a seguirlo virtualmente. Oggi sono oltre 250 mila. Molte di queste iniziano anche a fare delle donazioni in denaro o in strumenti e materiale necessari per la scuola. Senza grandi finanziamenti o grosse organizzazioni alle spalle, ma grazie al suo lavoro e alla gente comune che lo ha seguito e sostenuto per mesi, finalmente il 6 agosto 2018 Nicolò può aprire la scuola. Il suo nome è Mazí che in greco significa “insieme”. Nicolò è raggiante di gioia. Sa che Mazí significa tantissimo per i bambini del campo profughi. Infatti non è solamente una scuola: è un luogo sicuro e accogliente, è un luogo dove i bambini possono trovare rifugio ed affetto, è un luogo dove i bambini possono cibarsi e giocare. Questo lo carica di energia, serenità ed ottimismo.

Le soddisfazioni per Nicolò non finiscono qui. Infatti, ad ottobre 2018, il suo libro “Bianco come Dio” viene pubblicato dalla casa editrice Rizzoli e in pochissimi giorni sale in vetta alla classifica dei libri più venduti. All’inizio di quest’anno, inoltre, il ragazzo riceve il Premio Campione d’Italia o Oscar della Bontà. Promosso dai City Angels e patrocinato dal Comune di Milano, il Premio è conferito agli italiani che si sono distinti per il loro servizio alla comunità e l’esempio positivo ogni anno. La selezione è fatta dalle più grandi testate giornalistiche italiane, che premiano 11 esempi di civiltà, legalità e altruismo. Nicolò Govoni è Campione per l’Integrazione. «Mi sento onorato di ricevere il Premio insieme a persone ben più grandi di me quali Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, Claudia Ceniti, che aiuta i profughi in Turchia, e padre Maurizio Annoni, che lotta contro la povertà in strada – scrive Nicolò su Facebook – Il riconoscimento mi colma di gioia e voglia di continuare a fare del bene e battermi per la giustizia».

Nicolò continua a rimanere il ragazzo di sempre che dedica tutto se stesso ai bambini sfortunati con l’obiettivo finale di migliorare il Mondo. Impossibile? Assolutamente no, basta poco. Come direbbe Nicolò “una persona alla volta, un sorriso alla volta. È così che si cambia il mondo”.

Da giugno 2019, con il libro “Se fosse tuo figlio”, Nicolò Govoni sta affrontando una nuova impegnativa sfida: porre la questione dei diritti umani nei campi profughi sul tavolo del Parlamento Europeo. A pochi giorni dalla pubblicazione, il libro si è subito collocato nella top-ten dei libri più venduti a livello nazionale. Nicolò in queste pagine racconta la storia - vera - del suo incontro con Hammudi, bambino siriano dal sorriso irresistibile, nell’inferno del campo profughi di Samos; una vicenda che parla di speranza, di superamento delle barriere, di amore per il prossimo più forte di ogni ostacolo… e che, con l’aiuto di tutti, vorrebbe imprimere un cambiamento nel sistema immigrazione.

 
Per seguire Nicolò Govoni:
 
Per fare una donazione a favore di Still I Rise:
IBAN: IT72W0303240110010000024523
 





ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok