Esperienze

29 Dic 2016


Oltre ai numeri, sempre tanto amore

Da "La Nostra Famiglia"... la storia di Carla e Giovanni e della piccola “Chiara”

La storia de “La Nostra Famiglia” è stata, fin dalle origini, una storia di incontri. Di incontri che, se accolti, cambiano la vita, e la cambiamo per sempre”. Lo aveva annunciato Gigliola Casati in apertura della conferenza stampa di mercoledì 14 dicembre. Lo hanno testimoniato in chiusura Carla e Giovanni, raccontando la loro esperienza.

Per Carla e Giovanni, residenti nell’hinterland coneglianese, “La Nostra Famiglia” è un posto «un po’ magico». Si sono conosciuti lì, quasi vent’anni fa, mentre erano l’una volontaria e l’altro obiettore di coscienza. Avevano in comune una passione grande per quei bambini speciali ospiti della struttura e per il carisma dell’opera fondata nel 1946 dal beato Luigi Monza. Si sono innamorati, poi sposati, restando come operatori nella grande famiglia retta dalle Piccole Apostole della Carità.

«Lavoravamo all’interno del servizio residenziale, un tempo chiamato le Casette - racconta Carla -, una realtà in cui gli educatori operano con i piccoli ospiti in un clima familiare, empatico, che si crea mettendo sempre al centro il bambino (e non la patologia) e aggiungendo alla professionalità la propria umanità. In questo contesto abbiamo conosciuto “Chiara” (il nome è di fantasia, ndr), arrivata nella struttura a 11 mesi per un incidente che le aveva provocato una grave disabilità motoria con la paralisi completa degli arti inferiori e parziale dei superiori. Era una bimba dolcissima, che aveva bisogno di cure speciali…».

La piccola Chiara aveva bisogno di affetto, di una famiglia che si prendesse cura di lei; Carla e Giovanni erano giovanissimi, appena sposati, ancora senza figli. Non hanno tentennato quando Gigliola Casati, la direttrice, ha chiesto loro di prendere in affido la piccola, supportati da un progetto educativo implementato e monitorato dall’Ente. Un progetto portato avanti insieme alla famiglia d’origine di Chiara. Dal nido che l’aveva accolta con tanto amore, tuttavia, Chiara non se ne sarebbe più andata e, nel tempo, sarebbe diventata la sorella maggiore di altri tre fratelli. Quando infatti i Servizi si accorsero che la famiglia di origine non ce l’avrebbe fatta a reintegrare la piccola, dichiararono la bambina adottabile e Carla e Giovanni si trovarono di fronte ad un’altra decisione di quelle che cambiano l’esistenza. Anche questa volta dissero di sì a una sfida d’amore così grande che la vita metteva loro davanti. E dal 2008 Chiara è diventata figlia loro.   

«La Nostra Famiglia ci ha sostenuto dal punto di vista organizzativo e questa esperienza è stata un successo. Noi siamo felicissimi che Chiara sia la nostra prima figlia - aggiunge Carla -. È una ragazzina splendida che ha saputo fare dei suoi limiti delle risorse per sé e per gli altri; fa tanto sport, studia con profitto, è serena».

Un bell’esempio di accoglienza nella diversità, che si fa opportunità se si vuole coglierla… Dietro qualsiasi limite, c’è una ricchezza, un’opportunità da cogliere! L’importante è mettere al centro la persona, conservare la capacità di mettersi in relazione, acquisire professionalità senza perdere l’umanità. E questa è la vera sfida per il futuro.






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