Ritorno a Goma. Parte 5.1

Visita dell’Ambasciatore italiano in Congo presso la casa-famiglia che accoglie ragazze madri.
Giornata densa di appuntamenti, di avvenimenti, di emozioni. Subito dopo colazione partiamo con Jean Marie ed il suo fatiscente fuoristrada. Destinazione Villa Margherita, dove ci sta aspettando Sara, l’amica di Vittorio Veneto, con le ragazze madri accolte nella casa-famiglia presso la quale ella lavora. Lì ci sarà la visita dell’Ambasciatore italiano in Congo. Per l’occasione indossiamo tutti e quattro una maglietta azzurra con la scritta “Amici del Mondo” sul lato del cuore.
Al nostro arrivo, l’atmosfera è elettrica e di festosa attesa. Le ragazze hanno preparato un ballo tribale per festeggiare l’inviato del Governo e sono tese, impazienti.
Ecco! Un rumore di fuoristrada, il portone si apre, due grosse auto scure entrano velocemente e si arrestano stridendo sul piazzale. Come in un film di spionaggio, dal primo mezzo scendono con un rapido balzo due guardie del corpo. Si riconoscono dai movimenti agili e decisi, dagli occhiali scuri e dall’auricolare bianco che scende dall’orecchio sinistro e scompare nel collo della camicia. Rapidamente, scrutando in ogni direzione, si avvicinano alla seconda auto dai vetri oscurati e aprono le porte posteriori. Immediatamente, fanno capolino dalle aperture una signora piccola e paffuta (la segretaria) ed un signore robusto ed elegante, dai capelli argentati radi sulle tempie e forse un po’ troppo lunghi sul collo per la sua età. Pensiamo sia lui l’Ambasciatore, invece capiremo poi che risponde al nome di Gianni Giusti ed è l’addetto alla sede distaccata dell’Ambasciata a Goma. Per ultimo, con serafica calma e con un sorriso accattivante, esce dal fuoristrada un giovanotto dinoccolato e dai capelli bruni, in jeans e leggera felpa azzurra, che si guarda attorno sorridendo ed agita la mano a mo’ di saluto, mentre dall’angolo delle ragazze madri parte una sfrenata danza accompagnata da canti e grida gutturali, il tutto cadenzato al ritmo dei tamburi. Lo spettacolo è certamente coinvolgente, ma io mi sorprendo ad osservare questo giovane Ambasciatore che si posiziona proprio vicino a me mentre segue interessato lo spettacolo: avrà 35 o 40 anni, è una presenza gentile, rassicurante; la sua felpa, informale, si sposa bene con il colore delle nostre t-shirt. A pelle, mi è subito simpatico. Vista la vicinanza, vorrei fare un “selfie” con lui, ma la presenza arcigna tra noi di una delle guardie del corpo mi fa esitare finché, preso il coraggio a due mani, attiro l’attenzione del “body-guard” e gli chiedo il permesso per la foto. Non vorrei mai che la mossa di estrarre il telefonino dal mio borsello a tracolla fosse travisato con conseguenze imprevedibili. Contemporaneamente al cenno di assenso della guardia, arriva anche l’OK del funzionario governativo che, avendo udito la richiesta, mi prega di attendere la fine del folcloristico benvenuto. E infatti, al termine dell’esibizione, il giovane ambasciatore mi si avvicina, legge sulla mia maglietta la dicitura “Amici del Mondo” e mi chiede dell’Associazione e dei suoi progetti. Resta molto colpito dallo scopo per cui siamo a Goma e soprattutto del fatto che i nostri viaggi sono effettuati a nostre spese. Ci fornisce i numeri di telefono della sede staccata di Goma, ci presenta i suoi funzionari, perorando la nostra causa e raccomandandola. Ci raggruppa per le foto di rito e promette, alla presenza dell’amica Sara, di visitare la scuola nella sua prossima visita di settembre. Sono la settimo cielo!
Luca Attanasio, questo è il nome dell’Ambasciatore italiano in Congo. Ora conosce la nostra associazione, è al corrente di quello che stiamo costruendo e, dopo aver ascoltato con interesse la nostra storia, ci ha descritto, rivolto alla sua segretaria, come “un gruppo di veri volontari, senza altro scopo se non quello della solidarietà totale”. Emotivamente parlando, non dimenticherò facilmente questo momento. Ho visto negli occhi del giovane funzionario, mentre parlavo, ammirazione e rispetto, e ne sono rimasto colpito ed orgoglioso anche a nome di tutti gli Amici del Mondo che, da casa, ci sostengono e ci supportano.
Abbiamo fatto innumerevoli foto con in braccio i bimbi di queste povere ragazze, fianco a fianco, con semplicità, sorridendo e scambiandoci continue battute come vecchi amici. Insomma, una mattinata veramente fantastica, completata con la conoscenza di père Jean Luc, salesiano belga, ispettore di varie comunità nelle province di Congo e Ruanda, vicecapo generale di Jean Marie, alto ed attempato, acuto osservatore ed educato ascoltatore. Sarà ospite questa sera della comunità di Bosconia, mentre per il pranzo noi quattro ci ritroveremo nella grande comunità di Ngangi, guidata da père Antoine, anch’egli presente a Villa Margherita.
 
Continua...
 
Renato Da Ros





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