Ritorno a Goma. Parte 7

Riflessioni sulla via del ritorno

Il saluto commosso ed intenso ai nostri piccoli angeli, ordinatamente schierati nel cortile della scuola, e la canzone sull’amore che Jeremie, l’amico fidato, ci dedica durante l’ultimo pranzo insieme non potranno certamente essere dimenticate. Mi basterà estraniarmi per qualche attimo della vita quotidiana per riavere davanti agli occhi quella enorme macchia bianco e blu e tutte quelle manine ondeggianti per l’ultimo saluto. Come dimenticare la gentilezza di Honorato, la calma e la capacità di sdrammatizzare di Jean Marie, l’irruenza festosa di Kisito e la timida dolcezza di Jeremie che, purtroppo, non rivedrò più, visto che a settembre sarà a Lumumbashi.

L’aereo decolla rapidamente, sorvolando a bassa quota la magica e caotica Goma. Un’ultima volante derapata ad ali piegate sopra il lago Kivu e poi…via verso Addis Abeba, quindi Roma, Venezia e infine casa.

Quando lasci un continente come quello africano, quando per giorni mangi con loro, vivi con loro e gioisci con loro, ti resta nel cuore una malinconica nostalgia e già, per un momento, la mente si apre all’idea del prossimo viaggio e della sua programmazione. In questo lungo viaggio di ritorno ho ripercorso un po’ tutta la mia vita: gli anni dello sport, le delusioni e la rabbia per quei centimetri mancanti in altezza che, forse, mi avrebbero cambiato un futuro a lungo rimpianto, finché… è arrivata l’Africa, che mi ha fatto aprire gli occhi sulla vera realtà e sull’esistenza fortunata che ho avuto. Nella vita non mi è mancato nulla. Ho avuto salute, occhi per vedere, gambe per camminare e correre, orecchie per sentire e bocca per parlare. Ho finalmente capito con quanto egoismo ho sempre pensato a me stesso, lamentandomi, speso per nulla. Non è mai tardi per guardare dentro se stessi. Io ho trovato finalmente quello che mi mancava veramente: un’anima da dedicare al prossimo, a quel prossimo fatto di grandi occhi scuri, di povertà, di miseria, di sfortuna, di malattia e di oppressione. L’esperienza africana mi ha insegnato che, nel futuro, sarò pronto a dedicare tutto me stesso alla ricerca di quei grandi occhi, ovunque si trovino, per farli sorridere, per guardare dentro di loro e leggervi finalmente la gratitudine e la pace.

Gli occhi dei fanciulli sono sereni…

Gli occhi dei fanciulli sono sinceri…

Gli occhi dei fanciulli dicono la verità.

Grazie a tutti

Renato Da Ros

 

A breve il diario dell'ultimo viaggio a Goma intrapreso da Renato Da Ros, presidente dell'associazione Amici del Mondo, lo scorso settembre, con una importante novità...






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