Ritorno a Goma. Parte 3

Distribuzione di regali inaspettati: la cancelleria – Apprendisti pittori – Pianificazione dei lavori

La distribuzione classe per classe ed allievo per allievo della cancelleria portata dall’Italia occupa quasi tutta la mattinata.

Una matita, un pennarello e due colori a testa sono per loro un tesoro inestimabile. Tengono gli occhi sgranati e le manine strette strette attorno a questi redali inaspettati. Il “mercì”, guidato all’unisono dall’insegnante, è forte e sincero, ma gli sguardi acuti e penetranti e i sorrisi spontanei di profonda e genuina felicità fanno più rumore dentro il cuore, ti sconquassano l’anima e ti inumidiscono gli occhi.
Quanti anni ho perso in futili superficialità, inconsapevole che la vera gioia e la completa spiritualità l’avrei trovata in un mondo geograficamente conosciuto ma che mai avrei immaginato di vivere nella sua così coinvolgente quotidianità.

Il pomeriggio trascorre veloce con l’impegno della pittura. Bernardo è un artista nel miscelare i colori, Ennio e Gianfranco sono esperti nella pulizia delle aule, nello spostamento dei pesanti manchi di legno e nel controllo del lavoro dei cinque amici apprendisti. Io, nel frattempo, incontro Olivier, l’insegnante incaricato dei lavori della scuola. È strafelice di rivedermi: mi abbraccia con grande trasporto e mi sussurra “bon jour papà” (non nel senso di padre ma di grande amico più anziano). Il suo genuino sorriso mi fa pensare ad una bocca con una cinquantina di denti tanto è il bianco che fuoriesce dalle sue labbra brune. Dopo i convenevoli di rito, entro subito, con un francese imperfetto ma efficace, nel merito del lavoro che ci aspettiamo da lui in questi giorni di permanenza e per il futuro prossimo. La costruzione di un piccolo lavabo sotto i rubinetti dell’acqua potabile installati dopo la visita di settembre è ora l’impegno prioritario. Questo servirà alla raccolta del liquido versato in eccesso che verrà così convogliato, tramite un contenitore mobile, verso le toilettes per la loro pulizia quotidiana. Il secondo impegno consiste nella costruzione, in luogo defilato, di un contenitore in cemento per la raccolta dei rifiuti solidi. Il tutto servirà a migliorare -con la pulizia sistematica delle aule - il vivere comune, per un senso di rispetto della libertà di ciascun frequentante la scuola, sia esso allievo o insegnante. Olivier mi ascolta attento, ed ogni tanto annuisce. Mi conferma che ha capito, che non vuole deludere in alcun modo le mie aspettative e che domattina mi sottoporrà velocemente i preventivi per poter avere al più presto il via libera per i lavori. Gli amici, nel frattempo, hanno sistemato tre aule e si stanno apprestando, con il solerte aiuto dei giovani pittori in erba, a pulire gli attrezzi che serviranno loro per completare il lavoro.

Al rientro nella casa salesiana prendo accordi con Jeremie circa la giornata di domani. Decidiamo di portare Ennio, Bernardo e Gianfranco a fare il giro del quartiere di Kabutembo, quello da cui proviene la maggior parte dei nostri piccoli allievi, non prima di aver distribuito ai ragazzi dei “biscuits” portati dall’Italia, rinforzati e completati da altri acquisti di ieri, in un piccolo supermercato del centro.

Renato Da Ros






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