Ritorno a Goma. Parte 1.0

In volo – Sosta per guasto – Ricordo degli otto giorni congolesi trascorsi con don Mario Fabbro

L’anno scorso Renato Da Ros, presidente dell’Associazione Amici del Mondo, ci ha raccontato del suo viaggio a Goma (Repubblica Democratica del Congo) dove, con la comunità salesiana locale, sta realizzando il progetto SCUOLA. Periodicamente vi si reca per monitorare gli interventi in corso e valutare possibili ampliamenti. A distanza di tempo, con il racconto del suo ultimo viaggio, ci immergiamo di nuovo nella terra delle mille contraddizioni che è l'Africa e incontriamo il calore della sua gente, povera ma ricca di umanità.

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La penna scrive, guidata da mano sicura; la mente vigile controlla, ma è il cuore che comanda e tutte le emozioni salgono e si amplificano come flutti irrequieti ed irruenti che si infrangono contro la scogliera di quel cuore mutilato che mi riporta a Goma, città della Repubblica Democratica del Congo, per riunirsi alla parte che da tempo ho lasciato in mezzo a quei piccoli angeli di cioccolato che, a breve, rivedrò e riabbraccerò.

Sono in viaggio per l’ennesima volta (la nona) verso l’Africa equatoriale, in volo da Venezia con destinazione Congo, quel grande Paese “ricco” di povera gente piena di coraggio e di umanità. Siamo in quattro: Gianfranco ed io, gli “habituèes”, l’amico Bernardo e mio fratello Ennio alla loro prima esperienza africana. All’aeroporto di Goma ci attende Jean Marie, il salesiano fulcro di tutte le iniziative di Amici del Mondo. Alla comunità di Bosconia ritroveremo tutti gli altri amici: padre Kisito, fratello Honorato e gli aspiranti salesiani Christian e Jeremie.

Come ogni volta, il viaggio è lungo e snervante. Le ore di attesa tra un imbarco e l’altro scorrono lente e noiose. Il velivolo che ci porta ad Addis Abeba non è dei più comodi: poltrone strette e corridoi che sembrano cunicoli. Le gambe si anchilosano, la postura è troppo raccolta, tanto che non riesco a prendere sonno. Prendo il telefonino e cerco di passare il tempo scorrendo e rimirando le ultime foto fatte verso la fine di settembre durante il viaggio in Congo intrapreso con don Mario, il parroco della nostra comunità (Mareno di Piave, TV ndr). Non è stato facile convincerlo: lamentava di avere un’età più vicina alla sedentarietà che ai viaggi. Sotto sotto penso che un po’ curioso lo fosse, infatti, alla fine, si è lasciato convincere, andando incontro, credo, alla più bella avventura di solidarietà vissuta in tanti anni di sacerdozio. Otto giorni incredibili in cui ho conosciuto veramente l’uomo, la sua schiettezza e le sue emozioni, la capacità straordinaria di fare gruppo, la formidabile ironia con cui ci dilettava nei divertenti dopo cena, ma, soprattutto, la sincerità d’animo di un uomo di esperienza capace di tuffarsi nelle emozioni come un bambino e di viverle con grande intensità e spiritualità.

Vi sto fornendo queste notizie mentre sono a bordo del velivolo della compagnia Ethiopian Airlines che da Addis Abeba ci porterà a Goma.  Durante lo scalo tecnico a Bujumbura, capitale del Burundi, all’aereo è capitato un guasto insolito. In pratica, nel controllo generale, prima della ripartenza, il pilota in cabina si è accorto che non funzionavano bene i “flaps” sulle ali, indispensabili per il decollo e per l’atterraggio. Siamo già da tre ore rinchiusi in questo 737 completo di passeggeri, senza alcuna notizia certa di che cosa andrà a succedere nell’immediato. L’aereo è spento e, al suo interno, il caldo è soffocante. La gente è incredula sull’accaduto, ma rassegnata alla fastidiosa attesa. Certo, non è una situazione ideale per il fatto di capitare in un Paese scarso di tecnologia e con un aeroporto fatiscente, impossibilitato a ricevere tutti i passeggeri per un’eventuale sosta notturna. Le ultime notizie parlano di un’ulteriore attesa di 50 minuti, tempo sufficiente per l’arrivo di un tecnico che dovrebbe risolvere il problema. Jean Marie è stato subito avvisato telefonicamente dell’inconveniente subito. Ora non ci resta che armarci di pazienza, sperando in una conclusione della vicenda nel modo più rapido possibile. Questa è l’Africa, terra imprevedibile ed imperscrutabile. All’interno della fusoliera hanno riattivato l’aria condizionata, così posso tranquillamente continuare il mio diario.

Dicevamo di don Mario. Il viaggio con lui è stato davvero fantastico. Spero di essere stato anch’io un buon compagno per lui. Mi ha trasmesso grandissime sensazioni, specie nei momenti più intensi delle “feste” che i parrocchiani di Jean Marie e gli stessi piccoli studenti gli hanno dedicato. La sua abituale “corazza” ha pian piano ceduto nel proseguo delle manifestazioni in suo onore (50 anni di sacerdozio), lasciando allo scoperto la sua vera anima, quella sensibile ed emotiva, fatta di occhi lucidi e di grandi silenzi, di amore sincero verso questa gente che l’ha accolto subito come uno di loro, senza remore né pregiudizi, ma con sincero slancio per aver coinvolto ed acquisito un nuovo fratello. Ed io mi sono trovato completamente avviluppato in queste sue emozioni; le sue lacrime erano le mie lacrime, e la sua gioia diventava la mia gioia. Vivere insieme quegli otto giorni congolesi mi ha fatto scoprire lati del suo carattere che assolutamente non conoscevo e che mi hanno lasciato l’impressione di essere stato un privilegiato nei confronti di tanti parrocchiani che non hanno avuto la mia fortuna. Si è fatto conoscere, amare ed apprezzare anche da tutta la comunità salesiana di cui eravamo ospiti, e la sua figura non sarà certo dimenticata. La felicità con cui la gente lo ha festeggiato, i regali che gli hanno consegnato durante le cerimonie - il quadro intagliato con foto, la veste bianca ricamata, la capra portata in diretta durante la Messa… il tutto condito da una gioia incredibile nel “donare” - lo hanno profondamente segnato. Non importa quello che si dona al proprio prossimo, conta il sentimento che si esprime nel donare anche quel poco che si ha. Questo è quello che il nostro parroco ha subito recepito e fatto suo, rinchiudendolo in una parte speciale del proprio cuore.

Renato Da Ros

Continua…






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