TIRO ALLA FUNE: LO SPORT DAI MILLE VOLTI

L'insegnamento morale di uno sport millenario

Il tiro alla fune è uno sport nato oltre cinquemila anni fa nell’antica Mesopotamia come gioco raffigurativo della lotta fra bene e male spirituale ma col tempo cominciò a diventare sempre più oggetto di vere e proprie manifestazioni popolari e politiche (tanto che nel Medioevo era molto praticato fra le classi più povere); oggi, a distanza di molti secoli, il tiro alla fune si è fatto sempre più complesso, pur rimanendo uno sport semplice e aperto a chiunque.

Pratico questo sport da quasi tre anni con la TAF Vazzola e nelle diverse gare e manifestazioni a cui ho preso parte con la mia squadra ho visto cose che pochi altri sport possono offrire. Innanzitutto è importante sottolineare che è uno sport di squadra: le individualità sono solo parte di un unico corpo che si muove, animato da un unico grande cuore, quello degli atleti. Dopodiché è uno sport in cui l’unico contatto fisico è il saluto. Trovo che sia un aspetto molto importante del nostro sport perché invoca il rispetto reciproco fra gli avversari e il riconoscimento dello sforzo altrui che, positivo o negativo sia stato l’esito, è frutto di un solo ed unico desiderio: dimostrare agli altri il valore della propria squadra.

Nei giorni scorsi, con la mia squadra, ho partecipato al Torneo Internazionale di Tiro alla Fune ad Engelberg, in Svizzera, dove ci aspettavano quasi una trentina di formazioni dalla Svizzera, Germania, Olanda, Belgio, Svezia, Inghilterra e Paesi Baschi. È stata un’ esperienza che non dimenticherò mai: per la prima volta dopo anni ho finalmente potuto confrontarmi con l’esperienza e la tecnica di altre squadre europee (alcune laureatesi campioni del mondo ed europee poco tempo fa). Oltre alla diversa preparazione fisica e tecnica differente dalla nostra, ho osservato negli altri avversari una grande compattezza di squadra, un unico movimento compatto e micidiale. È quello che mi piace di questo sport: ogni singolo membro è importante per la squadra, i singoli non sempre fanno la differenza, mai quanto fa la differenza la motivazione e lo spirito del gruppo; per noi è molto importante la concentrazione verso un unico obiettivo, tirare bene e nel modo che abbiamo imparato. Avendo trovato squadre meglio preparate siamo tornati a casa con un ricco bagaglio di esperienza ed insegnamenti, non solo tecnici ma anche morali: la forza di una vera squadra non è nei muscoli, ma nel battito di un unico, grande cuore; certo la preparazione fisica è fondamentale ma mai quanto il desiderio di voler raggiungere un traguardo.

Siamo tutti un solo corpo, siamo organi vitali che lavorano insieme per la Vita di una sola cosa: la squadra. Nessuno è indispensabile, ed è lo spirito che non deve mai mancare.






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