Real De Catorce: una perla messicana

Respirare l’essenza della cultura locale autentica...
Mi trovavo a Città del Messico, quando decisi di andare verso nord, alla scoperta di luoghi meno turistici. Quei luoghi in cui si può trovare la vera essenza della cultura locale.
Partii quindi in direzione Real de Catorce.
Real de Catorce è un piccolo paese di altura, a 2700 m sul livello del mare. Vi abitano poco più di 1300 persone e il clima è caldo di giorno, mentre di notte le temperature si abbassano notevolmente.
L’unica via per accedervi è una galleria scavata nella montagna, il Tunnel de Ogarrio, lungo circa 2km. Non ci sono luci all’interno e le pareti sono piene di sporgenze: un’esperienza unica passarci con il piccolo autobus su cui mi trovavo.
Tutto fatto di pietra, questo paesino ha un piccolo centro dove si trova la Plaza des Armas (presente in molte città messicane, è la piazza maggiore), e intorno ci sono molti abarrotes (simili alle nostre drogherie) e mercatini. Le persone vivono in case umili, alcune delle quali da loro stessi costruite. Hanno molto tempo libero e sembrano davvero sereni, tranquilli.
A nord, appena fuori dal paese, ci sono diverse tenute di cavalli, e ancora più a nord, un campo sportivo. Ci sono capitata una sera, passeggiando al crepuscolo. Tutta la gioventù di Real de Catorce era riunita lì: ragazzi che giocavano a pallavolo, altri più piccoli intenti a cercare di vincere una partita di calcetto. Osservarli è stata un’esperienza emozionante: aggregazione, gioco, comunità, spirito, felicità.
Quella stessa sera ho conosciuto un caballero, un locale che offre ai turisti passeggiate con i suoi cavalli. Non avevo mai cavalcato, quindi decisi che era giunta l’occasione di provare: la mattina dopo, montata a cavallo, partii col caballero per andare sulle montagne, a oltre 3000 metri, per vedere il Pueblo Fantasma, un’antica roccaforte spagnola di miniere.
A Real de Catorce la vita scorre lenta e tutto ha l’aria di un modo di vivere totalmente diverso da quello a cui siamo abituati. Vedere questi ambienti ha rafforzato il perché del mio viaggio: scoprire com’è il mondo fuori dalla mia realtà.





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