Esperienze

26 Nov 2021


Non si può rimanere indifferenti!

Goma 2020: considerazioni finali. Dall’inaugurazione della scuola Amani è passato più di un anno, e la solidarietà di Amici del Mondo non si ferma!

Riprendo dal “sani e salvi” pronunciato nell’ultima parte del diario per riallacciarmi all’assurda morte dell’ambasciatore italiano evidenziata nella prima parte del racconto. Fino a che non capita qualche cosa di irreparabile, non ti rendi mai conto di quali rischi, senza saperlo, hai corso anche tu, durante i viaggi in Congo. Magari il “fato”, ha disposto che, in un certo luogo o in una certa situazione, io mi trovassi a passare qualche tempo prima dell’imminente pericolo e, col senno di poi, ripercorrendo con la mente certi luoghi visitati lontano da Goma e che avevo considerato magnifici, un’ora dopo potrebbero essermi stati fatali. Dall’inaugurazione della scuola Amani è ormai passato più di un anno, un periodo difficile per tutti a causa di questo virus che ha causato milioni di morti nel mondo e ci ha costretti tra le mura di casa per evitare il contagio. Nel frattempo le due aule promesse, con un notevole sforzo economico da parte dell’associazione erano giunte a compimento. Al momento, ci sono 800 ragazzi frequentanti la scuola Amani, un grande traguardo raggiunto con l’aiuto di tutti. Il cordone ombelicale che mi lega a questa nazione africana non è stato ancora reciso. Quotidianamente intrattengo continue relazioni telefoniche o via a-mail con insegnanti, amici e studenti di Goma ed Uvira. Con fratello jean marie ci interfacciamo di continuo, soprattutto per dare un piccolo aiuto economico a giovani universitari volonterosi. Anche la vita dell’Associazione AMICI DEL MONDO ha avuto un brusco rallentamento a causa dell’impossibilità di raggruppare fondi con manifestazioni a tema. Attualmente, raccogliendo le ultime donazioni ricevute, siamo riusciti a costruire un pozzo per l’acqua potabile in un piccolo villaggio del Burkina Faso. Abbiamo ridato vita ad un agglomerato di famiglie le cui donne, ogni giorno, dovevano percorrere parecchi chilometri per attingere i loro recipienti in pozze dal liquido fangoso e malsano.

In uno dei miei ultimi diari avevo incluso, arbitrariamente nei sette peccati capitali l’ipocrisia, descritta come finzione, doppiezza, simulazione. Mi accorgo però di avere dimenticato un atteggiamento del genere umano ancora più odioso e moderno, il peccato più grande del ventunesimo secolo e cioè l’indifferenza. Martin Luther King diceva: ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi, ma l’indifferenza dei buoni; l’indifferenza è più colpevole della violenza stessa, è l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte. Ed è quello che facciamo noi, che abbiamo tutto, verso coloro che non hanno niente, quelli che hanno urgente bisogno della nostra solidarietà. La persona solidale dona una parte di ciò che ha, senza un proprio tornaconto, solamente con lo scopo di aiutare il suo prossimo. Non si può rimanere indifferenti alla solidarietà. Quest’ultima oggi e scomparsa quasi del tutto perché l’apparire ha subordinato l’essere. Non vogliamo renderci conto di essere coinvolti tutti da un comune destino, quello di creature fragili e vulnerabili nella salute, nella sorte e nei nostri legami personali. Non restiamo quindi insensibili davanti a questo meraviglioso tipo di generosità umana che prende il nome di: SOLIDARIETÀ.

Renato Da Ros,
presidente Amici del Mondo -
Mareno di Piave (Treviso) 
 
“I briganti della strada
hanno di solito come segreti alleati
coloro che passano
guardando dall’altra parte”

(Papa Francesco)


 


 

 






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