Quali le potenzialità e quali i rischi del mondo digitale odierno?

Dal Movimento Etico Digitale - Social Media Warning la fotografia della situazione attuale del mondo digitale rispetto ai giovanissimi.

Quali le potenzialità e quali i rischi del mondo digitale odierno? Movimento Etico Digitale - Social Media Warning ha condotto un’indagine in merito, attraverso un questionario somministrato dagli oltre 100 formatori durante gli interventi, realizzati nel 2018 in scuole medie e superiori di tutta Italia, a circa 10mila ragazzi di età compresa tra i 12 e 16 anni. La realtà, su base volontaria, è capitanata dal fondatore Davide Dal Maso, giovane social media coach, già annoverato da Forbes tra le personalità sotto ai 30 anni più influenti d’Italia.

I risultati di questo osservatorio sull’educazione digitale hanno rilevato che, ad esempio, il 92% dei ragazzi intervistati quando è connesso alla rete è da solo (81%) o in compagnia di amici (11%). Solo l’8% naviga in rete seguito dai genitori. Il web diventa quindi una sorta di baby sitter digitale, dato che il numero di genitori disposti ad affiancare i figli durante la navigazione è ancora troppo basso. «Questo si spiega con il fatto che – afferma Davide Dal Maso – ignorando nella maggior parte dei casi i social utilizzati dai loro figli, i genitori se ne chiamano fuori. Oppure per comodità li lasciano ore ed ore davanti a Youtube o Twitch. Che i ragazzi vogliano essere liberi di navigare in solitaria è normale, un po’ meno lo è che al 92% di loro sia consentito farlo. Voi lascereste da soli per strada in una città sconosciuta ragazzini dai 12 ai 16 anni?».

Emerge, urgente, anche la questione dei controlli, ben il 52,4% dei ragazzi dichiara di non avere forme di limitazione, se non, tra le poche regole, quella quantitativa di “non usare più di 1 giga al giorno”, come se la reale preoccupazione della famiglia fosse più economica che legata ai veri rischi del web. Altro dato meritevole di attenzione è quello relativo alla connessione notturna: ben il 41,1% dei ragazzi intervistati (4 su 10) è connesso alla rete anche dopo le 23. Afferma a tal proposito Dal Maso: «Il dato si commenta da sé. Dove sono i genitori? Quale filtro adotta la famiglia per evitare che un utilizzo prolungato dei dispositivi digitali si trasformi in dipendenza o ancora peggio in hikikomori (ndr: sindrome da isolamento)? Tantissimi ragazzi che abbiamo approcciato sono connessi per oltre 4 ore al giorno e fino a notte fonda giocano a Fortnite o guardano stories su Instagram. Ma la mattina dopo a scuola non ci vanno?».

Il dato confortante è che i ragazzi si dichiarano abbastanza prudenti: il 43% di loro interagisce, attraverso i propri profili social, con persone che conosce anche nel “mondo reale”; il 22% “anche con sconosciuti”, il 19% “anche con sconosciuti ma con followers in comune”. Solo 16 ragazzi su 100 non hanno alcun account social. Conclude così Davide Dal Maso: «Fortunatamente, nei ragazzi che abbiamo sentito, c'è una buona propensione a tenere il proprio profilo chiuso, a non esporsi tanto con chi non conoscono e comunicare piuttosto in modo assiduo con i loro coetanei. Questo si può notare anche dal fatto che i giovani pubblicano sempre più stories, ovvero contenuti della durata di 24 ore con cui raccontare ogni lato della loro quotidianità».

Certo, il problema permane nell’interfacciarsi con sconosciuti, magari malintenzionati. In tal caso, almeno sapere a chi rivolgersi e poter contare sulla presenza e l’ascolto attivo di un adulto fidato, può rivelarsi salvifico.






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok