Sei episodi che ci ricordano qual è la magia dello sport

Quando gli atleti vanno oltre la mera prestazione sportiva

Nel mondo dello sport ci si può imbattere nel doping, ci si può imbattere nelle scommesse clandestine, ci si può imbattere in episodi di violenza e di discriminazione, ci si può imbattere in imbrogli. È tutto vero, è tutto reale.

Poi, però, capita di assistere ad alcuni episodi che cancellano tutto questo e che ti offrono la prova tangibile che lo sport, quello vero, è ancora una delle cose più belle e genuine che possiamo incontrare. Si tratta di episodi che non hanno nulla a che fare con la vittoria, il gesto atletico o la linea del traguardo. Sono episodi che riguardano la persona e la sua parte più profonda. L’elenco potrebbe essere interminabile. Così ne ho selezionati solamente sei, i sei episodi che continuano ad emozionarmi o a colpirmi ogni volta che ne sento parlare. Ecco i protagonisti.

1. Tommie Smith e John Carlos

Olimpiadi del 1968, Città del Messico. L’atleta statunitense Tommie Smith vince la medaglia d’oro nei 200 metri piani, stabilendo altresì il nuovo record mondiale. Il connazionale John Carlos si aggiudica invece la medaglia di bronzo nella stessa distanza. Tommie e Smith non verranno ricordati per la loro prestazione sportiva, ma per quanto succede durante la cerimonia di premiazione. Infatti salgono sul podio senza scarpe e con calze nere e, dopo aver ricevuto le medaglie, aspettano che l’inno degli Stati Uniti inizi a risuonare e, girandosi verso la bandiera statunitense, abbassano la testa e alzano un pugno chiuso rivestito da un guanto nero. È un messaggio forte, è un messaggio di protesta per i diritti civili dei neri.

Per vedere il momento della premiazione, clicca qui.

2. La squadra statunitense di hockey

Olimpiadi Invernali del 1980, Lake Placid. Si gioca la semifinale del torneo maschile di hockey sul ghiaccio. Da un lato ci sono gli Stati Uniti, una squadra che è formata da dilettanti e studenti universitari, una squadra su cui nessuno avrebbe osato scommettere. Dall’altro lato c’è la Russia, una squadra di atleti professionisti, una squadra che ha vinto la medaglia d’oro nelle ultime cinque edizioni delle Olimpiadi, una squadra che nessuno riesce a sconfiggere. Nessuno ci riesce fino a quel momento. Nessuno ci riesce fino al miracolo. Il risultato finale sarà: USA 4 – URSS 3. E il miracolo diventa anche un film: Miracle di Gavin O’Connor.

Qui puoi guardare il trailer.

3. Nola Djocovic

Roland Garros 2014. Novak Djocovic sta giocando contro Joao Sousa. Inizia a piovere, la partita viene momentaneamente sospesa. Novak va a sedersi sulla sua panchina, il raccattapalle si avvicina per ripararlo con l’ombrello. Qui inizia un siparietto inaspettato, divertente e tenero. Novak fa cenno al ragazzino di avvicinarsi e lo invita a sedersi di fianco a lui. Poi gli prende l’ombrello dalle mani e gli affida la sua racchetta. Infine gli offre una bevanda e brindano insieme. L’espressione e la luce negli occhi del ragazzino dicono tutto di quel momento. (foto di copertina)

Per vedere questo divertente siparietto, clicca qui.

4. Carles Puyol e Eric Abidal

Wembley Stadium, maggio 2011. Finale di Champions League. Il Barcellona batte il Manchester United per 3 a 1. Arriva il momento della premiazione. Carles Puyol, capitano del Barcellona, consegna la fascia di capitano al compagno Eric Abidal che solleva poi la coppa dalle grandi orecchie al cielo, tra le urla di gioia dei compagni. Appena due mesi e dieci giorni prima, Eric era disteso su un letto d’ospedale e subiva un intervento chirurgico per un tumore al fegato. Stasera Eric è sul tetto del Mondo e lo è da Capitano.

Per guardare il video di quella serata, clicca qui.

5. Nikki Hamblin e Abbey D’Agostino

Olimpiadi del 2019, Rio de Janeiro.  Batteria di qualificazione dei 5000 metri femminile. Ad un certo punto, l’atleta neozelandese Nikki Hamblin inciampa a cade a terra, trascinando con sé l’atleta statunitense Abbey D’Agostino. Abbey si rialza subito, ma non riprende a correre: si avvicina a Nikki e l’aiuta a rialzarsi. Ad aver avuto la peggio nello scontro è, però, proprio la Abbey che, poco dopo, si accascia a terra tenendosi la caviglia. A questo punto Nikki le dà un mano, l’aiuta a rialzarsi e la sorregge. Così, insieme, tagliano la linea del traguardo e portano a termine la loro gara. Questa è la magia delle Olimpiadi.

Per vedere il video della loro gara, clicca qui.

6. Andy Roddick

Internazionali di tennis di Roma, 2005. Terzo turno del torneo, Andy Roddick affronta Fernando Verdasco. Secondo set, il punteggio è di 5-3, match point per Andy Roddick. Fernando serve. La prima di servizio è fuori. Anche la seconda di servizio è fuori, a detta dell’arbitro. Qualcuno non è d’accordo. Questo qualcuno è proprio Andy che si avvicina alla riga, dice all’arbitro che la palla ha toccato la riga, quindi è buona, e cancella il segno a terra. L’arbitro assegna, così, il punto a Fernando che, al terzo set, si aggiudicherà la partita.

Per vedere il gesto di Andy, clicca qui.






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