Si può essere più forti della sindrome di Usher? Certo che si può!

Corrado si è diplomato

Corrado Caruso, ragazzo sordo bilaterale affetto dalla sindrome di Usher, pochi giorni fa si è diplomato portandosi a casa tanta, tanta soddisfazione! A raccontarcelo è Chiara Botteon, mediatrice linguistica e interprete LIS (lingua dei segni italiana) che ha affiancato Corrado durante il percorso scolastico superiore: «In questi anni abbiamo lavorato con impegno – racconta l’interprete Chiara – iniziando il nostro percorso al liceo artistico B. Munari di Vittorio Veneto e concludendolo all’IPSIA B. Carniello indirizzo progettazione e arredo di interni di Brugnera. Corrado è un ragazzo sordo: con lui la comunicazione passa attraverso la lingua dei segni ed è proprio attraverso di essa che Corrado da bambino ha iniziato ad interagire col mondo e con le persone scoprendo la ricchezza della vita di relazione. Grazie alla LIS Corrado ha potuto studiare e fare suoi i contenuti richiesti dal percorso di studi scoprendo di avere una spiccata propensione verso il sapere, in particolare verso le discipline artistiche: l’architettura, la progettazione, la storia dell’arte e il disegno sono le sue grandi passioni!». «Insieme – continua Chiara – abbiamo superato innumerevoli difficoltà, non ci siamo arresi di fronte a coloro che dimostravano disinteresse o sfiducia verso il nostro lavoro. Fortunatamente abbiamo anche incontrato molte persone sensibili e attente che hanno capito che in Corrado c’è un grande talento e un enorme entusiasmo verso lo studio e la vita. E sono stati proprio la sua grinta e il suo entusiasmo il punto di forza che ci hanno permesso di arrivare al diploma. L’esame è stato superato brillantemente con il punteggio di 84/100. L’emozione durante le tre prove scritte e la prova orale è stata tanta ma la preparazione, la serietà e la forza hanno prevalso sull’emotività». Chiara, felicissima di aver affrontato insieme a Corrado ciò che a detta di molti era impossibile, conclude ringraziando le colleghe Tiziana Stefanizzi e Gloria Carlot «che hanno lavorato con noi nello sprint finale verso il traguardo» e riserva un abbraccio speciale per Miriam, mamma di Corrado, «modello di forza, serietà e determinazione». La storia di Corrado mostra che con gli strumenti giusti anche l’impossibile può essere affrontato, ed è un bel segnale di speranza per quanti vivono situazioni simili. «Ricorderò per sempre l’emozione provata nel “dare voce” a Corrado durante la prova orale e il suo sorriso pieno di felicità alla conclusione dell’esame di stato. La soddisfazione che irradiava dal suo volto mi ha fatto provare un brivido che ha ripagato tutto l’impegno di questi anni. I nostri cuori sono colmi di gioia!».

[Immagine di copertina: Corrado e Chiara alla fine della prova orale dell'esame di maturità]






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