Esperienze

27 Dic 2019


Quando il grande si nasconde nella quotidianità

Brevissime storie di persone comuni, dalla A alla Z.

Dicembre, fine anno. È tempo di bilanci, di buoni propositi, di liste, di classifiche, di nomine. Le grosse testate giornalistiche o organizzazioni internazionali designano la persona dell’anno, l’imprenditore dell’anno, lo sportivo e la sportiva dell’anno, la startup dell’anno e via dicendo. Leggendo le storie dei vari vincitori o di coloro che erano in lista, si sprigionano in me due sensazioni contrastanti. Da un lato ammirazione e stupore per quanto ognuno di loro, nel loro ambito di competenza, è riuscito a ottenere. Dall’altro lato, sgomento e frustrazione pensando a quanto distante sia la mia vita rispetto alla loro: «Io non riuscirò mai a completare una piccola percentuale di quanto hanno fatto loro; quindi è inutile anche solo provarci. Sono persone che vivono su un altro pianeta, sono persone che non si incontrano nella vita di tutti i giorni». Non è così. Basta fermarsi per pochi istanti e iniziare a ricordare… subito ci si rende conto di quante persone a noi vicine compiono gesti, hanno qualità o raggiungono obiettivi simili a quelli che troviamo anche nella vite e nelle storie di personaggi di fama internazionale. Nel loro piccolo, queste persone comuni lasciano il segno.

Dunque perché, per una volta, non proviamo a concentraci sulle persone che abbiamo incontrato nella nostra vita e che hanno lasciato il segno? Qui vi propongo la mia personale lista delle persone che ho incontrato e che, per quanto mi riguarda, hanno lasciato (o continuano a lasciare) il segno. Dalla A alla Z, una persona per ogni lettera dell’alfabeto, o quasi.

Andrea perché mi ha spedito una lettera, vera, scritta a mano, imbustata e francobollata.

Barista dove solitamente vado a fare colazione, perché, quando entri, vieni travolta da un’atmosfera positiva e gioiosa; così il tuo cappuccino e la tua brioches diventano ancora più gustosi.

Cane [n.d.r. è il soprannome] perché la sua mente non si ferma mai e perché trova sempre il tempo di aiutare, sostenere e spronare gli amici.

Davide perché ha partecipato, concludendola, alla Capri-Napoli: 36 Km, a nuoto, in mare.

Elisabetta perché è la collega che vorrei sempre trovare al mio fianco nel mondo del lavoro.

Fabio perché è stato l’unico capo che io abbia realmente avuto; ha saputo trasmettermi conoscenza, farmi crescere, strigliarmi, costringermi a ragionare, formarmi.

Giovanni perché è come Wikipedia: conosce la risposta a qualsiasi domanda, o quasi.

Ho dimenticato e dimenticherò sicuramente qualcuno perché le persone che lasciano il segno sono molte.

Insegnate di Lettere di una scuola di Conegliano, perché è prima di tutto una professoressa per vocazione e, solo dopo, per professione.

Joanne perché ha una forza e una determinazione che invidio e perché non si piange addosso.

Ketty che impiega parte del suo tempo libero e molte delle sue energie per un progetto di volontariato.

L’impiegata comunale perché anche quando sono arrivata allo sportello in orario di chiusura, non mi ha cacciata, ma ha ascoltato la mia richiesta.

Matilde perché, nonostante abbia solo due anni, riesce a trovare ogni giorno almeno un motivo per cui ridere di gusto.

Nicoletta perché ha un grande spessore culturale.

Ogni sconosciuto che incontri sulla tua strada e ti saluta o ti offre il suo aiuto vedendoti in difficoltà.

Paolo perché ha reale cura e attenzione per i propri clienti, è un professionista ineccepibile.

Quelle persone che hanno una passione e la coltivano con costanza e impegno, diventando dei veri esperti in quel campo.

Riccardo perché il suo sguardo non lascia minimamente trapelare i limiti con cui deve quotidianamente convivere.

Sara perché è di una dolcezza e delicatezza rare da incontrare: non sfociano mai in stucchevolezza o debolezza e perché dà anche quando non è richiesto.

Tatiana perché è sempre rimasta fedele al suo Io.

U.s.a. non è la persona, ma il posto in cui è andata; lei è Ambra, che, con i suoi 19 anni, ha deciso di provarci e di andare lontano per un anno.

Vanessa perché ha avuto il coraggio di lasciare una strada sicura per una strada piena di punti interrogativi.

Willy perché ha una fame insaziabile di conoscenza.

Xdet, Tedx scritto al contrario; la persona è Andrea, la mente e il coordinatore del Tedx Castelfranco Veneto.

Yes perché può dire qualsiasi cosa, anche solamente , e tutti pendono dalle sue labbra; lui è Filippo, carisma e arte dell’intrattenimento.

Zia Emilia perché circa 40 anni fa ha fatto scelte che non erano comuni per una donna di allora, in un piccolo paese di provincia, senza farsi influenzare dai giudizi delle persone e di parte della sua stessa famiglia.

Ora tocca a voi, qual è il vostro personale alfabeto?






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